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For a better life

Questa categoria contiene 38 articoli

Giù, a far l’Italia e gli italiani

E sì, io vorrei fortissimamente che il vostro sapido testosterone potesse sgorgare, finalmente, sulla linea gotica di Roncobilaccio, sui guard-rail della A1 e sui bagni degli autogrill in cui Lunatrav fa pompini da favola.
E  che un’orda allucinata di commercialisti lombardi prendesse davvero le armi in cantina per discendere questa stupida escrescenza d’europa.
Sarebbe ora che Renzo […]

Uni

Quando avevo diciassette anni ascoltavo i Dire Straits. E mi piacevano. Tra le canzoni che più mi piacevano c’era questa, che si chiama Brothers in Arms. Mi piaceva la musica, e, secondo me, anche le parole, anche se non le capivo, perché al liceo facevo francese. Mi piacevano a orecchio, le parole. E c’era questo […]

Procedura di avvio

TA-DA-TA-DAAA- Buongiorno, prima edizione del tiggicinque eccetera eccetera - Ok è mattina, dimentica quello che stavi facendo nell’ultimo sogno - Assicurati che l’ultimo sogno non abbia lasciato segni indelebili nel tuo cervello - Assicurati che l’ultimo sogno non abbia coinvolto passanti - Assicurati, soprattutto, che l’ultimo sogno non abbia coinvolto il tuo coinquilino - Girati […]

Dio onnipotente

Imbecilli. Se dio è onnipotente può fare ciò che vuole. E può assumere l’aspetto che vuole. Del vecchio, del triangolo, di Visnù, o del niente. Volete che ci sia? e lui non c’è. Toh. Arrivate lì, e dopo aver passato una vita a rimettere i debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e vi trovate con un niente, un cazzo di niente. Immaginatevi un paradiso vuoto, bianco e con un profumo di vernel. E l’eternità. Eterna eternità eterna, una vera sega insomma. Una vera sega.

Se dio è onnipotente, può fare anche questo. E voi provate a dare il dono dell’onnipotenza a uno al quale avete massacrato le palle per migliaia di anni con spocchiose e certissime fedi, con indagini dottissime sulla sua esistenza, e capirete che probabilmente, quel che può fare, lo farà.

O peggio. […]

Genealogia della crisi

La signora Maria era sposata con il signor Mario, contadino dai calli gommosi.

Il signor Mario raccoglieva zucchine, finocchi e pomodori, la signora Maria lavava casa e faceva dei lavori a uncinetto che vendeva al mercato, il sabato, lavori di un giallino tenue, come la sua pelle. Avevano un cane intelligentissimo, Folco, che faceva la guardia ai polli e alle galline. I bambini della signora Maria e del signor Mario erano Gianluca e Francesca. Gianluca era pigro e riflessivo, Francesca era sveglia e simpatica. Francesca fece l’università perché voleva fare il medico. Gianluca fece il meccanico. […]

Lettera a un amico che deve (farsi) divorziare

Caro amico,
lo sai, io non sono poi così d’accordo, sul fatto di andare dall’avvocato. Sì, insomma, si sa che se vai lì a divorziare poi finisce che devi sborsare un sacco di soldi, assegni, mantenimenti, robe per i figli, parcheggio. Io avrei un’altra strategia. Vuoi divorziare per motivi tuoi, senza che lei abbia in alcun […]

La guerra, la fame e il pesce sperso

Mia nonna era povera e quando cucinava non aveva mai niente da mettere nel sugo.
La carne era un lusso delle feste, il pesce era una cosa viva che stava nel fiume e, forse, nel mare. Però mia nonna aveva una ricetta che tirava fuori quando il solito sugo diventava ripetitivo: era la ricetta del “pesce […]

Nel nulla eterno

Di questi tempi cadere nel nulla eterno o bere uno spritz al bar centrale è, grosso modo, una vicenda di pari dignità ontologica. Buchi neri ci insidiano così come noi abbiamo insidiato buchi neri ai nostri debitori. E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

In Svizzera, terra da tempo dedicata alla ricerca di metodi di sterminio biologici, si è giunti finalmente ad un risultato: il 10 settembre il mondo, per così dire, finirà.
E sti grandissimi cazzi.
Come se la fine del mondo fosse stata programmata per prendere per il culo tutte le coppie di torri newyorkesi e le loro anguste ricorrenze. Nessun 11 settembre per il mondo, si andrà tutti a far la tabellina del pi greco ben prima di cena, e un saluto ai marinai. La tentazione sarebbe di cacarsi dignitosamente sotto. E invece no. Spieghiamoci…

Non rubano le moto

Una cosa che io non capisco è perché la gente non ruba le moto.

Voglio dire, le macchine no, perché rubar macchine è complicato, è roba da gente esperta, scassinare le portiere, avviare il motore con quei fili colorati, come nei film, è una cosa che uno normale non potrebbe mai fare così, per far qualcosa. Ma le moto.

Per dire, i motorini li legano ai pali, e le biciclette persino, quelle addirittura le annodano a certe ringhiere che dà pensiero solo a guardarle. Ma le moto. I cavalli! I cavalli li attaccano ai pali con delle funi resistentissime! Ma le moto.

Le moto le lasciano così, in bella vista senza nemmeno un legaccio. C’è una motocicletta blu…

La parabola evolutiva

Boh, è che l’evoluzione, l’ultima piega che ha preso, no, non mi convince affatto.

Cominciare aveva cominciato bene, pesci, rettili, homo sapiens, Brescia… sembrava che ci fosse un piano, una direzione, un senso… Per dire, non è che dopo il plancton son venuti subito i divani dell’Ikea, è stata una cosa graduale. Condivisibile, tra l’altro, per chi ci crede, l’idea di dio di creare le rotelle di liquirizia solo dopo avere creato l’uomo.
Ma da un po’ di tempo sono confuso, questa chiarezza d’intenti non è più così lampante, tutto è contorto, ambiguo; dice che i lavavetri marocchini son feccia, sì, ma son venuti dopo, che so, il grande Torino. E’ come se la linea dell’evoluzione si sia spezzata e abbia cominciato a creare vie di fuga alternative, a tornare indietro, a disegnare ghirigori schizofrenici nel piano transeunte del tempo.
E vogliamo parlare dei rumeni? Beh, dite quello che volete, ma per quanto io possa ricordare, son venuti ben dopo l’idrolitina…

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