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For a better life

Lettera a un amico che deve (farsi) divorziare

Caro amico,
lo sai, io non sono poi così d’accordo, sul fatto di andare dall’avvocato. Sì, insomma, si sa che se vai lì a divorziare poi finisce che devi sborsare un sacco di soldi, assegni, mantenimenti, robe per i figli, parcheggio. Io avrei un’altra strategia. Vuoi divorziare per motivi tuoi, senza che lei abbia in alcun modo manifestato la volontà di farlo? Rivuoi la tua libertà di fanciulletto? Beh, lascia stare l’avvocato e seguimi.

Se la tua vita coniugale, come credo, comincia ad assomigliare alle ultime puntate di quella casa nella prateria, quando la figlia cominciava timidamente a prostituirsi e il padre contadino era ormai diventato un’icona gay, tu non dire nulla, fa finta di niente e sorridi. Questo è importante. Sorridi, e, dopo qualche giorno, approfittando del fatto che la casa nella prateria la danno solo per un’oretta la mattina, prendi da parte la moglie con buon garbo e le dici questo: “amore, entro 15 secondi esatti io sarò definitivamente ed irrevocabilmente cambiato. Esatto, cambiato. Avrò mutato modo di fare, credo religioso, colore preferito e ordine di preliminari praticati. Non mi riconoscerai più, lo so, sarà terribile. Per questo, ti consiglio di predere le distanze da me e dalla mia orrenda condizione. Ora io mi volterò e tu non ci sarai più, ok? Zac!”.

Ok, in genere questa cosa funziona e non c’è bisogno d’altro.  Le donne, infatti, sono terribilmente spaventate dalle cose che cambiano, hai mai visto i loro occhi di fronte al naturale evolversi delle gradazioni di ocra nella tue mutande?

Ci son dei casi però nei quali si rende necessario un supplemento di azione. Bene. Sorridi, questo è importante. Per te non è un problema, devi solo seguire un piano preciso, l’hai già fatto altre volte, ricordi quando decidesti di depilare i kiwi prima di mangiarli? E’ la stessa cosa. Solo che questa volta non c’entra il sesso.

Il giorno dopo, con serenità, ti alzi dal letto, vai in bagno, abbassi il coperchio del water e fai ciò che devi fare. Poi  cospargi di porporina dorata i bordi, per evidenziare l’effetto artistico della tua creazione.  Quindi torni a letto, seguendo la scia che hai lasciato all’andata, e ti rimetti a dormire. In questa fase è importante che tu non smetta mai di far pipì, ma se stai sognando quello che credo, non dovrebbe essere un problema.

A questo punto, questa è la fase più difficile da affrontare, lei mostrerà di aver capito il tuo gioco  e ti dirà qualcosa del genere: “Se speri di rovinare il nostro matrimonio costringendomi a lasciarti, sbagli di grosso”. A questo punto devi assicurarti che lei non abbia mai partecipato ad un campionato di fantacalcio a 12, altrimenti potrebbe aver ragione. Se non lo ha fatto, è spacciata. Perché a questo punto tu cominci la tua inesorabile excalation. Ma devi essere convinto. Devi essere certo di poter continuare così per sempre. Per sempre. Se sei un uomo, e se quel tuo modo di guardare i frutti di mare non mi ingannano, tu lo sei,  puoi riuscirci senza problemi. Ricordi la porporina? Beh, il giorno dopo provi a fare la stessa cosa da lontano, bendato, e vincere il premio, che nel frattempo avrai inventato, di guarnizione acrobatica. Vedrai che ti tornerà utile anche per la carbonara. Lei allora si spazientirà e ti dirà cose da donne, del tipo: “sei una merda, ho mal di testa, mi è sempre piaciuto il tuo amico, ho mal di testa, quella cosa non era il mio clitoride”.

Tu allora devi sorridere, è molto importante. Tu devi risponderle con calma e con fermezza: “nel nome del nostro amore, ti consiglio di proteggerti da me, ho un male terribile, ti amo, prendo anche un tramezzino”. Dai, son le solite cose che dici ogni mattina al tuo barista. A pranzo, poi, le riporti una splendida rosa rossa. Questa è la tattica che in genere utilizza l’attacco dell’Udinese per non dar dei punti di riferimento alle difese. E non sto facendo ironia su Quagliarella. Ti ripeto che non c’entra il sesso.

