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For a better life

Per non viventi

La domenica mattina vado a fare colazione al bar, leggo il giornale e poi vado in libreria. Dopo aver cincischiato tra le ampie e ottimistiche direttrici della narrativa, mi ritrovo sempre nella sezione filosofia.

Sempre più triste la sezione filosofia.

Si può scegliere tra la filosofia del dr.house e quella dei simpson o lasciarsi sedurre dalle languide sovracoperte dei libri che ti insegnano la vita: da “prenderla con filosofia” alla “filosofia da salotto”, a tutti quelli che ammiccano il passante con una modestia da maestrina con la penna rossa, “Platone per il dopocena”, “Heidegger ti legge le fiabe” e “Origami facili con Kierkegaard”.

Filosofia per non filosofi, insomma.

Libri che per essere letti non chiedono nulla in cambio, non ti chiedono se hai letto l’essere e il nulla, né se sai cosa vuol dire gnoseologia. Sarà un’evoluzione del pensiero debole, probabilmente, e forse non ne abbiamo ancora colto le potenzialità. Una recentissima visione del mondo che si adatta alle situazioni come il piede peloso di un travestito ad un collant da donna. E non solo si adatta, ma se ne fa carico, ne subisce il fascino e infine ne restituisce una sintesi a pezzettoni, ad uso di chi quella visione del mondo l’ha messa in pratica prima di averla nemmeno lontanamente capita.

E così Sartre può andar bene per farti capire che tra l’essere e il nulla manda pure a fanculo tua suocera, e a Parmenide si può tranquillamente chiedere di giustificare l’esistenza di Pupo. Tutto si può dire con parole semplici, e tutti possono capire. E finalmente quelli che passano davanti alla fenomenologia dello spirito in 3 volumi possono sentirsi sicuri di non avere nulla da temere. Tra loro ed Hegel non ci sono barriere. Magari poi non li leggono quei tre volumi, ma solo perché non ne hanno voglia. E tempo. Pensare oggi è facile, veloce, e tutti possono riuscirci. Basta dirgliele con calma le cose, e con parole semplici, e subito son pronti per fare opinione al bancone del bar.

E non si può più perdere tempo in teorie complicate scritte da chi, evidentemente, non è riuscito a scriverele con parole semplici. Gente dell’ottocento, o ancora prima, d’altra parte. Cosa vuoi che ne potessero sapere delle complesse storie sentimentali dei giovani d’oggi, o delle difficoltà di arrivare alla fine del mese, o dell’ultima serie di Lost? E così quei volumi pesanti e antiquati sono superati da libelli colorati che la filosofia se la fanno spiegare da te. Tu la sera guardi il quiz in saoltto? e loro si adeguano, e ti fanno segno con le loro copertine gialle che wittgenstein, in definitiva, non diceva nulla di diverso da Insinna e che avrebbe scelto di sicuro il pacco n.3; tu ascolti mp3 nell’autoradio mentre sei in fila sulla tengenziale? E il volumetto sul sedile di dietro ti dice che nel ritornello di beyoncé ci trovi eraclito dentro. Che proprio quello voleva dire Ercalito, e allora che bisogno c’è di andarsi a trovare una traduzione decente? Basta un auricolare per sapere come va a finire quella storia dell’acqua del fiume che scorre. Non bisogna per forza pensare per capire i pensieri, né essere elettricisti per riparare una lampadina. D’altra parte son passate la politica per i non politici e la fisica per i non fisici, sarà mica un problema affidarsi alla filosofia per i non filosofi? E’ il pensiero debole, anzi no, è il pensiero timido, quello che tira di questi tempi. E domenica prossima anch’io cercherò di sapere poi, tra Hegel e Kant, chi è che aveva ragione, e chi ha vinto alla fine tra Anassimene e Anassimandro. E mi porterò a casa l’ultimo libro colorato e rassicurante: lezioni di vita, da oggi anche per non viventi.

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Commenti

4 commenti per “Per non viventi”

  1. Ha vinto Talete! :-D Molto più credibile, infatti, che tutto nasca dall’acqua, no? Pensa, in fondo in fondo… anche il VINO! :-)

    Scritto da Clockwise | Febbraio 12, 2008, 00:13
  2. Azz, ora mi sovviene il dubbio… che fosse l’aria… ma Google dice di no: http://it.wikipedia.org/wiki/Talete

    Scritto da Clockwise | Febbraio 12, 2008, 00:15
  3. Pensavo di essere quotidianamente al Bar dello Sport di Benni ed invece cotanto sciupio di sostanza celebrale… sembra di essere invece al Bar dello Sport di Adorno.
    Ipse Dixit (scusate, ho fatto ragioneria alle superiori!)

    Scritto da quentin | Febbraio 22, 2008, 21:30
  4. Di certo c’è solo che ti trovi in un bar.
    E la cameriera non è poi nemmeno così bòna come te l’aspettavi.

    Scritto da Clockwise | Febbraio 24, 2008, 23:35

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