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Cattive intenzioni

Ancora un altro anno

E’ capodanno, da un’ora, fuori piove e si gela, io sono a casa con i riscaldamenti a palla. Sì, da solo. Compatito quel tanto che basta per capire che la scelta è stata giusta. Stamattina ho fatto una spesa assurda, ho comprato una quantità di cazzate che nemmeno ad acquistare da postalmarket scegliendo a caso le pagine. Mi sono fatto il cenone, ho visto 3 film uno dietro l’altro, ho dato il via al mio personale Telethon, che determinerà quanto avrò risparmiato a fine serata restando a casa, ma soprattutto mi sono risparmiato gli auguri. E ora scrivo.
Perchè a capodanno stare da soli è una benedizione che chi festeggia non può capire. In questi momenti si acquista il punto di vista di dio, si vedono le cose dal di fuori, e se ne capisce il senso profondo. E’ come camminare di notte lungo una strada costeggiata da case con le finestre illuminate, dalle quali si sentono solo voci: il vero centro della scena saresti tu, ma nessuno è in grado di rendersene conto, ognuno pensa alla sua attività del momento, ma solo tu le vedi tutte e puoi confrontarle. Che poi , a capodanno, si festeggia il fatto che una certa porzione di tempo non tornerà mai più, si chiude per sempre, e io questo non riesco a vederlo come una cosa bella. Il tempo ha senso solo se non gli si pongono dei limiti, solo se è un continuo presente, altrimenti è una fregatura, ogni porzione di tempo che riusciamo a circoscrivere è persa per sempre. Ogni volta che mettiamo un punto ad un qualche periodo lo riponiamo nello scaffale, sapendo che lo riapriremo solo per dimenticarne man mano dei pezzi. Come in quel videogioco di una volta, in cui dovevi chiudere delle aree per eliminarle. Resta da capire ogni volta quante aree riusciremo a tenere aperte. Quanto tempo abbiamo ancora?

Come
l’indice di un libro,
inutile ai fini del libro,
custodire i ricordi,
e legarli alla storia,
lasciarli marcire.

E le immagini
in fila per numero
e per colore.
Che non tutto finisca
dopo la fine
è la verità dei fatti:
resta il prezzo
e muore il ricordo.
Inutile come la terza di copertina.

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Commenti

3 commenti per “Ancora un altro anno”

  1. se stare soli la sera di fine-anno,ti ispirano “queste profonde riflessioni”!!!evviva la solitudine di fine-anno.evviva il FILOSOFO AZAEL. monia

    Scritto da Anonimo | Gennaio 1, 2006, 10:23
  2. eri solo ma comunque non il solo…
    FireMan

    Scritto da FireMan | Gennaio 1, 2006, 13:07
  3. …ch’il conosce bene, l’sa che tanto ‘en cose senza senso…: i sogni vendeli n’bancarella e si n’ta riesce manco questo…allora cenno sempre le bigette e l’ciambelotto della marghera! …soli è:il buco senza il culo!!!!!!!!!!!!

    Scritto da l'matto de.....e consorte | Gennaio 1, 2006, 21:32

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