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Lavoratori

La Grande Migrazione

Oggi, da qualche parte nella valle del Serengeti, uno gnu si sveglia e decide che il suo posto non è più quello. L’ungulato si alza sulle esili e lunghe zampe, getta uno sguardo ai suoi zoccoli e inizia a galoppare, senza voltarsi indietro.
Oggi , da qualche parte al terzo piano del condominio interstellare, l’arcangiolo Gabriele si sveglia e controlla ansioso le sue carte, preparate già da ieri sera e lasciate sulla scrivania, vicino al vangelo di giuda, e, a passo lento, si avvia verso le assolate stanze di sancristobal, ben oltre l’ultimo lembo di fotocopiatrice.
Oggi, da qualche parte oltre lo scollinamento di porta Pesa, un dipendente si sveglia e capisce che quello è il tempo, che l’ora è arrivata. Raduna consapevole le sue povere cose e si incammina dove nessuno può raggiungerlo.
Oggi è il giorno della Grande Migrazione.

Lo gnu sa che molti dei suoi amici moriranno. Il letame dei suoi compagni, con i suoi compagni dentro, fertilizzerà la terra africana , i piccoli nati a giugno e già sgambettanti, torneranno alla stessa acqua solo dopo molti mesi, nei quali impareranno a sfidare la legge della sopravvivenza. L’arcangiolo Gabriele scorre con gli occhi la lista. Ogni anno nomi uguali e diversi. Cognomi lunghi e corti e lo stesso rito: un segno blu di fianco a quelli che oggi lasceranno la propria casa, abbandoneranno la propria vita, muoveranno una torre nel celeste scacchiere del firmamento. Il dipendente, col suo bagaglio di ghiandole odorose poste sotto gli zoccoli, trascina tenace il suo pesante corpo oltre la soglia e compie inesorabile i gesti decisivi della sua transumanza. Tira lo sciacquone per feci che non rivedrà più, d’ora in poi tenute da conto solo da babbuini che ne constateranno con le zampe la nuda consistenza, alla ricerca di semi freschi non digeriti.
L’Arcangiolo Gabriele tira una linea sui precari e sulle suore benedettine, isolando coloro che sono stati, ab aeterno, scelti per quel giorno. Lo gnu vede i laghi che lo hanno abbeverato, le iene che lo hanno appostato, i leoni che lo hanno mangiato. Per un utlima volta il ciclo della vita galoppa oltre le pianure della Tanzania, con la ventiquattrore e gli appunti di mille riunioni a rischiare ad ogni scossone, di cadere come foglie di fico dalle nudità di eva. Puttana eva se ne è consapevole. Il dipendente conosce perfettamente la sua sorte. Che da stasera sarà fatta di aperitivi veterotestamentari e mugulanti litanie caustiche da salotto. Il suo calpestìo ostinato incoraggerà la crescita delle erbe e degli arbusti e lividi tavolini da campeggio segneranno ai bordi delle strade il ritorno dei mangiatori di fusilli.

La natura è un cerchio, pensa l’arcangiolo gabriele, mentre perquisisce l’ultimo condotto nel corpo dell’ultimo predestinato. E’ un cerchio che si stringe e si allarga come l’occhio di un tossico di fronte alla vastità del Serengeti. Lo gnu non ha fretta, corre per abitudine, ma non ce ne sarebbe bisogno alcuno. Sa che non tornerà. La migrazione è un obiettivo precario. Torneranno i suoi piccoli, figli di puttana, ma non lui. Lui va a morire dove c’è acqua. Dove la sua morte possa vivere ancora su una speranza di miglior vita. In un autogrill. Il dipendente ha valigie pesanti. Inutilmente pesanti. E il bagagliaio della sua esistenza a stento ne contiene la superficie discontinua e la targhetta Roncato da un lato. Ordina un menu mattina l’arcangiolo gabriele, e un cornetto anche per quelli in fila. Ché loro non si sa quando potranno mangiare qualcosa.

Che triste occupazione quella dell’arcangiolo! Con quelle checche di angioletti a scorrazzare per i corridoi e a prendersi i meriti. E lui, arcangiolo per anzianità di servizio, a frugare nelle viscere dei poveri, come babbuino nella savana. Alla ricerca di semi non masticati. Per aprire ai poveri la strada della grande Migrazione. Lui è la speranza, lui è la via, lui è insieme casello e casellante, nell’autostrada del grande esodo della vita. Lui è un gran testa di cazzo. Stamattina solo uno gnu e un dipendente lo hanno fatto dannare. Che Gesùcristo poi fa presto a lamentarsi delle urla in corridoio. Una specie di bufalo e una specie di uomo, in fila da ore, senza il foglio di via. E sì che c’era scritto in tutte le lingue del mondo: senza foglio non si parte. Tas-sa-ti-vo. E lui che deve fare? che ci può fare un povero asessuato di quattromila lustri? E dai a controllare i documenti, e il condotto anale, e le feci. Niente. Nisba. Stocazzo. Il foglio di via non salta fuori.

