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Come muore un italiano?

“Vi faccio vedere come muore un italiano”. Queste parole hanno suscitato a distanza di parecchi mesi tanta commozione, così tanta da far montare il solito teatrino dei panegirici da avanspettacolo del TG2, del TG5, e via intervistando.
Se il sig. Quattrocchi fosse un grande uomo non lo so, non avendolo mai conosciuto, nè avendo conosciuto le sue opere. Conosco di lui solo tre cose: era un soldato di ventura, è morto per mano di estremisti isalamici, ha pronunciato sul punto di morte la fatidica frase.
Le prime due cose non mi dicono molto. Che fosse un mercenario non mi interessa particolarmente, lo siamo tutti noi che lavoriamo per denaro. Che sia morto in quel modo può indurre la mia pena ma non è motivo di erosimo. Quello che invece ci dice qualcosa in più è quella frase: vi faccio vedere come muore un italiano. Ebbene: come muore un italiano? Immagino si riferisse alla capacità di guardare negli occhi l’aguzzino, alla freddezza che gli ha consentito di evitare suppliche o crisi isteriche. Bene.
Ma io mi chiedo: un italiano sa morire meglio di altri? E’ antropologicamente predisposto al martirio? L’italiano è per sua natura più coraggioso o più eroico? Il fatto che appaia tanto nobile quell’affermazione svela quella sottile venatura di campanilismo da borgata che ci fa essere tanto rozzi nei confronti delle altre culture, che ci fa essere, a volte, tanto volgarmente provinciali quando andiamo all’estero, quel sentimento da pronipoti dell’impero romano che ci rende così certi che la nostra cultura, il nostro modo di essere siano così nobili da non meritare di essere contaminati da altre culture, da altri modi di essere. Non mi commuovo per una frase che rivendica superiorità culturale, mi avrebbe toccato di più se avesse detto “vi faccio vedere come muore un essere umano”. Mi avrebbe costretto a riflettere proprio su quel qualcosa di tragicamente “umano” che c’è nella morte di ognuno.

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Commenti

7 commenti per “Come muore un italiano?”

  1. Insomma mai una volta che non mi fai incazzare, la nostra superiorità morale nei confronti almeno dei sui assassini la dimostra il fatto che l’italiano era la vittima e loro gli esecutori.

    Scritto da Otimaster | Gennaio 10, 2006, 13:05
  2. Certo, ma allora avrebbe dovuto dire: “vi faccio vedere come muore un innocente”
    PS: godo come Michael Jackson in asilo a farti incazzare :)

    Scritto da Azael. | Gennaio 10, 2006, 13:10
  3. cerchiamo di riportare tutto alla pura e semplice realtà: sono le ultime parole di un uomo di un uomo che sta per morire, in maniera assurda e inutile. Le ultime parole di un condannato a morte. In quel momento Quattrocchi avrebbe potuto dire qualunque cosa e sarebbe stato ‘giudicato’ comunque, come stiamo facendo adesso. Ma che ne sappiamo noi cosa si prova nel momento in cui stai per morire, sapendolo? Quindi sono solo questioni di lana caprina. L’orrore per quello che è accaduto resta tutto e comunque. Forse una persona più colta in quei momenti avrebbe pensato alla parità culturale dei popoli? Ma dai… In quel momento Quattrocchi stava per morire in quanto italiano catturato in Irak, non in quanto uomo tout court.

    Scritto da Maria | Gennaio 10, 2006, 14:37
  4. Benissimo, infatti il post è diretto al siparietto mediatico nato intorno alla faccenda, al “fatto che appaia tanto nobile quell’affermazione”. Non certo a quattrocchi che, per l’appunto, resta un uomo ucciso in circostanze “assurde”.

    Scritto da Azael. | Gennaio 10, 2006, 15:08
  5. Non posso che essere d’accordo con te e per favore non chiamatelo eroe.

    Scritto da Rhadamanth | Gennaio 10, 2006, 15:41
  6. da libero: “C’è un modo di morire che non è una sconfitta, ma una vittoria. C’è un orgoglio magnifico della nostra identità e delle nostre radici”. E allora chiariamo una cosa: non è l’immagine di una cultura che non vuole essere contaminata dalle altre; è l’immagine di una cultura che ha conosciuto grandi uomini e grandi epoche

    Scritto da whiterussian | Aprile 4, 2007, 20:36
  7. io dico che quel soldato ere e rimarra sempre un eroe morto combattendo per quello che credeva

    Scritto da italiano | Novembre 7, 2007, 16:45

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