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For a better life

Giacche bianche

Un gazebo bianco e giovani suonatori riparati dal sole delle tre. Qualche decina di sedie da osteria allineate alla meglio, a creare una platea dall’applauso facile. Intorno qualche curioso distratto e un altro banchetto. Lì si ditribuivano opuscoli religiosi, nuovitestamenti, richiami a cristo. Il pomeriggio si sarebbe svolto con qualche canzone osannante l’enorme potenza del salvatore. E giacche grigie. Quelle di chi, evidentemente, aveva organizzato il sit-in. Impassibili a lato del gazebo, defilati quel tanto che basta per far notare la propria inessenzialità. Dentro qualche ragazza che preparava la voce e si guardava intorno per fare gruppo e farsi forza. Con gli abitini pallidi e gli occhi e i gesti impazienti, impazienti di finire alla svelta quella recita voluta da qualche ossequioso genitore. Che per loro aveva scelto quelle gonne squallide
Come le giacche bianco ghiaccio dei predicatori americani, i profeti del viacavo, i trafficanti di sacro del nuovo millennio. Anch’essi cantano, non aspettano altro che il momento del canto. Un canto che li rende sacri. Creature fuori dal tempo, voci apocalittiche urlate oltre la tv per coprire il rumore dei popcorn sul divano. Per coprire gli spari e le ambulanzzne in strada. Per superare il sibilare delle siringhe e il fruscio dei verdoni del texas. E per nascondere milioni di puttane appena salite su macchine più lunghe dei loro tacchi. Sacro anche il loro culo. Protetto dal buio e dal neon di cartelloni luminosi.
La nuova religione si predica con le spalle chine sulla terra, ha profeti dentisti e macellai, che annunciano regni trionfanti costruiti sugli avanzi di grasso e carbone del loro barbecue. La nuova religione non ha idoli. E’ essa stessa un idolo con la testa di agnello e le zampe sanguinanti.
Una di quelle ragazze si schiariva la voce. Aveva uno strano nodo alla gola. E un presentimento, forse, di qualcosa di brutto.

Sul cartellone del programma solo qualche riga a segnalare canti e propositi. E poi un avviso: alle 18 proiezione del film, titolo "Prima dell’Apocalisse". Poco prima.

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