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I film americani fanno pena

I film americani fanno pena. Tutti i film "americani" fanno pena.
Oggi ne ho avuto la conferma eclatante. Nn vedevo film americani da molto tempo dato che non mi sono mai piaciuti, ma dopo tante recensioni positive ho ceduto.
Ho visto Minority report.
Un ammasso di effetti speciali costruiti su una teoria pseudo-affascinante che permette di pensare due pensierini simil-filosofici a gente abituata alle gag con le risate registrate. I film americani, tecnicamente "smericanate", hanno tutti la stessa fabula, di molto meno appassionante di quella, per esempio, della Gerusalemme liberata, e una serie di artefatti retorici che condiscono la trama con momenti di suspance e risatine indotte. In Minority report, come al solito, c’è un eroe, l’obiettivo dell’eroe, gli antagonisti, e l’immane mole di cazzate messe lì a rendere il tutto più sofisticato.
Il dramma è che i film americani sono tutti uguali. Più hanno sceneggiature stravaganti e ricercate, più sono identici. Sono uguali nei valori fondamentali che trasmettono e nelle caratteristiche che utilizzano per trasmetterli:

- lo stupore che si cerca con gli effettini speciali, tipo macchine supersoniche e intellihgenze artificali da salotto
- il rispetto, catturato con qualche pillola di teoria fanta-filosico-scientifica, qui ad esempio quella sulla predeterminazione e i suoi paradossi
- la concretezza realistica americana, quella che fa sì che i momenti dieterminanti si decidano sempre a cazzotti, mandano affanculo le armi nanontecnologiche
- l’ironia da "paterfamilias", che condisce le scene più frenetiche con inserti esilaranti (…) quali la cottura accidentale degli hamburger in una casa con il fuoco generato da un feroce scontro tra armi futuristiche
- il voluto anti-razzismo bonario da centro di accoglienza dismesso, quello che fa sì che i neri siano sempre bonaccioni o criminali, mai una via di mezzo
- l’edonismo, beh, gli eroi qui sono davvero sempre giovani e belli
- il bene è sempre questione di umanità, chi è più umano è più buono, ciò che è naturale è bello
- tutto ciò che non fa parte della trama principale è ininfluente, meglio 450000 morti tra le comparse che uno tra i protagonisti
- i poveri sono sottobosco e meritano pietà
- la classe media è il fine, il potere è il mezzo, i poveri, i cattivi e gli scontenti sono il nonostante
- l’amore pietoso verso i cuccioli, di ogni specie e verso i vecchi, anche loro sempre rincoglioniti o supersaggi
- la presunzione che il dolore renda sempre puri e buoni
- il fatto che la difesa ferina degli affetti famigliari sia talmente al di là del bene e del male che faccia a ragione posporre ogni diritto civile alla ricerca di cose tipo vendette, difese preventive, ricerche ostinate
e infine, la cosa che mi fa incazzare di più, la presunta efficienza delle strutture di potere: poliziotti che si muovono come se fossero coordinati da dio, agenti speciali che effettuano operazioni in modo meccanico e preciso, ostentando freddezza e professionalità da padreterni

Queste sono le caratteristiche di ogni ideologia fascista.

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