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Cattive intenzioni

Questa categoria contiene 41 articoli

L’Effimera

Certe volte mi sembra di essere circondato da scemi. E non questo o quello, un’eccezione, no: tutti. Ma poi la cosa che mi fa incazzare di più è che un momento prima sembra che il mondo abbia preso una sua piega normale e poi, un momento dopo, ammerda tutto. La signorina Giulia, che di solito è brava, poi succede, che ne so, che mia zia dice che devo chiudere le tapparelle e andare a dormire e zac, pure la signorina Giulia si rimbecillisce e le dà ragione.
Nel Quattrocento per proteggere i raccolti la Chiesa scomunicò i parassiti delle piante.
Quando l’ho detto a mia zia mi ha detto che mi invento le cose. Mia zia è stupida come la merda.

Il presepe

Le donne avevano quasi sempre delle grandi buste con le scatole dentro, boh scarpe, panettoni. Gli uomini non avevano mai buste, gli uomini nei supermercati vanno a prendere due cose per sentirsi liberi di poterci tornare, all’occorrenza. E gli uomini sotto braccio avevano un sacco di oggettini, in bilico tra le ascelle e gli avambracci, […]

Sante aveva un sorriso

Sante aveva un sorriso.
Sante aveva un sorriso strano.
Sante andava in giro e pensava ai fatti suoi, lo vedevi ed era distratto, svagato, con quel ghigno strano; qualche volta sembrava proprio svanito. Gli amici avevano smesso di chiedergli cosa, e perché. Lo sopportavano, da lontano, come un dubbio poco pericoloso. Sante però […]

Giù, a far l’Italia e gli italiani

E sì, io vorrei fortissimamente che il vostro sapido testosterone potesse sgorgare, finalmente, sulla linea gotica di Roncobilaccio, sui guard-rail della A1 e sui bagni degli autogrill in cui Lunatrav fa pompini da favola.
E  che un’orda allucinata di commercialisti lombardi prendesse davvero le armi in cantina per discendere questa stupida escrescenza d’europa.
Sarebbe ora che Renzo […]

L’uomo che si mostrava alla gente

Poi c’era l’uomo che si mostrava alla gente. Ma non era uno di quelli da film, con l’impermeabile bianco sporco e i mocassini marroni, no, e non sceglieva nemmeno i parchi o i parcheggi, per mostrarsi. Lui andava sui treni, o in metro, in tram, dovunque la gente fosse in movimento, e lo faceva con particolare attenzione. Non gli importava chi ci fosse di fronte, o vicino, lui si mostrava, non era lì semplicemente per farsi vedere. Amava i momenti morti, quelli in cui il vecchio posa la settimana enigmistica, o il venerdì di repubblica, sul sedile del posto vicino, o la studentessa controlla gli sms sul cellulare…

Una mattina mi son svegliato

Una mattina mi son svegliato e ho ascoltato la liturgia della pacificazione, mi son svegliato, una mattina, e ho pensato a questa pace , a questa concordia, a questa riconciliazione. Mi son svegliato e ho visto dei signori uscire dalla chiesa alle 11 di mattina e avere sotto braccio un fucile a canne mozze, a […]

Ma signorina ma com’è bella

E così un giorno ti ritrovi che ti sembra di non aver mai visto nulla del genere, tornando a casa, con la busta della Coop. Roba di anni di lavoro artigiano. Bella come le fragole il 18 maggio, con il Giro d’Italia alla tivvù. E poi lucente, illuminata, scolpita da curve e fendenti con un coltello a lama liscia. E allora la avvicini e ci provi nei modi più incredibile che conosci. Le dici, ma signorina, ma com’è bella, ma chi l’ha fatta così. Le chiedi se esiste, e se la sua pelle è edificabile, se digerisce all’ingiù, e lei ti dice che sì, c’è sempre stata, ma da un’altra parte, e tu non la vedevi. E così la porti a cena, e le racconti tante cose, le dici che avresti potuto parlarle di Anassimandro, dello strutturalismo e di quell’ottimo brodetto di pesce. E poi lei ci sta, ti elegge, hai la schiacciante maggioranza della totalità delle sue parti, e tu ci credi, vai avanti e la fai tua, che stronzata questa di far propria la gente… […]

La ballata della corruzione

Guarda quel cappio. Se il soffitto non fosse così grigio e anonimo sarebbe un pezzo di design nemmeno da poco. Se il muro non fosse così spoglio sarebbe anche bello lasciarlo lì a penzolare, come un macabro amuleto. Ma tu guarda quel cappio, e immagina i segni blu sul collo dopo che l’avranno staccato,  con […]

Un sacco di gente migliore

E così ieri c’è stata la grande manifestazione del Piddì. Un sacco di gente e un bel discorso di Veltroni. C’era pure il sole.

Io invece stamattina ero al bar a fare colazione. C’era poca gente e di fianco al mio tavolino, c’erano due carabinieri, un uomo e una donna. Io, da par mio, facevo l’intellettuale leggendo i voti di siena-catania sulla gazzetta dello sport, i militari invece si attardavano in chiacchiericcio. Lei era una zoccola, un’evidente e lampanbte zoccola. Non che io abbia nulla contro le zoccole, ma lei lo era con sufficienza, e la sufficienza mi dà fastidio. Non per niente stavo leggendo i voti di siena-catania sulla gazzetta dello sport. Il carabiniere, da galante sottoproletario, sciorniava battutine sottili e garibaldine, al cospetto di una carabiniera che di garibaldino avrebbe tranquillamente apprezzato i paracarri dei mille…

L’uomo che al posto delle doppie aveva uno spazio

Poi c’era un uomo bruttissimo, un deforme. Era l’uomo che al posto delle doppie aveva uno spazio. Non era infelice, aveva imparato a dimenticare quel suo difet o. Viveva in una pic ola casa, usciva di rado e di rado incontrava qualcuno. Viveva normalmente, acquistava pane e pasta, faceva tante cose, usando tantis ime let […]

Ultimi commenti

  • st patricks day shirts calgary: pregancy is quite critical and also requires more of your time so...
  • menta: Ciao popolo del formaggio no. Io rispetto chi lo mangia ma anche chi non lo ritiene cibo...
  • Giulio: Ciao a tutti. Volevo chiedere una cosa un pò particolare, a me i formaggi stagionati non...

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