Le donne avevano quasi sempre delle grandi buste con le scatole dentro, boh scarpe, panettoni. Gli uomini non avevano mai buste, gli uomini nei supermercati vanno a prendere due cose per sentirsi liberi di poterci tornare, all’occorrenza. E gli uomini sotto braccio avevano un sacco di oggettini, in bilico tra le ascelle e gli avambracci, […]
Sante aveva un sorriso.
Sante aveva un sorriso strano.
Sante andava in giro e pensava ai fatti suoi, lo vedevi ed era distratto, svagato, con quel ghigno strano; qualche volta sembrava proprio svanito. Gli amici avevano smesso di chiedergli cosa, e perché. Lo sopportavano, da lontano, come un dubbio poco pericoloso. Sante però […]
E sì, io vorrei fortissimamente che il vostro sapido testosterone potesse sgorgare, finalmente, sulla linea gotica di Roncobilaccio, sui guard-rail della A1 e sui bagni degli autogrill in cui Lunatrav fa pompini da favola.
E che un’orda allucinata di commercialisti lombardi prendesse davvero le armi in cantina per discendere questa stupida escrescenza d’europa.
Sarebbe ora che Renzo […]
Le cose che uno non scrive poi vanno tutte in un posto, che per comodità chiameremo il posto in cui vanno le cose che uno non scrive, e si alleano tra loro per nuocere a quell’uno che non le ha scritte. Le cose che uno non scrive, infatti, sono tutte in fila, […]
A parte il fatto che non dovete crederci per forza, io vi dico solo che questa cosa qua è successa, forse decine di anni fa, e ora io ho trovato occasione di dirvela.
Io non sono uno che crede alle cose.
Però quando ho trovato quel foglietto giallo, lì dalle parti di San Michele, ho pensato che […]
Teofilo Sànsciain era un malfattore assassinava i figli delle signore e rubava i borsellini. E una e due e sette volte. Ma non aveva fatto i conti con la severa signora Nikitična.
Teofilo Sànsciain assassinò il figlio della signora Nikitična con un pugnale e una pistola, e rubò una borsa, una collana, un bracciale con inciso […]
Quando avevo diciassette anni ascoltavo i Dire Straits. E mi piacevano. Tra le canzoni che più mi piacevano c’era questa, che si chiama Brothers in Arms. Mi piaceva la musica, e, secondo me, anche le parole, anche se non le capivo, perché al liceo facevo francese. Mi piacevano a orecchio, le parole. E c’era questo […]
Sono tempi senza dio.
Quelli di una chiesa tutta preoccupata a salvare il quorum dei credenti dalla deriva laicista e, orrore orrore, islamica. Quella di pastori d’anime ridotti a legare le pecore tra loro con cordoni nodosi e consunti e tutte insieme ad un palo, mentre i cani inseguono lucertole ed essi stessi si aggirano nervosi […]
Poi c’era l’uomo che si mostrava alla gente. Ma non era uno di quelli da film, con l’impermeabile bianco sporco e i mocassini marroni, no, e non sceglieva nemmeno i parchi o i parcheggi, per mostrarsi. Lui andava sui treni, o in metro, in tram, dovunque la gente fosse in movimento, e lo faceva con particolare attenzione. Non gli importava chi ci fosse di fronte, o vicino, lui si mostrava, non era lì semplicemente per farsi vedere. Amava i momenti morti, quelli in cui il vecchio posa la settimana enigmistica, o il venerdì di repubblica, sul sedile del posto vicino, o la studentessa controlla gli sms sul cellulare…
TA-DA-TA-DAAA- Buongiorno, prima edizione del tiggicinque eccetera eccetera - Ok è mattina, dimentica quello che stavi facendo nell’ultimo sogno - Assicurati che l’ultimo sogno non abbia lasciato segni indelebili nel tuo cervello - Assicurati che l’ultimo sogno non abbia coinvolto passanti - Assicurati, soprattutto, che l’ultimo sogno non abbia coinvolto il tuo coinquilino - Girati […]