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Non vorrei disturbarselo

Ricorderete senz’altro il caso del tipo di Nuova York che, voglioso di venire in Italia, aveva spedito a me (!!!) il suo curriculum, avendo l’accortezza di tradurlo in italiano (forse dopo aver letto il post sulla lezione d’inglese). Ebbene, un esempio di ben più alta drammaticità mi si è presentato nei giorni scorsi, allorquando tale W.Riemer mi ha scelto quale simbolo universale di speranza e mi ha inviato questo struggente appello:


Io, non essendomelo disturbato dalla sua triste storia, ho preferito non divulgarla, attivando i più appropriati canali di solidarietà internazionale.
Tutto questo fino ad oggi, quando un altro caso mi si è presentato a ricordarmi il mio dovere di amplificatore delle voci inascoltate dei più deboli. Ho preso la mia coscienza a tracolla e ho deciso di pubblicare insieme le due richieste d’aiuto.
La seconda viene dall’Italia, a scriverci è il piccolo Stefano*. Dopo essersi presentato ha subito fatto breccia nel mio cuore con queste accorate parole:

A tal modo sorpreso dalla sua volontà di imprimere valori nella mia compagnia ho cercato di capire meglio come aiutarlo ad espandersi, perchè questo è un diritto che dovrebbe essere concesso ad ogni essere umano! Mai più bambini africani implosi per mancanza di prospettive! Mettete gassosa nei vostri cannoli!
Ma amare vuol dire non dover mai dire mi dispiace e allora ho intrapreso un cammino di scoperta e disvelamento all’interno della sua inespansa personalità:

In questa società nella quale le tende dei ladri sono tranquille e si privano i giudici di senno**, gli intelligenti sono fatti da parte per lasciar posto a negletti nullafacenti. Stefano invece è sapiente, e sa come risolvere i problemi complessi, mica cazzi. E’ un duro e ha una personalità talmente dinamica che la sera si scrive in un foglietto il suo nome, prima che voli via con la dinamicità prorompente del suo Super-Io. Ma Stefano, soprattutto, sa lavorare sotto pressione.
Ha lavorato come beta tester per un’azienda di olive sotto vuoto, ha lucidato per anni le piastrelle della galleria del vento, e non venitemi a chiedere chi è che ha aggiustato quell’ala dello shuttle quella volta…
E un uomo così ha l’umiltà di cambiare, lui ne ha l’attitudine.



Stefano, da semplice stagista, ha realizzato l’algoritmo di codifica e rivoluzionato la teoria quantistica della carne in scatola, ha sottomesso i geofoni senza che scorresse nemmeno una goccia di sangue, per poi, da umile lavoratore nella vigna del signore, imparare ad adattarsi ad un contesto atipico. Completamente atipico:

Non solo ha inventato Microsoft e poi l’ha regalata al suo capo, ma, a tempo perso, gli ha anche insegnato la matematica per fargli passare l’esame di stato!!!! Lui che è sempre stato primo fra i primi… senza mai deviare di un centimetro dalla sua grande, impareggiabile umiltà:

Stefano vuole lavorare con me. A lui interessa solo questo. Non più ricordi dei suoi successi, non più racconti delle sue imprese, solo una piccola scrivania vicino alla mia…

Caro Stefano, un lavoro da noi l’avrai, ne sono certo, non è possibile lasciarsi sfuggire una così grande e vivace intelligenza. Se mi permetti però vorrei farti solo una raccomandazione: se un giorno dovessi essere il mio vicino di scrivania, ricorda che se vorrai espanderti… beh… non farlo con la mia intimità: io e i geofoni siamo eterosessuali.

PS: giovedì si libera un posto alla fotocopiatrice, vedrai che potrai fare tante amicizie.

*nome di fantasia
** Libro di Giobbe, XII ecc.

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