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Mano sinistra

La sinistra ai tempi della banalità

Giorni fa sono stato alla serata conclusiva della Festa dell’Unità “Indoor” a Bastia Umbra. C’era Fassino con Vecchioni, Paolo Hendel e David Riondino. E una marea di anziani impellicciati.
In 2 ore ho sentito parlare solo di Berlusconi.
Di quanto è cattivo Berlusconi, di quanto ha fatto male Berlsuconi, di quanto sta male il paese per colpa di Berlusconi. Il problema è che queste cose le so già e non ho certo bisogno di un Fassino che me le ripeta. Da Fassino, leader del più grande partito d’opposizione, mi aspetto invece qualcosa che mi convinca a votarlo, qualcosa che mi prefiguri la grande idea che ha in mente per cambiare l’Italia. Non voglio il programma, non ho tanta ambizione, mi basta un’idea, un lampo che mi sorprenda a pensare: “cazzo, sarebe bello se accadesse”. E invece ho sentito solo banalità, nel tentativo di scimmiottare una forma di comunicazione “ggiovane e dinamica” che proprio Berlusconi ha fatto diventare una moda. Ma io da Fassino non mi aspetto dinamismo, se sono venuto ad un comizio non ho bisogno di divertirmi e non voglio che mi si renda leggera la permanenza: sono venuto per ascoltare e riflettere, e allora parla Fassino… sono qui per te…
Niente. Non un’idea, non uno spunto di riflessione. A dire il vero una proposta l’ha fatta: creare asili nido per tutti. Asili nido come se piovessero. E il lavoro? ma no, quello no, tanto la disoccupazione cala da sè, è diminuita persono con Berlusconi, figurarsi con noi al governo!
Io non ambisco ad avere un leader che abbia idee rivoluzionarie. Mi basta qualche parola di sinistra, magari alla vecchia maniera, senza fronzoli, addirittura senza maxischermo dietro, anche solo la condivisione di una speranza, quella di cambiare qualcosa.
Ma a Fassino e a Prodi il mondo sta bene così com’è. Certo, magari farebbero a meno di un po’ di fame e un po’ di guerra, darebbero cent’euro in più ai pensionati e qualche asilo alle famiglie. Ma in definitiva il mondo, a loro, piace così. Con i ricchi e i poveri, i fortunati e gli sfortunati, l’america e il burkina faso. Da buoni amministratori di condominio si limiterebbero a controllare i portoni e le luci del giardino. Non rischierebbero nulla pur di cambiarlo davvero nelle fondamenta questo mondo di merda.
Loro, come tutti i ricchi, hanno i “valori”, proprio come quegl’altri: famiglia, libertà, solidarietà… si basano sui valori, perchè sono facili da dire e più facili da comunicare, perchè non dicono nulla a chi li ha davvero e meno ancora a chi non li ha.
Caro Fassino, i valori me aspetto da un presidente della repubblica qualsiasi, da un prete o da uno stupido conservatore, dalla sinistra voglio un piano per cambiare il mondo. Il mio mondo, non il vostro.

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Commenti

6 commenti per “La sinistra ai tempi della banalità”

  1. ‘zzarola, tragicissimo!
    Anch’io ho avuto questo senso di amarezza a Corciano (2 ore prima) guardando Fassino.

    Io spero di portare a casa queste elezioni, anche se ti confesso che sono molto preoccupato.

    PS sei umbro? Allora siamo conterranei

    Scritto da capemaster | Febbraio 21, 2006, 20:59
  2. alla fine vinceremo, sono abbastanza tranquillo su questo (più che altro perchè i bookmakers ci danno a 1.4), ma sarà dura identificarsi con questi politici miseri…

    ps: sono oriundo umbro/abruzzese e noto con stupore misto a raccapriccio che abbiamo aperto il blog a distanza di 10 giorni…:O… un aprile caldo a perugia…

    Scritto da Azael. | Febbraio 21, 2006, 21:14
  3. A questo punto mi sento in dovere di intervenire, è un obbligo morale. Avevo già notato che ogni tanto capitavi da queste parti ma finora avevo lasciato perdere. Sono l’anello che vi unisce, in quanto attuale collega di Azael ed ex collega di Capemaster in quel di Ponte Felcino … se non mi sbaglio abbiamo condiviso quello stanzone con vista-superstrada per più di un anno … ricordi vero?.

    Scritto da Mirco | Febbraio 22, 2006, 16:19
  4. PALLIIIIIIIIX!!!!

    ma tu guarda! Come stai?
    Passa anche da me qualche volta!

    Scritto da capemaster | Febbraio 23, 2006, 11:52
  5. Buah, avevo perso questo articolo! Comunque, scusate se rompo l’idillio creatosi tra ex colleghi, tanto sono collega pure io, comunque mi sento proprio di non essere così ottimista sulla vittoria alle elezioni. 6 mesi fa, forse, cavalcando l’onda emozional-popolare dell’ennesima catastrofe del regime massmediatico alla “mi consenta”, se ne poteva anche parlare, ma invece di premere l’acceleratore sulle elezioni anticipate, la sinistra ha chiaramente lasciato il tempo al lustrascarpe di riassettare la baracca… staremo a vedere ma io la vedo moooolto scura!

    Scritto da Clockwise | Febbraio 27, 2006, 21:11
  6. Ma siamo sicuri che la mancanza di idee non sia voluta. Stare all’opposizione, in Italia, porta solo vantaggi e nessun rischio. Si può criticare, si può dire il contrario di tutto. La critica non deve produrre risultati e alla fine di una legislatura (ben pagata) oltre alla pensione non sono obbligati a dire: “Cazzo…mi sono sbagliato).

    Scritto da Antonio | Marzo 1, 2006, 18:12

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