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Mano sinistra

Astronave sociale

Da qualche tempo Veltroni va ripetendo che bisogna rimettere in moto l’ascensore sociale. Prima ha detto che l’educazione è essa stessa paragonabile a detto ascensore. Poi che la crescita della ricchezza e della produzione ne sono il presupposto. Soro per la verità ha aggiunto, sornione, che questa è la vera novità politica e che le discussioni sulla lotta di classe sono roba vecchia e puzzona.

Va bene tutto.

Ma che cosa sarebbe questo benedetto ascensore sociale?

Io a casa non ho l’ascensore. Ne uso uno per andare al lavoro, ma non ci ho mai visto niente di così filantropico dentro. L’ascensore è una cosa che serve per far andare le persone su e giù per i palazzi. Per attraversare piani altrimenti difficilmente valicabili con il solo sudore dei piedi. Una trovata per far meno fatica, insomma. E io, a doverci vedere dei simboli, ci vedo quelli di una società che si fonda sul sali-scendi. Sul sopra e sotto.

Ma io non ce l’ho mica con l’ascensore. Io ce l’ho con i piani.

Con i grattacieli. Con le torri. Con l’idea stessa che per reggere un 34esimo piano con vista sulla nuca di san pietro servano trentatre piani di merda con rilassante vista sullo spleen. Se pensi che l’ascensore sia un bene dai per scontato che dalla logica degli squilibri non si possa uscire. Se l’ascensore ti commuove vuol dire che del sogno americano ti hanno fatto vedere sempre il sogno, mai l’americano.

Se proprio dev’esserci un ascensore , allora, facciamone uno che va sempre su.

Uno che non scende mai. Lo prendi al piano terra, con le buste della spesa e sali al 15esimo. E quello dopo di te ti supera e ti saluta dal 19esimo. Allora fai per scendere e invece sali ancora e ti piazzi al 31esimo. E tutti quelli che salgono, salgono ancora. E la vista è sempre più bella. E nessuno è invidioso degli altri perchè sa che alla prossima discesa salirà ancora, svettante sugli altri, esattamente come gli altri.

Ma questo è un sogno da gente del primo piano. Gente che ha sempre vissuto con il presentimento di far da tramite per la pisciata del piano di sopra. E poi, non è mica un ascensore una cosa così, è un’astronave. Roba da marziani. E uno su marte ci si immagina il mondo che vuole, tanto i marziani, lo sanno tutti, non esistono mica.

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Commenti

6 commenti per “Astronave sociale”

  1. Chiedo scusa l’off topic.. ti ringrazio per l’approvazione al post sul Vespa pseudo affair..Ma ci tenevo a complimentarmi per il blog.. davvero molto ben fatto!
    Dal template ai contenuti! A rileggerti!

    A.

    Scritto da Antonio | Marzo 3, 2008, 23:13
  2. Meglio l’astronave, in effetti. Che l’ascensore c’ha quei limiti di peso che impedirebbero ad una società intera di fare il grande salto. Con il risultato che rimarrebbero inevitabilmente fuori quelli che puzzano e gli ultimi. I soliti, insomma.

    Scritto da Clockwise | Marzo 4, 2008, 01:44
  3. nemmeno marte esiste, purtroppo. E tra un po nemmeno noi esisteremo, di questo passo :D

    Scritto da arethusa | Marzo 4, 2008, 12:07
  4. mia nonna è un’astronauta

    Scritto da Fassbinder | Marzo 4, 2008, 12:45
  5. L’unico ascensore che interessa loro è quello del potere… sempre più in alto…

    Scritto da esteticaebellezza | Marzo 4, 2008, 17:04
  6. ma i democratici veraci non usano l’ascensore, sono abituati ad andare a casa con l’elicottero

    Scritto da azael | Marzo 4, 2008, 17:33

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