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Milano, interno giorno: me lo compri papà?

[Milano, interno, giorno.]
[Un padre, una madre e una figlia sono a pranzo. Bucatini alla puttanesca nei piatti. Macchie di sugo sul tovagliolo di lui].
Padre: “Ho ricevuto una cartelletta con dei pagamenti di 20.000 euro che dovrei fare per te, mi puoi dare delle spiegazioni?”
[la madre lancia uno sguardo di intesa alla figlia. I bucatini lanciano uno sguardo di intesa al tovagliolo di lui. E alla madre]
Figlia (in malcelato imbarazzo):”Per favore, è un favore che ti chiedo di farmi…”
Padre: “Va bene”.
Alcuni sguardi di comprensione. Silenzio.
Bucatino: “Eh?”
Ancora Bucatino: “Eeeeh?”
Sempre Bucatino: “Ok, per un attimo lasciamo perdere il fatto che è un bucatino che vi parla. Ragioniamo. Cerchiamo di ragionare.”
Di nuovo bucatino: “Forse non ho capito bene, dato che ho un orecchio su un’estremità e l’altro nell’altra”
[Sguardi di domanda assortiti. Più uno benevolo che però capisce che non c’entra granché e parte per l’utlimo film di Muccino].
Forever Bucatino: “Sicuramente non ho capito. Dunque, Milano, interno giorno, una figlia, 23 anni, leone, manda a casa una fattura da 20.000 euro al padre. Quella stessa figlia, buzzicona quanto basta, sempre leone, chiede al padre di non farle rivelare il perchè di quella fattura”.
[Il bucatino sospira, come per riprendere fiato, vinto dal nervosismo].
Bucatino again: “Sì, allora, la figlia non vuole rivelare il motivo di quella somma da pagare. Il padre la guarda e che fa? le dice: ‘va bene’. Va beneeee? Ventimila euro e tu dici ‘va bene’??? Con ventimila euro ’sta zoccola avrebbe potuto fare qualsiasi cosa, acquistare una golf, comprare oppio per tutto il quartiere, convincere un dipendente delle poste a non lavorare per un anno.. sì, insomma qualsiasi cosa! E questo che fa?”
Il bucatino, scimmiottando la vocina di un bambinetto cretino: “Va bene, gne gne, va bene sì, sì, sì, pago, lallallero”
Bucatino, riprendendo un tono austero e convincente: “Io non sono un moralista. Sono un bucatino, ma non moralista. Di buchi ne ho due come lei, so come va la vita, conosco il mondo dei giovani… mi cuocio in 11 minuti e se mi prende il bollore non capisco più niente. Sono un bucatino di mondo. Però cazzo. La faccia da verginella non ce l’ha. Come padrino del battesimo c’ha avuto Craxi, no, dico CRAXI. E’ ricca sfondata. Mesciata il giusto. Ti riporta uno scontrino da ventimila euro per coprire una cosina che non si può dire e tu che fai? la scarpetta con il sugo??”
Bucatino, con occhi da dimonio: “Ma se la saranno trombata in ventisette sul cofano di una panda almeno! cazzo! e tu paghi la sommetta?”
Padre, redivivo: “Mi consènta, ma è mia figlia, provo del sano affètto nei suoi confronti e mio compito è di difèndèrla dalle insidie della vita, con comprençione e rispètto”
Madre, povera donna:” Sì, rispètto e quell’altra cosa, sì”
Bucatino, mangiucchiato ma severo: “Io non capirò un cazzo, e non sputo certo nel piatto dove mangio, però una cosa, sinceramente, senza astio, ve la devo dire”
Bucatino, narrativo e rassegnato: “Dalle mie parti se uno sgarra anche solo di un po’ va a finire che se lo mangiano per sentire se noialtri siamo cotti. Noi qui siamo gente all’antica, fatta male e poi malfidata. Però se uno fa il cretino con la cipolla o con le olive si viene sempre a sapere, e i genitori si incazzano. Certi strilli certe volte! Schiaffoni e pianti che si sentono dal frigorifero. Ma se una fa la scema in giro il padre parte e va a riprenderla in discoteca, fossero pure le sei del mattino. E giù a vangate sulla schiena. Il giorno dopo ti diventa una pappardella, altro che fare la sgualdrina in giro. Siamo gente all’antica, bucatini di grano duro, de coccio, de cecco insomma. E a me vedervi che vi smascellate sui bucatini e che vi si sporca di sugo pure la fattura, senza dire niente, come se ’sta vacca avesse riportato 5 a educazione fisica…guardate, a me mi fa incazzare…”
Bucatino, solenne: “Sì, sì, continuate pure a mangiare, ad ingozzarvi, tanto io trattengo il sugo, son rugoso e resistente. Tanto la stronzetta è già in camera sua, col telefonino in mano che dice a samantah che è passata, è andata anche per questa volta. Il paparino paga e zitto, che tanto “lui c’ha i cazzi già di suo con le sue sciacquette, figurati se veniva a fare la predica a mmmé”. Voi continuate a fare la famiglia modello del cazzo, che tanto quella è già nel privé che fa la carina col terzino muscoloso e col figlio del ministro. Ma sì, mangiatevi pure st’olivetta e vaffanculo ai bucatini.
Ma la prossima volta, quando qualcuno vi chiede della faimiglia, del pranzo, di come va…, beh raccontate quello che volete, ma non dite che quello alla puttanesca ero io”.

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Commenti

6 commenti per “Milano, interno giorno: me lo compri papà?”

  1. E’ qualcosa da incorniciare. Soprattutto il pezzo della Panda…

    Scritto da Clockwise | Marzo 15, 2007, 09:37
  2. strepitoso

    Scritto da MarcoP | Marzo 15, 2007, 09:41
  3. non so se è un problema mio o cosa, ma dai feed i link ai post sono sbagliati (http://www.terzadicopertina.com/dblog//dblog/articolo.asp?articolo=num_articolo)
    gran post comunque ;)

    Scritto da claudio | Marzo 15, 2007, 10:11
  4. Update: la Berluscona ha aggiunto oggi che lei ha pagato ma non è ricattabile. Ha solo comprato le foto perché erano “brutte”. Ventimila euro. Brutte. Ventimila. Euro. Brutte. Già.

    PS: ’sta cosa del feed è un mistero, me l’hanno già fatta notare, ma a me da feedburner funzionano… boh. Grazie cmq per la segnalazione

    Scritto da Azael. | Marzo 15, 2007, 10:25
  5. Chapeau!

    Scritto da andrea | Marzo 15, 2007, 17:21
  6. Good day! Do you know if they make any plugins to safeguard against hackers? I’m kinda paranoid about losing everything I’ve worked hard on. Any recommendations? abaacdddkdak

    Scritto da Johnd56 | Luglio 18, 2014, 00:53

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