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La parabola evolutiva

Boh, è che l’evoluzione, l’ultima piega che ha preso, no, non mi convince affatto.

Cominciare aveva cominciato bene, pesci, rettili, homo sapiens, Brescia… sembrava che ci fosse un piano, una direzione, un senso… Per dire, non è che dopo il plancton son venuti subito i divani dell’Ikea, è stata una cosa graduale. Condivisibile, tra l’altro,  per chi ci crede, l’idea di dio di creare le rotelle di liquirizia solo dopo avere creato l’uomo.

Ma da un po’ di tempo sono confuso, questa chiarezza d’intenti non è più così lampante, tutto è contorto, ambiguo; dice che i lavavetri marocchini son feccia, sì, ma son venuti dopo, che so, il grande Torino. E’ come se la linea dell’evoluzione si sia spezzata e abbia cominciato a creare vie di fuga alternative, a tornare indietro, a disegnare ghirigori schizofrenici nel piano transeunte del tempo.
E vogliamo parlare dei rumeni? Beh, dite quello che volete, ma per quanto io possa ricordare, son venuti ben dopo l’idrolitina.
Dice che però è colpa di certi nostri pregiudizi, di certe nostre convinzioni sbagliate, il fatto che ci immaginiamo l’evoluzione come una linea dritta.

In realtà, dice, l’evoluzione è molto più complessa, complessissima. Pare che infatti nel giudicare l’evoluzione dovremmo considerare anche altre linee temporali, anche gli universi paralleli. In questi universi noi siamo magari tutt’altro e ci succedono cose stranissime che non possiamo nemmeno immaginare. E’ il bello è che ci succedono tutte, queste cose, perché gli universi sono infiniti. Quindi magari, io qui sono Azael e faccio questo e quest’altro, mentre nell’universo 12B sono un prete che si chiama Silvano Maria e che ama la lingerie di pizzo, e nel 789S sono invece una lucertola che prende il sole nel deserto del Gobi. Capirete che questo deve spingerci a ragionare diversamente.

L’evoluzione, probabilmente, è andata avanti in modi diversi in tutti questi universi, quindi semmai, dovremmo considerarne la media. Tra Azael, un prete e una lucertola, è probabile che, come media,  venga fuori una cosa che stia un po’ sotto i rumeni, ecco.
Ma anche questo è un modo di pensare sbagliatissimo. Parziale. Perché gli universi sono infiniti e quindi non solo io posso essere una lampadina alogena nell’universo 765F , ma ci sarà sicuramente anche almeno un universo in cui io sarò esattamente il contrario di una lampadina alogena, che così a orecchio dovrebbe essere un cosa tipo Paolo Limiti. O un tinello.
Gli abili solutori avranno già capito dove voglio arrivare: se in questo ramingo universo l’evoluzione ci sembra essere progredita in modo lineare dai primi gamberetti su su fino a Steve jobs, in tutti gli altri può essere, anzi è andata, sicuramente, in maniera contraria. E allora dobbiamo sforzarci di pensare a tutti questi imperscrutabili universi come ad una cosa sola, nella quale ciascuno è insieme tutto l’insieme dei diversi e anche il contrario di se stesso. Le conseguenze per il nostro limitato modo di considerare le cose sono devastanti, ma dobbiamo imparare ad accettarle. Dalle più semplici e immediate

Individuo A: “ciao, andiamo al cinema stasera?”
Individuo B: “certo, ci andiamo e non ci andiamo”

alle più evolute

Individuo A: “ciao, andiamo e non andiamo al cinema stasera?”
Individuo B: “prendo quella bionda laggiù, grazie. In tazza larga“.

E questo non deve stupirci, né scandalizzarci, perché l’evoluzione, nel senso globale e universale che abbiamo appena considerato, forse è proprio questo: vedere le cose da punti di vista spesso lontanissimi tra loro. Interpretarle assumendo prospettive diverse e non limitandosi alla sola, banale, considerazione di ciò che si vede oltre il proprio naso. Io ci ho provato e credo di esserne uscito arricchito. Cosa ancor più sorprendente se pensate che ho scritto tutto questo pur essendo un tinello.

