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For a better life

Motivi per cui vale la pena vivere: la censura

Oggi è un gran giorno! Oggi finalmente questo blog si è scontrato con la censura! Di seguito l’attesa missiva:

“La ringraziamo per il suo interesse in AdSense di Google. Dopo avere
valutato la sua richiesta di adesione, i nostri esperti hanno
riscontrato che non è conforme al regolamento del nostro programma. Al
momento, pertanto, non possiamo accettare la sua richiesta di
partecipazione ad AdSense di Google.

La sua richiesta non è stata approvata per i motivi elencati di
seguito.

Problemi:

- Linguaggio inappropriato
In aprticolare il problema è stato identificato nell’”Oscenità eccessiva”

Cari esperti,
come sapete io sono meschino e avido di guadagni facili, per questo ho scelto il vostro mirabile “Programma” per ricevere soldi in cambio di vostra pubblicità sul mio sito. Il vostro diniego alla mia iscrizione mi rende triste e, da oggi, un po’ più povero; per questo ho deciso di cambiare programma: il prossimo si baserà su di un complesso algoritmo in grado di associare ad ogni termine sconcio presente nel sito uno dei vostri inserzionisti. Sarò io stesso a proporre alla Pensione Edelweiss e alla Trattoria Da Geppo la scelta di una delle molte keywords a disposizione: coglione, cazzo, fanculo, vagisil… in questo modo l’utente riconoscerà immediatamente le parole chiave e andrà a trovare il caro inserzionista seguendo il link predisposto. Con quale entusiasmo l’utente si troverà nel sito della Macelleria Alle Frattaglie dopo aver cliccato su “merda”? O meglio ancora nel sito del Gommista Bruno collegato al termine “tette”?
Da oggi la pubblicità acquisterà un motivo etico di giustificazione: vendi merda? Noi lo diciamo alle gente!
Ringraziandovi per avermi permesso di generare questo favoloso nuovo programma,
vi saluto cordialmente”.

Ora torno in bagno a smaltire la mia dose quotidiana di oscenità. (ma sarà stata la foto di Mastella a fare ribrezzo agli esperti?)

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Commenti

2 commenti per “Motivi per cui vale la pena vivere: la censura”

  1. Mi dispiace. Si vede che il tecnico che ha visionato il tuo sito era un tizio paricolarmente pruriginoso. Che dovrei dire allora io? Ho un blog nettamente più sconcio e volgare del tuo e google mi ha accettato e non ha (ancora) tagliato i viveri.

    P.S. Lessi tempo fa che sei abruzzese: di dove precisamente?

    Scritto da Giordano | Ottobre 17, 2005, 14:23
  2. Penne(PE), terra di pecore e mattoni. PS: l’esperto di google sarà sensibile e austero, preparerò una versione accessibile ai nobili d’animo, con nomi di fiori alternativi a quelli delle immonde sconcezze della versione ufficiale…

    Scritto da Azael | Ottobre 17, 2005, 15:34

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