La sera vai a letto e ti sistemi con la pizza tonno e cipolla e la birra sul cuscino, cosa che avresti voluto fare da tempo, e leggi la gazzetta dello sport. Per tutta la notte. A voce alta. In piedi. Sui tacchi alti. A rutti. Comprese le croste bruciacchiate. Beh sì, qui un po’ c’entra il esso. Comunque sarai molto felice di farlo, a meno che tu non abbia mai giocato a calcetto nel fango, ma sono certo che l’hai fatto. Se non altro per la cipolla. A questo punto lei avrà già adottato la tattica dello stoicismo da fine ciclo. Ma quello che per lei sarà una sfida titanica in grado di scardinare le sue convinzioni e la sua biologica austerità, per te dovrà essere un piacere. Sì, come quando facevate l’amore. Non avrà scampo.

La mattina dopo vai al lavoro e lei si sentirà al sicuro. Ma non sa ancora che il lavoro è il suo.
Ti presenti lì con un mazzo di oleandri silvestri e col pigiama di dragon ball. Sì il pigiama che hai sempre tenuto nascosto nel cassetto delle mutande sporche. Sì il cassetto che hai sempre tenuto nascosto sotto il letto. Sì proprio il letto che hai sempre tenuto nascosto a casa di Tatjana. Ora si spiegano quelle gradazioni di ocra.

Lei si vergognerà tantissimo, perché gli oleandri saranno in numero pari, ma farà finta di niente, anche perché con quel nome non potrà avere in nessun modo un permesso di soggiorno, e poi perché è pur sempre una donna, e le donne sono abituate a far finta di niente. Sì, a far finta. Ok, lascia perdere, ne riparliamo dopo.

Allora tu torni a casa e dai il via alla fase semantica del progetto.
A tavola, con serenità le annunci che a partire da quel minuto esatto tu sarai costretto a parlare usando solo nomi di calciatori degli anni 80. E così un tuo sogno, se non altro, l’avrai realizzato. Ah, non scordare mai di ripetere le due paroline magiche: PER SEMPRE. Le donne questo non lo sopportano. Non lo sopporteresti nemmeno tu se la tua vita fosse scandita da microcicli di 28 giorni con all’interno una serie di cose terribili tipo il dover fare delle uova e poi distruggerle. Senza utilizzare padelle antiaderenti, per altro.
In ogni caso, a questo punto, il tuo obiettivo non è ancora raggiunto, nonostante le gradazioni di ocra possano lasciartelo credere.

Non hai ancora cominciato a ricamare con i ciuffi di polvere, ad esempio, e nemmeno hai fatto la pipì nel lavandino. Sì, ok, quello l’hai già fatto tante volte, ma non con lei che si lava i denti.
Non con lei che si lava i tuoi denti.
Perché a questo punto è probabile che lei sia passata, in maniera femminilmente asistematica, alle maniere forti. Ed è a questo punto che tu dovrai imparare a saper valorizzare le tue ferite. Ti sei mai chiesto perché anche una piccolissima feritina si ricompone dopo qualche minuto invece di lasciarti morire dissanguato, come ogni etica della responsabilità imporrebbe? Per le crosticine. Ecco, le crosticine stanno benissimo sulle carni bianche, come le unghie. Non per niente anche i negri hanno le mani e piedi bianchi, no? Beh sul pollo è uguale. A lei piaceranno. Almeno fino a quando le rivelarai festoso che le unghie sono effettivamente del pollo. Negro anche lui. Paolo Negro. Discreto terzino. Ricordi il tuo progetto semantico? Arrivati fin qui lei sarà un po’ stanca.

