E’ gente dai muscoli facciali sviluppatissimi.
La gente che la sera esce e va al pub. Sono pub che si chiamano American o Little Prince e mettono musica a volume impossibile. Ai miei tempi erano le discoteche i luoghi in cui si andava per non farsi ascoltare, ora sono anche questi pub. Però in discoteca ci andavano solo stormi di amici in cerca di donne e qui invece vanno anche coppie allo stremo delle forze, o gruppi di amici dispari e assortiti, in cui l’amica dell’amico cerca di rimorchiare l’altro amico mentre la sorella sbuffa con l’amica prima di andare in bagno a far chissà che.
E’ gente così.
Arrivano tutti perfettini come se dovessero andare a sculettare al Moulin Rouge, e poi si sbattono su un tavolone ad accennare movimenti d’anca e di panca, a bere birre slavate e a far ghigni. Perché a sentirsi non possono sentirsi, con Vasco Rossi che urla che gli viene il vomito e che è più forte di lui. E allora ammiccano. Ma non è un semplice ed innocente ammicare, loro provano a riempire buchi occupati da silenzi colpevoli. E così ammiccano, e poi provano a cantare, e si agitano con la testa. Come a giustificarsi, “ehi, se solo potessi, adesso sarei lì a far piroette in mezzo ad una pista di specchi, altro che birra”. Ma si agitano a tratti, e poi sorridono distratti ad altri sorrisi, quasi sempre troppo lontani per condividerne la ragione. E lui, l’amico, il ragazzo, lo sfigato, il coglione che sta di fronte, prova a carpire in quel solo ondulare un intento narrativo che nemmeno Tolstoj ai bei tempi. Perché mentre la musica spara bassi sofferenti magari l’amica lo guarda negli occhi e lo fissa per cinque secondi in più del dovuto, e lui, da essere umano, non sa che dire ad una ragazza che guarda. E allora fa per parlare, ma l’altra non può sentire e allora prova ancora, e poi tira un sospiro di sollievo, e rinuncia. Ma lei avrà immaginato chissà quale melodioso discorso, avrà creduto, per un attimo solo, che magari avrebbe davvero potuto ascoltare, e che lui avrà detto davvero qualcosa di decisivo, e magari ricorderà di aver inteso qualche sillaba, una parola, un’intonazione, e sarà stata felice in quel momento, perché nessuno gliele aveva mai dette quelle cose. Nessuno gliele aveva mai dette così.
grande azael
Io non sopporto le serate dove non si riesce a parlare, e quei locali che te lo impediscono.
io non sopporto quelli che si lamentano delle serate in cui non si riesce a parlare.