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Nemmeno un dio per pisciare

Il mio dio ce l’ha grosso

«La Chiesa non è un partito ma può far politica» - lo ha detto il papa, quindi dovrebbe essere inevitabilmente una cazzata, e invece no, è vero.

La religione è eminentemente politica, anzi, la religione è nata in funzione politica. Gli uomini hanno, in tutte le epoche, costruito popoli intorno agli dei. L’origine politeista del monoteismo ha la sua ragione proprio nella “politicità” degli dei di ciascun popolo. Il monotesismo è anzi la dittatura di un dio sugli altri, la vittoria di un dio più forte, terribile e spaventoso rispetto agli altri.
Il dio delle antiche popolazioni era una bandiera da portare in guerra, un amuleto che dimostrava la sua forza con gli effetti procurati sulle cose e sugli avvenimenti. Una volta persa la battaglia il dio non valeva più nulla, perchè un altro dio si era dimostrato più potente. E quell’essere terribile trovato in un fulmine, nell’oceano o nel terremoto, si dimostrava un pivellino.
O peggio, bastardo.
Perchè se si perdeva una guerra due erano le spiegazioni: o il dio avversario era più potente, o il tuo dio aveva deciso di non farti vincere, risentito come una comare zoppa. In entrambi i casi le conseguenze erano politiche. Sacrifici e tasse al sacerdote e al tempio o graduale e inesorabile sottomissione al dio del popolo avverso, e quindi alle sue abitudini ai suoi costumi, ai suoi re.
Fino a che qualcuno ha pensato bene di creare il dio invincibile. Il Mazinga Z degli onnipotenti. “Se dio ti fa perdere è perchè vuole farti vincere in un’altra vita”.
Oh cazzo.
E vallo a stanare tu adesso quel dio menefreghista e presuntuso che se ne sta in paradiso con decine di vergini sciacquette e puttane ad aspettare che tu finisca il lavoretto quaggiù, che tu finisca di prendere per il culo quelli che non hanno capito che il vero dio con le palle ce l’hai tu.
E allora
“Merda” - dice il cristiano
“Coglione” - risponde il musulmano
“Siete delle checche” - aggiunge l’ebreo
“non avete capito niente, il mio dio vi fa il culo a strisce, di là…”
“sì, sì, vedrete pezzenti, il mio vi fa bruciare per sempre il culo sulla graticola” - “E il mio vi fa mangiare la merda, stronzi”

E così via a litigare facendosi forti col dio muscoloso, col dio con la pistola, col dio psicopatico e drogato.
Come i bambini che litigando rimandano ai cugini più grandi le vie di fatto. Qui si parla e ci si insulta, qui si è buoni a farsi forti a parole… poi se la vedranno loro, di là. E si cerca allora di accaparrarsi il tifo dei bambini in disparte, quelli che non hanno cugini da ostentare. Per fare numero, per fare opinione. Per convincersi pure loro, in fondo in fondo.
Così è nato il cristianesimo, così l’animismo, lo scintoismo e l’Islam, così sono nati i popoli, riuniti attorno alla paura dell’incontrollabile e del diverso, sotto la coperta di un dio domestico che almeno prima ci metteva il culo. Ora nemmeno quello.
Ora gli dei non rischiano niente, giocano con le fiches delle vite di merda della gente.
E a guadagnarci è come sempre solo il croupier. A vincere è il banco, che ti tira dentro al tavolo verde, che ti urla che “vincerai tutto”, che “sarai felice,” che” basta che cambi i tuoi soldi, non aver paura”, che ti siedi laggù, che non ti sposi un gay, che non uccidi gli embrioni, che fai quelle quattro sciocchezze che gli servono per far vedere agli altri che tu stai dalla sua parte, che tu hai capito. Ma lui lo dice per te, sia chiaro, lui non vuole guadagnarci, lui la sera torna a casa dalla moglie che gli ha cucinato la cotoletta e i piselli, lui non è un partito, lui è solo un croupier.

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Commenti

3 commenti per “Il mio dio ce l’ha grosso”

  1. Sai che diceva Senofonte?

    “Il dio dei cavalli avrebbe gli zoccoli”

    Scritto da Anonimo | Novembre 6, 2006, 12:03
  2. l’Anonimo ero io…

    TI segnalo che i link del tuo feed sono sballati, hanno questa forma

    http://www.terzadicopertina.com/dblog//dblog/articolo.asp?articolo=236

    Scritto da capemaster | Novembre 7, 2006, 11:17
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