Li vedi scorrazzare nei parchi sotto gonne di mamme giovani e sorridenti. Li vedi giocare con le loro macchinine e con le pistole ad acqua, tirare la coda ad un cane e arrancare incerti sotto il piano della dispensa. Ti fanno tenerezza e pensi che prima o poi dovrai anche tu deciderti a riprodurti. Di moltiplicarti, dividerti, fare somma. Li vedi sorriderti e pensi che sì, sono simpatici. Son belli e brutti, ma simpatici. Biondi e scuri, piagnucolosi e fintamente severi, ma fanno tenerezza. E pensi che magari uno di quelli potrebbe portarsi dentro qualcosa di te, del meglio di te. E questa cosa ti fa inorgoglire come fosse vera. Li guardi giocare col telecomando ma un’inquietudine ti assale. Tra quei piccoli corpicini morbidi e divertenti, dietro quegli occhi innocenti e spensierati ci vedi il velo di qualcosa di inaspettato. E pensi che sì, riprodursi, certo. Bravo.
E se lì dentro si nascondesse un mastellaaa???
un pericolo troppo elevato anche solo per pensare di correrlo: il gioco non vale la candela.
(”questa è sparta” - cit.
allora capisci Erode.