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	<title>Terzadicopertina &#187; For a better life</title>
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	<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 17:34:35 +0000</pubDate>
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		<title>Il presepe</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 17:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Le donne avevano quasi sempre delle grandi buste con le scatole dentro, boh scarpe, panettoni. Gli uomini non avevano mai buste, gli uomini nei supermercati vanno a prendere due cose per sentirsi liberi di poterci tornare, all&#8217;occorrenza. E gli uomini sotto braccio avevano un sacco di oggettini, in bilico tra le ascelle e gli avambracci, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le donne avevano quasi sempre delle grandi buste con le scatole dentro, boh scarpe, panettoni. Gli uomini non avevano mai buste, gli uomini nei supermercati vanno a prendere due cose per sentirsi liberi di poterci tornare, all&#8217;occorrenza. E gli uomini sotto braccio avevano un sacco di oggettini, in bilico tra le ascelle e gli avambracci, zucchero, sacchi dell&#8217;immondizia, birra, pane e patatine. Lui aveva solo un albero finto di natale, piccolo, ma scomodo da portare, sghembo, con una base larga di plastica. All&#8217;angolo prima della piazza si abbassò a raccogliere l&#8217;albero, scivolato per la centesima volta da sotto al braccio, e quando si rialzò il naso confinava con lo sterno di una donna, una donna con un sorriso fosforescente. Lui le fece un cenno temporaneo di saluto, lei lo prese su veloce come fosse un ok, ho capito, cercavo solo di essere gentile, cazzo. Lui no, lui no, lui non vedeva l&#8217;ora di andarsene, di svicolare, ma l&#8217;albero gli si girava, ricadeva, sbatteva sulle gambe, e lei davanti come un montesantamadonna, un cristo, un muro di dai, sentiamo che hai da dire, salvati, fammi una faccia con un pensiero. Ma lui no, lui cercava un varco a destra, sotto allo sguardo da eternità che lei gli sbatteva sul petto. Non ho pensieri, niente, solo un albero finto sotto al braccio. Lei allora diventò di pietra, no, forse di gomma, di gomma dura e il sorriso di prima era diventato un buco nella faccia, una bocca sventrata che vomitava fatti, circostanze sbagliate, cose accadute e cose che chissà chi cazzo le aveva pensate, magari in un dopopranzo, magari dopo un&#8217;oretta di scopate distratte. Gli alberi di natale quando hai fretta ti si infilano dovunque. Lui incassava e assorbiva come un terreno arato, mezzo piegato com&#8217;era, in fuga immobile, a giustificarsi di giustificarsi. Poi finalmente trovò un corridoio, di striscio alla spalla sinistra di quella montagna davanti, con l&#8217;albero in resta, lei restò incastrata alla terra, sullo sfondo, lui tornò a mangiare aria, girò l&#8217;angolo e piantò l&#8217;albero in un cestino sfasciato e sporco di tutto. Un bastone di plastica verde infilzato con scientifica precisione tra un barattolo di fagioli e una scatola di preservativi, un cristo nel presepe, una salvezza immobile e perfetta, nell&#8217;immondizia pesante e scura di un mondo finito. ** Questo post è stato magnanimamente inserito nella ormai tradizionale raccolta del Sir, Post sotto l&#8217;albero, edizione 2010. Ci son tanti altri raccontini e scritti vari che riguardano, in qualche modo, questa cosa del natale. Scaricalo tutto.</p>
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		<title>Giù, a far l&#8217;Italia e gli italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 08:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cattive intenzioni]]></category>

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		<category><![CDATA[Mano sinistra]]></category>

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		<category><![CDATA[padania]]></category>

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		<description><![CDATA[E sì, io vorrei fortissimamente che il vostro sapido testosterone potesse sgorgare, finalmente, sulla linea gotica di Roncobilaccio, sui guard-rail della A1 e sui bagni degli autogrill in cui Lunatrav fa pompini da favola.
E  che un&#8217;orda allucinata di commercialisti lombardi prendesse davvero le armi in cantina per discendere questa stupida escrescenza d&#8217;europa.
Sarebbe ora che Renzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E sì, io vorrei fortissimamente che il vostro sapido testosterone potesse sgorgare, finalmente, sulla linea gotica di Roncobilaccio, sui guard-rail della A1 e sui bagni degli autogrill in cui Lunatrav fa pompini da favola.</p>
<p>E  che un&#8217;orda allucinata di commercialisti lombardi prendesse davvero le armi in cantina per discendere questa stupida escrescenza d&#8217;europa.</p>
<p>Sarebbe ora che Renzo e Lucia la smettessero di tirare la pietra e nascondere la mano.  E che gli imprenditori trevigiani tirassero fuori le palle, abbandonando per un giorno le loro presse e i loro tapirulan all&#8217;occhio sfaticato dei capireparto magrebini.</p>
<p>Li voglio sulle rive dell&#8217;Arno, incazzati e violenti, a far prove di intifada. E allora sì che il ghigno deforme di Bossi acquisterebbe un valore eroico, allora sì che la incerta e sudata postura di Calderoli sarebbe degno presagio di un soqquadro epocale. Vorrei che squadracce di agricoltori brianzoli, insieme a  turgidi fornai subalpini, avanzassero inneggiando al Va&#8217; Pensiero dietro ad Olindi non più Romani, tirandosi dietro i fantocci di paglia di negri e cinesi da prendere a metaforiche e maschie vangate.</p>
<p>Vorrei che gruppi di figli di papà veneti avanzassero con i loro iPhone per rivendicare terra, terriccio e libertà, e che potessero saziarsi alle fontane di Firenze, pisciando contro i muri di campo di marte. E poi vorrei che potessero entrare nei borghi umbri rubando salsicce e salami, sbavando parolacce indicibili con desinenze in -accio, e poi scavalcare gli Appennini per far l&#8217;Italia  e gli italiani.</p>
<p>E poi li vorrei a Roma a piazza del Popolo, ubriachi di libertà, indecisi e frementi come un cane di fronte a una lucertola, pronti per far quello che hanno sempre voluto fare. Per far vedere loro chi è che mette sotto la padania, chi è che ci vuol prendere per il culo e rubarci i soldi.</p>
<p>E poi, al tramonto, finire i panini con la bresaola, farsi un&#8217;ultima pisciatina sulla fontana di Trevi, e tornare indietro nei loro paeselli senza sole. Stanchi e colmi di emozioni. A raccontare a Gianni il barista e a quella spugna di Bepin di quando son scesi giù al sud a sputar per terra e tirar giù i romani dai letti.</p>
<p>Di quella volta che gliel&#8217;han fatta vedere loro l&#8217;italia agli italiani.</p>
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		<title>Uni</title>
		<link>http://www.terzadicopertina.com/2010/uni/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 17:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[For a better life]]></category>

