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Mano sinistra

Libert

Io mi sforzo, ma non ce la faccio a sostenere Prodi. Non mi piace la sua faccia, non piace il suo modo di ridere.
Mi dà l’idea di un’innocenza trovata dopo troppi colpi di ramazza sulla coscienza… Non che lo conosca così approfonditamente… ma non riesco a vederlo come punto di riferimento.
A volte mi viene il dubbio che io sia realmente di sinistra. Pensavo, in macchina, ai caratteri fondamentali della sinistra…libertà, uguaglianza, solidarietà… non sono ciò che pensiamo, o almeno non sono solo ciò che pensiamo che siano…
La libertà, ad esempio, cos’è la libertà? Libertà”di”, libertà “da”… e tutte quelle sciocchezze che mi hanno raccontato? La libertà è non avere costrizioni. Ma è possibile? E’ ovvio che la libertà personale è relativa alla volontà: per essere libero devo poter fare ciò che voglio. Ma quale componente della natura umana decide realmente cosa volere? Mi spiego: vedo un bel paio di scarpe e vorrei averlo. Se fossi libero prenderei le scarpe e basta. Senza nessun’altra considerazione. Il solo fatto di dover preporre all’azione un qualsiasi ragionamento (prendo i soldi e le compro, non ho i soldi, le rubo, me le faccio regalare…ecc.) mi fa dubitare che possa esistere nell’uomo una vera libertà. La sinistra si fonda allora su un valore che non esiste? O forse la libertà non è questa. E’ forse quella di Berlusconi, quella della maggiore disponibilità di azioni libere per l’uomo. Ma questa libertà è intrinsecamente riservata ad alcuni, perchè basandosi sulle azioni deve attingere ad una quantità di possibilità njon infinita (io voglio quelle scarpe, tu vuoi quelle stesse scarpe, uno solo sarà “libero” di averle). Si dice che sia più libero un barbone dopo che ha mangiato di un ricco prima di mangiare, ma allora la libertà dipende indissolubilmente dal passaggio dalla potenza all’atto? Solo chi ha potenzialità di fare o avere qualcosa può essere libero? Quindi un santone rifugiato su una montagna in meditazione non sarà mai libero… non avendo azioni da voler svolgere… se non qualladi meditare… vien da dedurre che il principio della libertà sia “chi si contenta gode”… mi pare un po’ riduttivo…Forse devo sposatre il ragionamento dall’azione alle condizioni che rendono possibili le azioni. Forse la libertà è avere la possibilità di volere (voler fare, voler avere, voler essere)… la libertà di non avere costrizioni e pregiudizi che rendano non pura la volontà. E’ possibile questo? Sappiamo che ogni influenza, benevola o malevola, ci rende diversi… il fatto che oggi c’è il sole forse mi spinge a volere cose diverse da quelle che avrei potuto sperare ieri…. eppure il fatto che io mi renda conto di questa influenza mi rende forse un po’ più libero… mi rende capace di sognare anche sapendo che non tutti i sogni possono realizzarsi, che non tutti i sogni sono solo miei e che alcuni saranno realizzati da altri… essere liberi è allora forse aver coscienza di ciò che si vuole veramente. Cacciari dice che la libertà è una congettura, Nietzsche la definisce un’errore originario… hanno ragione entrambi, ma probabilmente va aggiunta una condizione… la libertà è quella congettura, quell’errore di presunzione, quel pregiudizio che vive solo quando ne si comprenda la fragilità… Sono libero se capisco di non esserlo, questo è il paradosso, sono libero se contiuno a sognare sogni non miei, ma con la consapevolezza di volere fortemente che diventino parrte di me. certo, Prodi con questo non c’entra nulla, ma mi pare che in questa sinistra non tutti possano avere sogni da prestarmi. Ci sono tante persone che sento vicine per modo di vicere e modo di pensare, e sono tutte di sinistra, e lo sono da prima di Prodi. Ci sono persone che reputo migliori e più libere di me. E sono tutte di sinistra. Forse allora non mi sono sbagliato per 30 anni, forse davvero sbagliano quelli che pensano che bisogna essere un po’ più simili a chi non pensa come noi per vivere un po’ meglio, per governare, per vincere.
Io preferirei sognare sogni più puliti insieme a chi ne condivide il valore, e spingere gli altri a domandarsi “ma cos’hanno quelli da ridere?”.

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