// post...

For a better life

Il terrore

Non c’è dubbio, il tentativo dei cosiddetti terroristi è un penoso tentativo.
Un tentativo di terrorizzare, di indirizzare il mondo, di cambiarlo. Costruiscono grandi attentati, che, immagino, impegnano le loro vite per settimane, mesi… poi esplodono…e fanno morire con loro 10, 20…quando va bene 100 persone… Certo, fanno scalpore, fanno notizia e anche un po’ di casino, ma nel frattempo miliardi vite quotidiane vanno avanti come se niente fosse… Un miliardo di cinesi continua a lavorare giorno e notte, sessanta milioni di italiani programmano le vacanze, qualche migliaio di extracomunitari raccolgono i pomodori… e di terrore nemmeno l’ombra… Tutto sommerso nell’avvolgente calore della quotidianità… Solo in Italia ogni giorno nascono 1000 bambini e muoiono altrettanti vecchi… che impressione volete che faccia qualche morto per terrorismo ogni mese? Un dettaglio nella storia… anzi, è la storia stessa ad essere un dettaglio nella vita degli uomini e dell’umanità intera…come un film che può, necessariamente, inquadrare solo una piccola porzione della realtà… Se terrorismo è quello di chi decide di uccidere a caso qualche centinaio di persone ogni anno, non si chiama terrore anche quello di chi vede morire un famigliare, un amico, un figlio… magari per malattia, o come si diceva una volta, per vecchiaia? Sarò egoista, ma io ho provato vero terrore di fronte alla malattia, di fronte alla morte della mia vecchia nonna, come se fosse stata travolta da un kamikaze… e in quel momento l’odio ce l’hai lo stesso, anche se non c’entra nessun assassino… anche se non puoi rivendicare giustizia davanti ad un tribunale, come fanno quelli a cui magari hanno ammazzato un figlio e si preoccupano di avere giustizia dallo stato! Ma cosa te ne fai della giustizia di fronte al male assoluto? Evidentemente si cerca di aggarpparsi ad un senso, qualunque esso sia… per non rassegnarsi al male insensato….
Il fatto è che si chiama terrore solo ciò che proviene dall’uomo stesso, per paura di dover affrontare il terrore vero, quello del male che non viene dall’uomo, o almeno non direttamente… Quello sembra far parte della vita quotidiana ed è metabolizzato più facilmente dalla società; quel male che è la causa scatenante del male umano, e quindi del terrorismo, delle guerre, delle morti cosidette “violente” (come se le altre non lo fossero…). Un uomo la cui quotidianità non è fatta di ferie, di hotdog e di aperitivi probabilmente sarà più incline a terrorizzare il mondo, perchè il terrore è, comunque, una via d’uscita da quella cattiva quotidianità…
L’uomo non è buono, e non avrebbe motivi per esserlo, l’uomo cerca di fuggire il non senso, e quando questo ritorna si fa fatica a salvare i propri piccoli micromondi di serenità euclidea, allora ci si rifugia nel terrorismo, nelle guerre, nella violenza, comse se questi fossero i mali del mondo. Non ho sentito nemmeno un prete dire una parola sensata dopo lo tsunami, come se ci fosse una certa forma di pudore nell’attribuire quella colpa… quella violenza…; allo stesso modo non ho sentito nessuno meravigliarsi delle guerre africane che seminano un numero di morti nemmeno confrontabile con i numeri del “male” d’Occidente… perchè quella è, in qualche modo, quotidianità, come l’uccisione degli animali al macello, come uno sterminio di bambole di pezza…
E’ troppo facile terrorizzarsi “al netto” delle morti senza colpevole, terrorizzarsi per dare un nome al male assoluto… se il mondo si scandalizzasse per ogni morte, per ogni ingiustizia, sia pure della natura, di dio, del tempo, gli uomini non avrebbero bisogno della violenza, nè del terrore.
E non avrebbero bisogno di un dio a giustificare ciò che, in questa terra, un senso non ce l’ha.

“Piombano sopra di loro la paura ed il terrore
per la potenza del tuo braccio
restano immobili come pietra
finchè sia passato il tuo popolo Signore
finchè sia passato questo tuo popolo
che ti sei acquistato”
(Esodo 15,16)

Nessun tag associato a questo articolo

Commenti

Nessun commento per “Il terrore”

Scrivi un commento

Ultimi commenti

  • st patricks day shirts calgary: pregancy is quite critical and also requires more of your time so...
  • menta: Ciao popolo del formaggio no. Io rispetto chi lo mangia ma anche chi non lo ritiene cibo...
  • Giulio: Ciao a tutti. Volevo chiedere una cosa un pò particolare, a me i formaggi stagionati non...

Poesie da decubito su Facebook