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Cattive intenzioni

La macchina del tempo

La 500 è una follia. Non oggi, è da sempre una follia. Nata per far da lepre ai sogni di rivincita degli italiani, portò a spasso centinaia di migliaia di non-più-poveri e ne lasciò a piedi altri milioni, in un paese fatto di madre-padre-e-7-figli. Un angolo cottura per due sole persone venduto al prezzo di 20 stipendi di allora. Un gioiellino fatto di ferro e buone intenzioni che in America costava quanto un mezzo metro di hot dog.

La 500 è una follia da quando Mussolini buttò là l’idea di un’auto popolare, in un paese che di popolare non aveva ancora nemmeno la casa. Era una follia quando fu presentata come fosse una motocicletta, ed è stata una follia quando le hanno spianato la testa ed è diventata una 126.
La 500 era un lusso negli anni 60 ed una moda negli anni 70. Poi fu la macchina dei diciottenni appena patentati che la usavano per uscire dall’adolescenza ed entrare nella Milano da bere e nei suoi salotti finto-socialisti. Ma non era già più la macchina della povera riscossa italiana, era solo un termine di confronto, il cinquino, da metter di fianco a nuove fiammanti vetture metallizzate senza via d’uscita per il cielo. Ma nonostante tutto restava una follia. Perché non ci stava più nemmeno in autostrada, era come quei tram che appena lambiscono il confine della città fanno una curva azzardata e tornano indietro, lasciandosi alle spalle ogni possibilità di fuga.

Ho guidato una sola volta la cinquecento e mi è bastato per sentirci dentro la puzza di finta pelle e cipolle. La puzza della fame precedente, quella genealogica che ogni italiano dovrebbe conservare nello stomaco. Quel volante sottile e quelle levette spartane mi parevano una ammissione di stizzita rassegnazione - ehi ragazzi, m’han tirato su con quattro bulloni, non fate gli schizzinosi e tirate dritto -, ma era un auto che provava a sorridere con i suoi fanali vispi e rotondi. Non ci provava nemmeno invece a darsi un’aria da vettura, come avrebbe poi fatto la mia 126, quadrata quel tanto che bastava per alludere alla possibilità di passeggeri, pacchi e chissà quale misero viaggio.

Ma erano folli, macchine per star fermi.

Per muoversi in tondo intorno al perno della propria casa. Nemmeno a pensarci a portar via tutta la famiglia: due per volta, ché tanto solo a cena si sarebbe arrivati con quelle scatolette. Folli come i leggendari viaggi di quei temerari che ci andavano da Roma a Milano, tutta una tirata. Per raccontarla, per lo più. E per andare dai parenti emigrati dopo l’invenzione dell’autostrada, a dimostrare che anche laggiù qualcosa si muoveva, che anche lì si diventava benestanti, con più calma magari, ma si andava a star bene, a lasciar stare quelle maledette cipolle.

Son proprie belline le nuove cinquecento, tutte progettate sul filo dei ricordi. Piene zeppe di tecnologia e di idee vincenti. Perfettamente a proprio agio come star di foyer da ricchi. Con la loro comunicazione da capogiro e con la scenografia hollywoodiana. Solo a vederle da lontano capisci subito che ne venderanno un mucchio, in leasing, a chilometri zero, dando via la punto e l’opel corsa. Già ci vedi orde di cellulari incollati e di fighetti implumi, filar via verso le tangenziali della riviera. Già te le immagini parcheggiate in batteria fuori dai centri commerciali, e poi a far da guscio per vite senza nemmeno una rivoluzione, senza uno straccio di sessantotto.

Tra dieci anni saranno già tutte rottamate e dentro ci sarà rimasto appiccicato solo qualche spinello e qualche primobacio senza enfasi, saranno state delle macchine comode e perfette, perfette per quei 10 mesi di gloria. Per quei 2 anni di caselli e di viaggi veloci. Anni a far da macchina, da mezzo, da strumento.
A far quello che una macchina avrebbe sempre dovuto fare, negli anni 50 come oggi. A portare in giro, a farsi guidare, non a far crescere sogni e ricordi come se fossero cose vive.
Questa 500 è una follia, davvero. Come pensare che di questo tempo sia sufficiente aspettarne ancora per averne nostalgia.

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Commenti

9 commenti per “La macchina del tempo”

  1. clap clap clap

    il miglior commento sulla 500 mai scritto e mai letto

    Scritto da capemaster | Luglio 6, 2007, 22:04
  2. Davvero uno splendido pezzo. La lucidità coi lucciconi agli occhi. Grande!

    Scritto da Orazio | Luglio 7, 2007, 11:49
  3. Buon compleanno!

    Scritto da Daniele | Luglio 7, 2007, 15:32
  4. bellissimo post

    Scritto da lucasi | Luglio 9, 2007, 13:09
  5. Fiuuu che cinismo però.
    La vecchia 500 alla fine però qualche cosa lo ha rappresentato, vero che è stato il primo salto nel superfluo dell’Italia del dopoguerra, ma la gente ne aveva bisogno.
    Il problema è che dopo non ci si è più fermati, e la verità è che oggi questo post lo si potrebbe incollare su altri mille finti simboli dell’età moderna.
    Dall’Ipod alle Crocs.

    Scritto da Juri | Luglio 11, 2007, 14:12
  6. Allora sono da buttare anche tutte le mini, le pluriel, le ultime versioni di micra, le varie cabio coupè e qualche altra auto che adesso dimentico.

    Forse ti dimentichi che quando si compra un’auto (o altro), con i propri soldi intendo, a volte si è portati a scegliere questo o quel modello anche da motivazioni poco razionali.

    La 500 è una moderna citycar, sfrutta un nome per costruirsi uno stile. E allora? è un’operazione di marketing, e allora?

    In 500 c’era gente che ci andava in 5 più bagagli e ci faceva viaggi ben più lunghi di roma milano, e allora?

    Con la mia pluriel, comprata perchè è un giocattolo, ci ho fatto Salerno-Parigi in una tirata sotto la neve due anni fa. Folle, ma non si vive per inseguire le proprie follie?

    p.s. che la nuova 500 non sarebbe stata un’utilitaria come la matiz o la c1 si sapeva e nessuno avrebbe voluto una nuova seicento, tutti avrebbero v

    Scritto da mucio | Luglio 11, 2007, 16:26
  7. so bene che la 500 è una bella macchina, la comprerei anch’io, ciò che non mi convince è l’operazione nostalgia appiccicata sopra al tettuccio….

    Scritto da Azael. | Luglio 11, 2007, 16:43
  8. Mucio: “Allora sono da buttare anche tutte le mini, le pluriel, le ultime versioni di micra, le varie cabrio coupè e qualche altra auto che adesso dimentico”

    … e infatti sì.

    Comunque ci hanno messo abbastanza ad avviare l’operazione-nostalgia: hanno fatto in tempo a concepire la Multipla e ad arrivare sull’orlo del baratro.

    Saluti!
    At

    Scritto da At | Luglio 13, 2007, 13:46
  9. Aspetto il pezzo sulla ‘duna’ :D

    Scritto da Fassbinder | Luglio 21, 2007, 04:50

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