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Cattive intenzioni

Giornalistici e integrati

Mi sta a cuore la salute del giornalismo. Per questo son solito fermarmi a leggere le locandine davanti all’edicola, 5′ prima di entrare in ufficio. Le notizie delle locandine sono meravigliose perchè sono scritte dalla gente. E’ la gente, il macellaio, l’imprenditore, l’edicolante stesso, che scrive gli scoop, dato che le i giornalisti alle undici e mezza di sera non hanno proprio più voglia di star lì a immaginarsi chissà quale titolo per la crisi politica o per l’aumento dele tasse. E allora se ne frega e fa come come Sant’Agostino: legge dalle idee di dio, del suo dio, la gente. Oddio la gente… il popolino, la marmaglia, la squallida ammucchiata di sudati teleascoltatori e lettori di notizie a times 18 sulla prima pagina davanti al caffè e al cornetto alla crema, gli inconsapevoli operai della fotosintesi. Sì, insomma, la gente, proprio come se la immagina lui. E nella mente di quella gente non c’è scritto mai che ieri non è successo nulla e che la vita continua uguale a sempre. Mai che la gente, questa sconosciuta, vive di merda per colpa di quattro appassionati di motori con la piscina in camera. No. C’è scritto che “le donne over 40 tradiscono più degli uomini, ecco le cifre”, che “a perugia ci sono 2000 milionari, ecco chi sono”, o addirittura che ci sono “tradimenti e violenze dietro l’omicidio della donna incinta”. E io quando leggo le locandine poi son solito svoltare oltre il negozio di cravatte. E penso che in fondo il giornalismo sta bene. Ché se le locandine parlassero di cose serie la gente magari comincerebbe a pensare cose serie e a non mangiare più cornetti, e a non svoltare più oltre il negozio di cravatte. E il giornalista, appeso davanti al suo caffé borghetti, non se ne andrebbe a casa senza pensieri attravresando la tangenziale con una canzone di Laura Pausini. No. Magari la gente comincerebbe a pensare che in quelle 3 righe così grandi e nere ci siano scritte cose vere, sì, cose che riguardano prorpio loro. Fatti loro, non degli altri, dei ricchi, dei traditi, degli omicidi. Proprio cazzi loro, quelli di tutti i giorni. Che Mario sta con Anna da 12 anni perché spera nell’erdità dei nonni, che Lucia quest’anno ha dato solo due esami e uno è disegno, che Luca si rompe le palle di fare l’assicuratore, ma che se lascia non può mica fare il barbone. E allora sarebbe un casino, perché la gente, in queste condizioni non starebbe certo a perder tempo dietro a un giornale, a una locandina, ad uno squallido cornetto alla crema.

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