Boh, è che l’evoluzione, l’ultima piega che ha preso, no, non mi convince affatto.
Cominciare aveva cominciato bene, pesci, rettili, homo sapiens, Brescia… sembrava che ci fosse un piano, una direzione, un senso… Per dire, non è che dopo il plancton son venuti subito i divani dell’Ikea, è stata una cosa graduale. Condivisibile, tra l’altro, per chi ci crede, l’idea di dio di creare le rotelle di liquirizia solo dopo avere creato l’uomo.
Ma da un po’ di tempo sono confuso, questa chiarezza d’intenti non è più così lampante, tutto è contorto, ambiguo; dice che i lavavetri marocchini son feccia, sì, ma son venuti dopo, che so, il grande Torino. E’ come se la linea dell’evoluzione si sia spezzata e abbia cominciato a creare vie di fuga alternative, a tornare indietro, a disegnare ghirigori schizofrenici nel piano transeunte del tempo.
E vogliamo parlare dei rumeni? Beh, dite quello che volete, ma per quanto io possa ricordare, son venuti ben dopo l’idrolitina…
Non fa nulla. Aspetta l’ora di uscire e il che suo orologio, appoggiato sul tavolo, faccia il suo lavoro. Nella scrivania ci sono le solite cose, e lui ormai le ignora. Il collega ce l’ha di fronte e nemmeno lo vede. Niente, non fa niente. Nemmeno si annoia.
Si dice che dio il mondo l’abbia creato per noia e che poi, come un bambino viziato lo abbia abbandonato in un angolo.
Lui il mondo nemmeno l’avrebbe pensato.
Perchè la noia richiede fatica e chi ce l’ha la sua parte l’ha già fatta. Lui no, lui non lavora, non si stanca e non si annoia.
Persiste, si direbbe. Come una lampadina spenta…
In Italia molti, e molti di più ultimamente, continuano a morire dopo la sospensione di cure prescritte dal medico. Questa cosa è stupefacente.
Da sempre il medico è il “dottore”, etimologicamente “colui che insegna”, che può insegnare perché è a conoscoscenza di cose, di rimedi, che le persone comuni non sanno. In genere ci si affida al medico come ad un grembo materno: un sospiro e via, ad assumere tutte le schifezze al sapor di big babol scritte sulla ricetta. Adesso invece la gente non crede più al medico e va dall’omeopata. L’omeopata, un signore dagli argentei capelli e dallo sguardo profetico, che, oltre a suonare molto fico, è una persona che ti fa sentire dalla parte della natura. La medicina invece, e la scienza farmaceutica, appaiono sempre più come il male, come un rimedio demoniaco che funziona, quando funziona, “nonostante” le sante disposizioni del creato. E questo sembra valere anche di più nel caso di malattie terribile e terminali, per le quali il male è talmente sovrabbondante da apparire come la pena per un tradimento della culla naturale…
Io da bambino credevo che mia nonna fosse un essere preistorico. Ma non per dire. proprio preistorico. E quindi me la immaginavo con la clava, i dinosauri e tutto quanto. Pensavo che quello fosse stato il suo passato e che poi fosse arrivata al presente. Allo stesso modo, pensavo che Gesù fosse in realtà un extraterrestre, venuto dal paradiso per salvare il mondo dai romani. Forse facevo un po’ confusione con gli esseri mitologici come gesù, i dinosauri e mia nonna.
Ora però quel mio modo fanciullesco di vedere le cose è stato riabilitato. Pare, infatti, che l’esistenza di dio e quella degli extraterrestri non siano più in contraddizione tra loro, poiché, “Come esiste una molteplicità di creature sulla terra, - afferma padre Funes (direttore della Specola Vaticana, ndr )- così potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio”…
Non stava mai in casa Joseph.
Uno di quei cretinetti sfacciati che sembrano nascere come figli d’altri. Giù urla, corse e risse con gli amici. Un vulcano. Non stava mai in casa. Anche fargli fare i compiti era una fatica, così esuberante e vivace, sembrava avesse preso il peperoncino già dalla pancia della mamma. Non stava mai in casa.
Finché, di punto in bianco, smise di uscire.
Così, senza motivo. Non usciva mai Joseph. In paese cominciarono a girare voci strane. Che il padre lo picchiasse. Che la madre non lo facesse uscire per odio nei confronti dei vicini. Che fosse malato. Molto malato. Sempre in casa. Ma Joseph stava bene, stava in camera sua, ma stava bene. Almeno fino a quando la cosa non gli sfuggì di mano. Allora non riuscì più a controllarsi, una vera droga. Invasato. Ne aveva sentito parlare…
No, non mi fa né caldo né freddo il periodico ricorso alla simbolica bellica dei leghisti. Non mi fa paura il loro menar di mani né la plateale adunata contro le angherie di Roma ladrona. Non mi fa più nemmeno pena.
