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For a better life

Nel nulla eterno

Di questi tempi cadere nel nulla eterno o bere uno spritz al bar centrale sono, grosso modo, vicende di pari dignità ontologica. Buchi neri ci insidiano così come noi abbiamo insidiato buchi neri ai nostri debitori. E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

In Svizzera, terra da tempo dedicata alla ricerca di metodi di sterminio biologici, si è giunti finalmente ad un risultato: il 10 settembre il mondo, per così dire, finirà.
E sti grandissimi cazzi.
Come se la fine del mondo fosse stata programmata per prendere per il culo tutte le coppie di torri newyorkesi e le loro anguste ricorrenze. Nessun 11 settembre per il mondo, si andrà tutti a far la tabellina del pi greco ben prima di cena, e un saluto ai marinai. La tentazione sarebbe di cacarsi dignitosamnete sotto. E invece no. Spieghiamoci.

Epicuro, uno di quei filosofi di cui un cinese non dovrebbe mai parlare in presenza di omosessuali, affermava di non avere alcun timore nei confronti della morte, in quanto, sosteneva:
Se ci sono io, non c’è la morte
se c’è la morte non ci sono io
“.
Timocrate, noto discepolo dell’Epi caucasico, amava obiettare che
Ammettiamo che non ci sia io, ma che vi sia la morte.
Gianni Minà potrebbe esservi dunque? Morte e Gainni Minà insieme  intendo, potrebbero darsi?

Epicuro: “Certo, ma io non ne avrei contezza, non essendoci, perché se ci son io, non c’è la morte, e viceversa
Timocrate: “E sia, ma se il Minà ci fosse, la morte non ci sarebbe, quindi ci sarei io
Epicuro: “Lampante
Timocrate: “Ne consegue che io potrei esserci e Gianni Minà al contempo
Epicuro: “Sei ad un passo dal capire il senso della morte“.
Timocrate: “Sono appagato dall’iperbole
Epicuro: “Troia“.
A questo paradosso l’Osservatore Romano, organo della Santa Sede, ha provato a dare soluzione, obiettando che non è sufficiente che non vi sia attività cerebrale per accertare la morte di una persona (si pensi ad Amadeus, o che so, ad una caldaia). E’ invece necessario che vi sia anche disintegrazione del corpo. O asportazione, o decadimento di parti sostanziali di esso. A questo proposito il professor Becchi, in verità noto più come apposizione che come luminare, rifiuta fermamente l’ipotesi di considerare cadavere «una persona che ha 37 gradi di temperatura corporea, che è rosea in volta, calda al tatto». Una persona che ha 37 gradi di temperatura corporea, rosea in volto e calda al tatto può essere infatti una bistecca, ma non un cadavere. E, concorderete pacificamente, se c’è la bistecca non può esservi la morte.
In questo caso Gianni Minà non può nulla. Sei appagato dall’iperbole? Troia.
Fatto sta che l’incipiente buco nero, dovesse assorbirci con fauci da leviatano e consapevolezza da Milly Carlucci, assorbirebbe tutto il creato al contempo, in un solo attimo di disintegrazione. E allora, avanziamo provocando, ci sarebbe un sovrabbondare di morte, una morte vitale e vivace, che non lascerebbe spazio a nessun io sostanziale, ma solo ad una effervescente ed eterea attività cerebrale. Un unico enorme cervello pensante senza alcun corpo e senza pensiero, risucchiato com’esso sarebbe dal buco nero. Per la rima vi devo qualcosa. Un cervello che non potrebbe pernsare niente, perché, porca puttana, se c’è un io  non c’è la morte e se c’è la morte un cervello non lo trovi nemmeno al Lidl, il lunedì mattina, con soli 30€.
Un cervello che penserebbe se stesso pensante. Ed un corpo immerso nel nulla della morte. Una cosa tipo Cirino Pomicino da giovane alla meno uno.

In questo vacuo universo non ci sarebbero più dubbi sul se e sul quando staccare delle spine, né se lanciare buchi neri a divorar galassie. Ognuno penserebbe solo se stesso per tener fuori dalla porta l’orrenda mietitrice, che ormai sarà chiaro, se c’è lei non ci sei tu, se ci sei tu non c’è lei, un po’ il rapporto che c’è tra una rosea bistecca e una cacca, anche più fredda di 37°, se bagnata con un Trebbiano d’Abruzzo. Non sarà nemmeno così difficile.
Ti terrai il polso, farai finta di niente, e starai lì, col buco attorno. Tu sarai lì, la morte non ci sarà. Vivi come betulle. Però, penserai, però cazzo.

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Commenti

7 commenti per “Nel nulla eterno”

  1. Io vado a bermi un bicchiere di Trebbiano. Prima che il buco me lo porti via.

    Scritto da Novecento | Settembre 4, 2008, 01:41
  2. Se fai collidere questo post ad una velocità iperbolica (Troia!) con Gianni Minà ottieni uno Spriz.

    Scritto da Quentin | Settembre 4, 2008, 11:16
  3. e Gianni Minà e Becchi insieme possono darsi? ci terrei

    Scritto da Astrid | Settembre 4, 2008, 11:52
  4. credo di sì, ma sarebbe necessaria l’intercessione del buco nero, un buco nero pensante a 37°. Ah, e che sia roseo, mi raccomando. Ne vendono di ottimi all’ipercoop

    Scritto da Azael | Settembre 4, 2008, 11:53
  5. Un appunto: non sei stato affatto chiaro relativamente al tipo di bucato da fare a 37°, a mano o in lavatrice? Con la pallina? In polvere? Liquido? E dei colorati, cosa mi dici? Tutti quei poveri negretti del Madagascar, insomma, magari dentro sono rosa, ma fuori assolutamente no… fuori al massimo somigliano a Gianni-Minà-Bruciacchiato. Quindi non penso esistano, invero - perciò - il problema non si pone.

    Scritto da Clockwise | Settembre 5, 2008, 10:01
  6. Il trebbiano l’hai bevuto prima o dopo il post? E poi, Gianni Minà e morte sono due entità che non possono coesistere, in quanto almeno la morte è morte e quindi l’esistere non le si confa. Insomma, il vero perno a cui gira tutto sto buco nero è la vera essenza del Minà, che dopo tutto se ci pensiamo, trascende la morte e la vita e pure il busone di higgs (troia) in un caldo e torrido agosto, pre fine del mondo da buco nero (mr muscolo ringrazia per cotanto sgorgo da sturare io credo), spalmato al sole come un tricheco bolscevico. Ed ecco i raggi uva, uvc, cccp e csi trasformarlo, trasfigurarlo nella nostra succulenta bistecca dalla costante temperatura di 37°, non uno di più. Dopo è morte.

    Scritto da paz83 | Settembre 11, 2008, 10:37
  7. …Aaaaah…Rido!!!…. ^_^ Eccezionale!

    Scritto da Ba | Gennaio 14, 2009, 22:52

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