Ma avrà ancora le amiche. Beh, sì, quella roba tipo amiche che hanno le donne. Ecco, allora tu le inviterai tutte per un aperitivo a casa vostra. Ma non prima di aver reso croccanti tutte le tende e le tovaglie di casa. Sì, croccanti. Certo, servirà molto bianco d’uovo, o della calce. Ma va bene anche dello sperma. Ok questo ti è più consueto, devi solo rifare quello che facevi anni fa con Edwige Fenech. E poi ricorda che stai parlando da due giorni usando solo calciatori degli anni ‘80, lo sperma sarà nella credenza vicino ai tegolini, come al solito. Lei andrà su tutte le furie. Anche le amiche. Non nel senso del cavallo. Beh le amiche sì. In qualche modo dovrai anche spiegare dove hai trovato tutto quello sperma, no? Ecco questa è l’ora dell’avvocato.

Del suo avvocato, a questo punto.

Tu sorridi, è importante. Lei cercherà di dimostrare la tua orrenda deviazione, il tuo essere incivile e incostante, il tuo modo di vivere incompatibile con la società, insomma, cercherà di spiegargli che sei maschio. Per la data di nascita invece non dovrebbe essere così difficile. A meno che l’Inter non ti abbia comprato da una squadra africana. L’avvocato cercherà di confonderti, puntando su armi come la dialettica, la retorica, il fatto che tu da ore stia facendo pipì nel lavandino, le crosticine.  Ma tu sorriderai e non ti lascerai ingannare. Dirai di no a tutto e ti dichiarerai prigioniero politico. Certo, a quel punto dovrai smettere di fare pipì. Ma a quell’ora le amiche di tua moglie saranno già andate via.

Nei giorni successivi, detti anche del ricatto sornione, o della merla, a seconda del periodo in cui tu deciderai di divorziare, dovrai continuare  semplicemente a fare quel che hai sempre fatto: mettere le bucce dei mandarini dentro il vaso indiano, utilizzare la tovaglia per soffiarti il naso, utilizzare la tovaglia per toccare tua moglie, utilizzare la tovaglia per evitare di ingravidarla, utilizzare la tovaglia per ingravidarla. Certo, non dovrai mai dimenticare di restare sempre te stesso. Non dovrai mai dare a vedere di fare qualcosa di innaturale. E’ quella d’altronde la tua arma vincente, a lei non verrà mai in mente di fare la pipì a effetto. A meno che non sia Del Piero. O se anche dovesse esserlo, che almeno il Piero non sia un violento. Ma tanto a quell’ora le crosticine dovrebbero già essere gommose, quindi non dovrai temere il dolore, o le punizioni, dal limite almeno, sennò nessun problema, le batte Nedved.

Sii ragionevole, come può farti paura il dolore? Hai superato quella terribile influenza di quest’inverno! A letto! Da solo! Usando solo caramelle gommose! E poi, dai,  non potrà mica obbligarti a partorire? Non se dimostrerai di avere il ciclo, almeno. E questo non dovrebbe essere un problema. Non se le carni bianche, e le unghie, avranno fatto il loro effetto nel tuo intestino.  A quel punto lei tenterà l’ultima disperata mossa.

I figli.

Ti dirà che li porterà con sé,  e che glieli affideranno di sicuro. Ti dirà che prima o poi la smetterai di fare il coglione, se non vorrai vedere i tuoi pargoli solo in fotografia. Sì, ok, lì anche tu tentennerai, chi non lo farebbe?  Sappiamo entrambi quanto l’Inter può pagare  un dodicenne africano, no? Bene, è qui che vincerai la tua guerra. Perché è in questo momento che tu le dirai questa semplice frase: “I figli non sono tuoi, li ho avuti con un’altra donna”. Lei strabuzzerà gli occhi. Poi ribatterà, in tutta la sua severa femminilità: “Deficiente, li ho visti scappare dalla mia vagina!”. Tu allora le darai una pacca sulla spalla, e implacabile, le sussurrerai: “C’è da capirli, poveri piccoli, io invece, i Gormiti, glieli ho comprati, io!”.

Nota metodologico-morale: divorziare è brutto e se divorzi Gesù piange. In ogni caso le indicazioni valgono anche per le donne, che saluto calorosamente. Basta aggiungere una S prima dei verbi transitivi. 

