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Cattive intenzioni

Questa categoria contiene 38 articoli

Giù, a far l’Italia e gli italiani

E sì, io vorrei fortissimamente che il vostro sapido testosterone potesse sgorgare, finalmente, sulla linea gotica di Roncobilaccio, sui guard-rail della A1 e sui bagni degli autogrill in cui Lunatrav fa pompini da favola.
E  che un’orda allucinata di commercialisti lombardi prendesse davvero le armi in cantina per discendere questa stupida escrescenza d’europa.
Sarebbe ora che Renzo […]

L’uomo che si mostrava alla gente

Poi c’era l’uomo che si mostrava alla gente. Ma non era uno di quelli da film, con l’impermeabile bianco sporco e i mocassini marroni, no, e non sceglieva nemmeno i parchi o i parcheggi, per mostrarsi. Lui andava sui treni, o in metro, in tram, dovunque la gente fosse in movimento, e lo faceva con particolare attenzione. Non gli importava chi ci fosse di fronte, o vicino, lui si mostrava, non era lì semplicemente per farsi vedere. Amava i momenti morti, quelli in cui il vecchio posa la settimana enigmistica, o il venerdì di repubblica, sul sedile del posto vicino, o la studentessa controlla gli sms sul cellulare…

Una mattina mi son svegliato

Una mattina mi son svegliato e ho ascoltato la liturgia della pacificazione, mi son svegliato, una mattina, e ho pensato a questa pace , a questa concordia, a questa riconciliazione. Mi son svegliato e ho visto dei signori uscire dalla chiesa alle 11 di mattina e avere sotto braccio un fucile a canne mozze, a […]

Ma signorina ma com’è bella

E così un giorno ti ritrovi che ti sembra di non aver mai visto nulla del genere, tornando a casa, con la busta della Coop. Roba di anni di lavoro artigiano. Bella come le fragole il 18 maggio, con il Giro d’Italia alla tivvù. E poi lucente, illuminata, scolpita da curve e fendenti con un coltello a lama liscia. E allora la avvicini e ci provi nei modi più incredibile che conosci. Le dici, ma signorina, ma com’è bella, ma chi l’ha fatta così. Le chiedi se esiste, e se la sua pelle è edificabile, se digerisce all’ingiù, e lei ti dice che sì, c’è sempre stata, ma da un’altra parte, e tu non la vedevi. E così la porti a cena, e le racconti tante cose, le dici che avresti potuto parlarle di Anassimandro, dello strutturalismo e di quell’ottimo brodetto di pesce. E poi lei ci sta, ti elegge, hai la schiacciante maggioranza della totalità delle sue parti, e tu ci credi, vai avanti e la fai tua, che stronzata questa di far propria la gente… […]

La ballata della corruzione

Guarda quel cappio. Se il soffitto non fosse così grigio e anonimo sarebbe un pezzo di design nemmeno da poco. Se il muro non fosse così spoglio sarebbe anche bello lasciarlo lì a penzolare, come un macabro amuleto. Ma tu guarda quel cappio, e immagina i segni blu sul collo dopo che l’avranno staccato,  con […]

Un sacco di gente migliore

E così ieri c’è stata la grande manifestazione del Piddì. Un sacco di gente e un bel discorso di Veltroni. C’era pure il sole.

Io invece stamattina ero al bar a fare colazione. C’era poca gente e di fianco al mio tavolino, c’erano due carabinieri, un uomo e una donna. Io, da par mio, facevo l’intellettuale leggendo i voti di siena-catania sulla gazzetta dello sport, i militari invece si attardavano in chiacchiericcio. Lei era una zoccola, un’evidente e lampanbte zoccola. Non che io abbia nulla contro le zoccole, ma lei lo era con sufficienza, e la sufficienza mi dà fastidio. Non per niente stavo leggendo i voti di siena-catania sulla gazzetta dello sport. Il carabiniere, da galante sottoproletario, sciorniava battutine sottili e garibaldine, al cospetto di una carabiniera che di garibaldino avrebbe tranquillamente apprezzato i paracarri dei mille…

L’uomo che al posto delle doppie aveva uno spazio

Poi c’era un uomo bruttissimo, un deforme. Era l’uomo che al posto delle doppie aveva uno spazio. Non era infelice, aveva imparato a dimenticare quel suo difet o. Viveva in una pic ola casa, usciva di rado e di rado incontrava qualcuno. Viveva normalmente, acquistava pane e pasta, faceva tante cose, usando tantis ime let […]

L’avvelenato

Si è parlato di pompini, di papi e di Napolitani, tutte cose che andrebbero nominate solo con cento euro in mano e con la mano sulla nuca di qualche nuova migrante. Ma a Piazza Navona, su di un palco, non sia mai, non si fa. Perché così si alimenta l’antipolitica, si dà una brutta immagine dell’Italia, si fa caciara da trattoria. Veltroni, che è il massimo del progressismo di questo paese (che non a caso è fatto a stivale), ha avuto male al pancino a sentir dire tutte quelle cosacce. Perché così non si vince, così si fa il gioco di Berlusconi, così si allontanano i cattolici e i moderati. Io per la politca non esisto, ed è per questo che non esisto. Perché io allontano, divido, faccio turpiloquio e non concilio. Strappo, mi incazzo, offendo e ho pure la puzza sotto il naso…

Fa niente

Non fa nulla. Aspetta l’ora di uscire e il che suo orologio, appoggiato sul tavolo, faccia il suo lavoro. Nella scrivania ci sono le solite cose, e lui ormai le ignora. Il collega ce l’ha di fronte e nemmeno lo vede. Niente, non fa niente. Nemmeno si annoia.

Si dice che dio il mondo l’abbia creato per noia e che poi, come un bambino viziato lo abbia abbandonato in un angolo.

Lui il mondo nemmeno l’avrebbe pensato.

Perchè la noia richiede fatica e chi ce l’ha la sua parte l’ha già fatta. Lui no, lui non lavora, non si stanca e non si annoia.
Persiste, si direbbe. Come una lampadina spenta…

Il male del male

In Italia molti, e molti di più ultimamente, continuano a morire dopo la sospensione di cure prescritte dal medico. Questa cosa è stupefacente.

Da sempre il medico è il “dottore”, etimologicamente “colui che insegna”, che può insegnare perché è a conoscoscenza di cose, di rimedi, che le persone comuni non sanno. In genere ci si affida al medico come ad un grembo materno: un sospiro e via, ad assumere tutte le schifezze al sapor di big babol scritte sulla ricetta. Adesso invece la gente non crede più al medico e va dall’omeopata. L’omeopata, un signore dagli argentei capelli e dallo sguardo profetico, che, oltre a suonare molto fico, è una persona che ti fa sentire dalla parte della natura. La medicina invece, e la scienza farmaceutica, appaiono sempre più come il male, come un rimedio demoniaco che funziona, quando funziona, “nonostante” le sante disposizioni del creato. E questo sembra valere anche di più nel caso di malattie terribile e terminali, per le quali il male è talmente sovrabbondante da apparire come la pena per un tradimento della culla naturale…

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