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Cattive intenzioni

L’uomo che al posto delle doppie aveva uno spazio

Poi c’era un uomo bruttissimo, un deforme. Era l’uomo che al posto delle doppie aveva uno spazio. Non era infelice, aveva imparato a dimenticare quel suo difet o. Viveva in una pic ola casa, usciva di rado e di rado incontrava qualcuno. Viveva normalmente, acquistava pane e pasta, faceva tante cose, usando tantis ime let ere, parole di ogni tipo e frasi che suonavano bene. Il suo problema lo incontrava solo quel e volte in cui avreb e voluto dire qualcosa di importante, tipo l’amore. O il ses o. Il ses o, soprat u t o,  gli riusciva male, perché farlo con quel a sincope in mez o non è mica facile, tut o  sbilanciato sul e finali, orgasmi senza continuità, poveri di enfasi,  dimez ati.  Come con un postino che ti citofona proprio quando sei nel a fase delle volgarità.

L’uomo che al posto delle dop ie aveva uno spazio, un giorno, uscì di casa con un’intenzione, con una volontà precisa, e andò da tut e le don e che aveva amato. A ciascuna lasciò un fiore, e un bigliet o. Ogni fiore era diverso, ma sul bigliet o c’era scrit a la stes a cosa: quel a cosa che ti chiedevo, io non l’ho mai chiamata ses o, perché non ho dop ie io, e non son capace,  io,  quel o,  lo chiamavo fiore.

Lo chiamavo fiore, stupida puttana.

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Commenti

Un commento per “L’uomo che al posto delle doppie aveva uno spazio”

  1. Stupida puttana mi ha fornito validi elementi per un flashback.
    J’adore.

    Scritto da Clockwise | Ottobre 27, 2008, 15:29

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