E lo vedi lo gnu che non vuole piangere, lui è un uomo, lui è il maschio dominante di 70 femmine. Troie, quelle delle pulizie - pensava tra sé e sé il dipendente - ecco che succede a scombinare le scrivanie per far finta di pulire. Come spiegare a parenti erettili che tu non ci sarai? Come dire alle femmine del branco che non le dominerai sul bagnasciuga del lago Vittoria? L’orologio alla parete dell’arcangiolo Gabriele corre in cerchio intorno a lancette immobili,la mattina scorre via come sugo sulle penne lisce. Gnu e dipendente. Seduti sull seggiola da ore ad aspettare una parola. E intanto passano senza problemi quadri e gazzelle, col loro bel lasciapassare in bella vista, a rinfacciarlo a chi per quel foglio ucciderebbe. Antilopi con gli occhiali da sole e segretarie sottobraccio a babbuini arroganti. L’arcangiolo Gabriele il giorno della grande migrazione non vorrebbe mai svegliarsi. Ogni anno la stessa storia. A dare speranza vana a bestie con la faccia triste e delusa.
E la sentenza è sempre quella. Inesorabile come la mozzarella in carrozza. “Voi due, non posso farci gnente, rispediti a febbraio. Al 6 febbraio, lunedì, ore 10.15. Ripassate tra cinque mesi.” Tremendo. Le esili zampe cedono per un attimo, una goccia di sudore solca viso e muso delle due bestie. Già il cielo comincia ad incupire. Echi del carnevale si avvertono oltre il corridoio. Apostrofate madonne turbano il silenzio sospeso. Lo gnu prova un ultimo disperato lamento… Il bipede nemmeno quello.

Passano commercialisti e giraffe. Dei e maiali… Solo un cenno del sopracciglio sinistro dell’arcangiolo rompe quella disperata eternità… “Voi due laggiù, muovete il culo, lì non potete restare, c’è la fila che deve avanzare…. spostatevi di qua… si qui a sinistra… sì, sì entrate muovetevi… e vcon questa fiacca voi volevate affrontare la Migrazione? dai smidollati, in quella porta… la seconda dopo il bagno…sì, sì dai, e fate silenzio cazzo, no, niente “ma”, addio…“.

Quell’addio non c’entra niente - pensa lo gnu - e poi l’uscita è dall’altra parte… Una mano li afferra, esile ma forte. Li spinge oltre un’altra porta e un’altra ancora. Poi un corridoio, due scalini, un androne scuro e puzzolente, altre porte e poi la luce… un’immensa luce popolata di figure diafane dai confini appena accennati. E il viso radioso dell’Uomo Tigre a rassicurare gli incerti viaggiatori baciati dalla sorte. Pietà era quella del sopracciglio sinistra, pietà di un vecchio troppo stanco per dare cattive notizie. Inebrianti quegli odori, accecanti quei colori. Odori di parmigiana e di bacardi breezer, colori di savana e tramonti in tangenziale.

E’ la Grande Migrazione amico, che se non la vivi non puoi capirla. Che se non ci sei dentro non puoi sapere di cosa parlo. Quella che fa correre gli gnu per mille chilometri lungo le autostrade di terra e cacca di ghepardo. Quella per cui un dipendente tutte le mattine, per tutta una vita, si sveglia alle otto e va in una stanza, riconcoglionito come un due di bastoni in una partita a poker, a fare il termosifone umano per miliardi di acari nullafacenti. Quando arriva non importa che tu sia gnu o dipendente, comincia a correre, i “menu mattina” non sono infiniti.
BUONE FERIE A TUTTI!

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Commenti

7 commenti per “La Grande Migrazione”

  1. Bellissimo.

    Buone ferie a te che le fai.

    Cmq per legibilità ti consiglio di separare i paragrafi con una riga bianca.

    Scritto da mucio | Agosto 4, 2006, 09:46
  2. Genio.
    E non incompreso…anzi…alla luce del sole…

    Scritto da Lalla | Agosto 4, 2006, 12:16
  3. buone ferie POETA,

    Scritto da Mara | Agosto 4, 2006, 15:20
  4. Clap clap
    e buone vacanze :)

    Scritto da FulviaLeopardi | Agosto 5, 2006, 06:38
  5. @ tutti: Azael è tra i miei link e abita nella mia città :P

    L’HO SCOPERTO IIIOOOOO L’HO SCOPERTOP

    enjoy

    Scritto da Anonimo | Agosto 10, 2006, 16:52
  6. ero io Pippo Baudo

    Scritto da capemaster | Agosto 10, 2006, 16:53
  7. al-lu-ci-nan-te!

    Scritto da elisa | Febbraio 12, 2008, 22:16

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