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La matta

Quando ero piccolo c’era nel mio quartiere una ragazza, Lorella si chiamava, che non era normale. Era matta, semplicemente, e io ero andato a vedere sull’enciclopedia di che cos’era matta.

Era una malattia che le aveva riempito il cervello di chiazze rosse e gialle, tipo peperoni, mentre il cervello di noi normali era di un bel rosa pallido. Lorella era sempre con noi quando giocavamo, e ci seguiva ovunque. Seguiva me, in particolare, e mi chiamava sempre, tanto che io la sentivo anche da dentro casa a volte. Cantava delle canzonette che sentiva in giro e al posto delle parole vere ci metteva i nostri nomi, e il mio quasi sempre. Quando giocavamo a pallone raccoglieva la palla. Quando giocavamo a nascondino si nascondeva pure lei, ma poi nessuno andava a cercarla, e allora usciva da sola, dopo un po’. Lorella in realtà era più grande di noi, di qualche anno, ma faceva giochi da piccoli e parlava come una di 4 anni.

Noi ce l’avevamo sempre tra i piedi, ma in realtà non ci dava fastidio, eravamo abituati e poi non faceva niente. Stava lì a fare numero, e poi tutti sapevano che c’era Lorella, che era matta.

Io certe volte, quando ero proprio piccolo, facevo finta che fosse normale, per vedere se magari stesse facendo finta ma che poi in realtà capiva tutto. Allora poi di punto in bianco le chiedevo cose da persone normali, tipo “ma perché fai la matta” e lei per qualche istante sembrava pure che capisse, e in quei secondi restavo col fiato sospeso perché pensavo, ecco, ora mi dice che lei sa tutto e che fa la matta per vedere se ci comportiamo bene lo stesso con lei, e magari poi dice a tutti chi l’ha trattata male. Io non la trattavo male, però se poi mi avesse detto queste cose io avrei dovuto far finta di non sapere niente davanti agli altri. E allora dentro di me speravo che non me le dicesse davvero. E quando poi, dopo aver fatto finta di pensare per qualche secondo, quando poi ricominciava a cantare le sue canzonette sceme, allora io ero contento. Perché così non avrei dovuto dire che era normale, e tutta questa storia strana, e non mi avrebbero mica preso per matto.

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Commenti

9 commenti per “La matta”

  1. Un post davvero toccante. Complimenti e grazie per le emozioni che mi hai dato leggondolo.

    Scritto da Roberto | Novembre 3, 2008, 10:39
  2. Hai un modo “matto” di scrivere ma molto gradevole :) bella storia questa!

    Scritto da Hoshimem | Novembre 3, 2008, 12:32
  3. La diversità spaventa. Interagire con queste persone da la possibilità di testare fin dove può arrivare la tua tolleranza, a me ha insegnato ad avere più pazienza.

    Scritto da Pingu | Novembre 3, 2008, 12:46
  4. Ma caspita, io son sempre stato convinto che il cervello fosse grigio.
    E che quelli che avevano poco sale in zucca ce lo avessero un po’ più bianchiccio, smorto, pallido, etereo.
    Ora mi confermi che l’anatomia dei gangli basali non è certo il mio forte.
    E comunque ti conosco: con la storia della domanda hai artatamente celato altre azioni intraprese con la Lorella, per determinarne il grado di coscienza.
    Vergogna!

    Scritto da Clockwise | Novembre 3, 2008, 15:47
  5. Una mia amica lavora con i matti in un CIM. Un giorno chiese loro se sapevano perchè fossero lì e uno rispose: si, perchè schizzo e freno.
    Una risposta perfettamente normale per uno schizofrenico.

    Scritto da sancla | Novembre 3, 2008, 15:57
  6. anche io ho conosciuto una matta, ma l’ho conosciuta al liceo ed ho anche avuto la malsana idea di uscirci (prima di capire che era matta), son cose che ti cambiano la vita…
    comunque no, non è matta tipo Lorella!

    Scritto da il dino & l'idolo | Novembre 4, 2008, 14:21
  7. Tana per te! Fai parte di un esperimento alieno, ora puoi svegliarti. Lorella ti aiuterà a rivestirti. Non ricorderai niente tranne il fatto che Lorella è pazza.

    Scritto da lorella | Novembre 5, 2008, 01:04
  8. bello, è un pensiero che hanno avuto tanti prima o poi, credo

    Scritto da alicia | Novembre 7, 2008, 02:51
  9. che bello, complimenti per il blog e per questo post

    Scritto da ele | Novembre 20, 2008, 21:02

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