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Commenti

13 commenti per “La parabola evolutiva”

  1. Era chiaro che prima o poi avresti generato qualcosa del genere.
    Ti vedevo troppo riflessivo per essere il solito tinello.
    :-D

    Scritto da Clockwise | Giugno 14, 2008, 12:19
  2. tu sei molto malato, molto malato e non malato :D

    Scritto da elsa | Giugno 14, 2008, 12:33
  3. Che genialata. Ironico, divertente, pazzo e pungente. Ma soprattutto, aggiungerei anche purtroppo, sono ancora più consapevole di quello che dicevamo l’altro giorno: in un blog differente, anche se più “scadente” il tuo post avrebbe fatto il botto. Detto questo, posso solo aggiungere che sono felicissima di averti scoperto, o che tu ti sia fatto scoprire (come preferisci, fai tu…)

    Scritto da simplygiulia | Giugno 14, 2008, 19:02
  4. da questa lettura uno esce arricchito, ma anche annichilito (con la sorprendente consapevolezza bonus che Veltroni proviene da chissà quale universo, benché viva qui, dove non lo capiamo)
    OT sei sparito dal fronte della sovversione linguistica, perché? ora anche Makkox è dei nostri, tuorna!

    Scritto da nikink | Giugno 14, 2008, 19:48
  5. Partiamo dal presupposto che tutti sanno, anche i bambini africani a cui Negroponte vuole rifilare i nuovissimi notebook con Linus a pedali, che l’evoluzione, se proprio deve avere una forma, è quella della spirale e non della linea, e già qui si capiscono molte cose, ovvero che rumeni, idrolitina e Brescia non possono essere confrontati tra loro, perchè sono su piani differenti, che non c’è un prima e un dopo ma solo un ‘mh’ e che, come capita in questi casi tutto va velocemente in malora, cioè che la spirale, manco a dirlo va a finire in mezzo le gambe di una donna, quando ti va bene. Quindi, logica vuole che l’evoluzione sia solo quel tratto di relatà, quello scampolo di grande Torino e armadi Ikea, che ti separa dal ritorno alla figa. Saluti. Khenzo (prove tecniche di trasmissione)

    Scritto da khenzo | Giugno 15, 2008, 00:07
  6. tu sei un genio assoluto

    Scritto da francesca | Giugno 15, 2008, 04:08
  7. @clockwise: riflessivo? vogliamo dire così?
    @elsa: è e non è profondamente vero
    @simplygiulia: troppo gentile :), e comunque mi tengo volentieri la “nicchia”, ché i “botti” alla lunga stancano, e io son prigro
    @nikink: vedrete tornerò la sovversione è nelle mie corde (come disse, credo, saddam hussein nelle sue ultime ore…)
    @khenzo: daje co’ sto blogghe, piuttosto
    @francesca: anche tu lo sei, ci scambiamo qualche figurina? :D

    Scritto da azael | Giugno 16, 2008, 09:13
  8. la prossima volta che dicono che sono io quello malato mi incazzo

    Scritto da paz83 | Giugno 16, 2008, 16:17
  9. Tutto questo non ci impedirà di affogare comunque in birra e whisky le nostre perplessità, vero?

    Scritto da Novecento | Giugno 16, 2008, 18:45
  10. Secondo il prof. Arthur J. Kornsky, docente di chimica organica e origami della facoltà di fisica astronomica di Perth (Australia) ed autore del trattato “Cammelli: esistono davvero?”, all’ipotesi di una moltitudine di universi ipotizzabili deve seguire la formazione, in ciascuno di essi, di agglomerati solidi di una massa così elevata da generare una propria attrazione gravitazionale, consentendo così lo svolgimento di funzioni vitali parallele. Tesi attualmente confermata dalle numerose simulazioni esperite in laboratorio, che hanno condotto alla sintesi di Platinette.

    Scritto da qualcosadelgenere | Giugno 19, 2008, 11:01
  11. Ma, sbaglio, o in tutto questo abbiamo completamente perso di vista la Manzotin e la sua progressione da animale in salute a brandelli di carne molle gelatinosamente avvolta? Che in tutti gli universi conosciuti, il manzo finisce sempre allo stesso modo: nzo.
    (eddàje anche tu, installa ’sto plaghin per la notifica dei commenti, su)

    Scritto da Clockwise | Giugno 19, 2008, 11:31
  12. bellissima riflessione, concordo con Paz! :D

    Scritto da Http500 | Giugno 22, 2008, 04:32
  13. Leggendoti non ti facevo tinello, pensavo fossi un cucinino…sarà che ho fame.

    Scritto da interessipersonali | Giugno 25, 2008, 20:13

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