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For a better life

ore 22. Nulla.

Kafka aveva scritto una cosa del genere nei Diari, ma il suo nulla suonava indubbiamente meglio. Era, credo, un nulla senza altri attributi, senza contorno e senza base. Il mio nulla delle 22 è inesorabilmente arginato dall’armadio a 6 ante e dalla libreria, dallo schermo del pc e dalle dita sulla tastiera. E’ un nulla consapevole e maturo, e per questo orgoglioso e supponente. E’ un nulla antipatico. Kafka non avrebbe sopportato un nulla del genere. E’ un nulla che non ha niente di sacro, un nulla molto vicino al niente pur essendo così pieno di cose, di enti, di ni-enti.

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