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Commenti

4 commenti per “Lettera a un amico che deve (farsi) divorziare”

  1. Ho assistito al parto (del post).
    L’emozione più grande provata dopo la prima eiaculazione.

    Scritto da Rey | Gennaio 20, 2009, 16:57
  2. Premesso che non dovrei commentare, per evidente conflitto di interessi, mi sento in dovere di postillare taluni concetti, sebbene nel succo vi sia ben poco da eccepire. Tra l’altro, nel succo possiamo trovare cose globose, e si sa che il globoso in se è ineccepibile, ma non possiamo mai trovare i Gormiti, sappilo.

    No, ecco, i concetti che volevo postillare eran due: 1) la questione delle amiche e dele tovaglie croccanti e 2) il PER SEMPRE.

    Ma andiamo per ordine. Ora, non tutte le donne hanno amiche, o meglio non tutte le donne hanno amiche che puoi invitare per un the; le puoi invitare per un bukkake [1], o per il classico Monopoli che va a finire a gomitate e sputi [2], o per mostrare orgogliosa le foto del matrimonio [3], ma per il thè… non ti ci verrebbero mai. Ora, amico mio, capirai da solo che l’intenzione suggerita di rendere croccanti gli orpelli domestici prima dell’arrivo delle amiche diviene assolutamente inutile: nel caso [1], infatti, mi chiedo perché sprecare energie anzitempo, nel caso [2] non c’è connessione tra la tovaglia ed il Monopoli, a parte un principio di azione e reazione secondo il quale la tovaglia croccante potrebbe persino tornare utile al fine di ospitare stabilmente il tavolo da gioco, e nel caso [3] sai meglio di me che una donna che mostra orgogliosa le foto del suo matrimonio non ha alcuna intenzione di separarsi, almeno dall’album, intendo. Tuttavia il tuo consiglio ha valenza anche qualora ci si applichi, quotidianamente e per diletto, alla nobile arte del “croccanteggiando” (già ampiamente discussa, peraltro, in sedi che sembravano a prima vista inidonee, ma che ha invece riscosso notevole successo anche su minori evidentemente inconsapevoli). Ma ci vuole applicazione e metodo. E questo, certo, lo lasciamo per un altro post.

    Veniamo alla seconda questione, quella del PER SEMPRE. Ora, io condivido la tua impostazione semantica, e per certi versi debbo darti ragione quando individui in questa locuzione un possibile spauracchio per femmine normodotate. Ma alcune femmine cambiano idea, nella loro vita, in modi e maniere che noi maschi non capiremo mai. Ad esempio: hai presente quando una donna utilizza assorbenti interni? Ecco, è possibile che da un giorno all’altro cominci ad utilizzare pannoloni imbottiti che al confronto i Pampers 5° misura di mio figlio sono dei perizomi. E non c’è cristo, han cambiato idea. Solo una nuova iniezione psicologica le spingerà a tornare all’assorbente interno o - nella peggiore delle ipotesi - al niente. In quest’ultimo caso avremo quello che si chiama “flusso continuo”, e questo - certo - lo lasciamo per un altro post. Perciò, quando la donna ha deciso di sposarsi (e non di sposarTI) aveva una certa concezione del “PER SEMPRE”, che nel tempo è mutata ed è divenuta “MANCO PER IL CAZZO”. Certo, nulla vieta che un giorno tornerà “PER SEMPRE”. E sarà allora che potrai applicare con successo la fase semantica. E anche farci di nuovo all’amore.

    Scritto da Clockwise | Gennaio 20, 2009, 17:24
  3. Ma si fa ancora la Casa nella Prateria?

    Scritto da Quentin | Gennaio 20, 2009, 17:51
  4. […] proseguire nel tuo viaggio di vita, sei chiaramente libero di farlo: eventualmente ti rimando a questo post che ti spiegherà cosa fare in seguito. Ma visto che sei ancora in tempo, io ti offro ora, qui, […]

    Scritto da ContrariaMENTE - Lettera ad un amico che può (deve) trovare una soluzione | Febbraio 10, 2009, 16:26

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