Piuttosto ormai mi fa rabbia, e non per la minaccia di qualcosa che si dice di voler fare, quanto perché so bene che non lo faranno mai. E io vorrei fortissimamente che il loro testosterone si sfogasse finalmente, sulla linea gotica di Roncobilaccio, sui guard-rail della A1 e sui bagni degli autogrill.
Che un’orda incazzata di commercialisti lombardi prendesse davvero le armi in cantina per discendere la penisola.
Io, dovete perdonarmi, me lo sogno di notte questo momento. Non ne posso più di audaci minacce buone solo per dar titoli al Giornale di Feltri.
Ieri sera ero sulla A14 che tornavo a casa per Pasqua. Dopo aver esaurito i cd da ascoltare ho messo la radio. Così fino all’altezza di Civitanova ho seguito con attenzione la partita dell’Albinoleffe per poi concedermi alla cronaca della Via Crucis. E sì, perché quando metto la radio mi scoccia cambiare stazione. E su Radio1, dopo l’Albinoleffe a volte danno la Via Crucis. A raccontarla c’erano due cronisti della redazione di informazione religiosa della Rai, redazione nota alle cronache più per le madonne intercettate che per quelle abilmente narrate. Ma comunque. I due hanno cominiciato a descrivere l’evento come fossero i supplementari della partita dell’Albinoleffe, solo con un pizzico di enfasi in più.
E a Roma piove, campo pesante […]
E’ gente dai muscoli facciali sviluppatissimi.
La gente che la sera esce e va al pub. Sono pub che si chiamano American o Little Prince e mettono musica a volume impossibile. Ai miei tempi erano le discoteche i luoghi in cui si andava per non farsi ascoltare, ora sono anche questi pub. Però in discoteca ci andavano solo stormi di amici in cerca di donne e qui invece vanno anche coppie allo stremo delle forze, o gruppi di amici dispari e assortiti, in cui l’amica dell’amico cerca di rimorchiare l’altro amico mentre la sorella sbuffa con l’amica prima di andare in bagno a far chissà che.
E’ gente così.
Arrivano tutti perfettini come se dovessero andare a sculettare al Moulin Rouge, e poi si sbattono su un tavolone ad accennare movimenti d’anca e di panca, a bere birre slavate e a far ghigni. Perché a sentirsi non possono sentirsi, con Vasco Rossi che urla che gli viene il vomito e che è più forte di lui. E allora ammiccano […]
Da qualche tempo Veltroni va ripetendo che bisogna rimettere in moto l’ascensore sociale. Prima ha detto che l’educazione è essa stessa paragonabile a detto ascensore. Poi che la crescita della ricchezza e della produzione ne sono il presupposto. Soro per la verità ha aggiunto, sornione, che questa è la vera novità politica e che le discussioni sulla lotta di classe sono roba vecchia e puzzona.
Va bene tutto.
Ma che cosa sarebbe questo benedetto ascensore sociale?
Io a casa non ho l’ascensore. Ne uso uno per andare al lavoro, ma non ci ho mai visto niente di così filantropico dentro. L’ascensore è una cosa che serve per far andare le persone su e giù per i palazzi. Per attraversare piani altrimenti difficilmente valicabili con il solo sudore dei piedi. Una trovata per far meno fatica, insomma. […]
Mietta! Miettaaa! Cazzo ti ho detto mille volte di non chiamarmi così qua fuori! Dai, va bene, Daniela, Da-nie-la, muoviti che sennò non facciamo in tempo… prendi quel cazzo di osso per il brodo e scappiamo, dai che sono le sette… ci chiudono fuori anche stavolta! Maledetta troia, e poi è proprio necessario vestirsi come una baldracca ogni volta che esci?? Sei fosforescente come una rumena! Coglione… ecco ho fatto, andiamo… domani ci mandiamo Little Tony, com’è vero Iddio, mi sono rotta le palle di fare la sguattera… sì brava, incazzati, così l’anno prossimo ti mandano via e fanno salire Ivana Spagna… ah ah ah… Ivanaspàgna al posto di Mietta, sai che spasso… testa di cazzo… se dico Amededominghi a voce alta non si gira neanche il cane, ecco guarda: amedeomìnghi! Ecco, c’hai un nome famoso come una pisciata… dai monta su […]