		<category><![CDATA[cose adolescenziali]]></category>

		<category><![CDATA[stanghette spioventi]]></category>

		<category><![CDATA[uni]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando avevo diciassette anni ascoltavo i Dire Straits. E mi piacevano. Tra le canzoni che più mi piacevano c&#8217;era questa, che si chiama Brothers in Arms. Mi piaceva la musica, e, secondo me, anche le parole, anche se non le capivo, perché al liceo facevo francese. Mi piacevano a orecchio, le parole. E c&#8217;era questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando avevo diciassette anni ascoltavo i Dire Straits. E mi piacevano. Tra le canzoni che più mi piacevano c&#8217;era questa, che si chiama Brothers in Arms. Mi piaceva la musica, e, secondo me, anche le parole, anche se non le capivo, perché al liceo facevo francese. Mi piacevano a orecchio, le parole. E c&#8217;era questo verso, che mi piaceva, che faceva così: we have just one world, but we live in different ones. Ora, io qualcosa pensavo di capirci, per sentito dire, tipo world, live, le parole così, quelle facili. Però la traduzione mi veniva una cosa tipo Noi abbiamo solo un mondo, ma viviamo in differenti uni. Non era un granché, in effetti, però la tenevo così, perché sta cosa di stare ciascuno sopra il proprio uno era bella. Io mi immaginavo proprio che stavamo tutti su questi uni piantati a terra, in bilico sulla punta, e poi alcuni scivolavano dalla stanghetta spiovente dell&#8217;uno. Questo era brutto perché significava che quello lì s&#8217;era perso, abbandonando la società delle persone sugli uni.<br />
Poi dopo ho pensato che forse, nel significato della canzone, non era proprio un bene che stessimo su questi uni, senza fare cose insieme. Da quello ho capito che forse, rispetto a questa cosa del fare cose insieme, c&#8217;ho avuto l&#8217;adolescenza un po&#8217; lunga.</p>
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		<title>Procedura di avvio</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 17:45:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[mero vissuto]]></category>

		<category><![CDATA[risveglio]]></category>

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		<description><![CDATA[TA-DA-TA-DAAA- Buongiorno, prima edizione del tiggicinque eccetera eccetera - Ok è mattina, dimentica quello che stavi facendo nell’ultimo sogno - Assicurati che l’ultimo sogno non abbia lasciato segni indelebili nel tuo cervello - Assicurati che l’ultimo sogno non abbia coinvolto passanti - Assicurati, soprattutto, che l’ultimo sogno non abbia coinvolto il tuo coinquilino - Girati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TA-DA-TA-DAAA- Buongiorno, prima edizione del tiggicinque eccetera eccetera - Ok è mattina, dimentica quello che stavi facendo nell’ultimo sogno - Assicurati che l’ultimo sogno non abbia lasciato segni indelebili nel tuo cervello - Assicurati che l’ultimo sogno non abbia coinvolto passanti - Assicurati, soprattutto, che l’ultimo sogno non abbia coinvolto il tuo coinquilino -<strong> Girati e fa finta di essere pronto per un sereno risveglio</strong> - Ma non ora, tra 98 secondi esatti - Rimettiti comodo col faccione sul cuscino - TA-DA-TA-DAA assicurati che quella che stai sentendo in tivvù sia effettivamentela voce di Barbara D’Urso e ricordati con fredda razionalità che Mattino 5 va in onda alle 8.40 - Assicurati che il tuo microsogno dei 98 secondi non abbia coinvolto nessuno dei conduttori Mediaset - Assicurati soprattutto che il stuo microsogno non abbia coinvolto il tuo coinquilino vestito da conduttore Mediaset - Realizza che tu devi stare in ufficio alle ore 9.00 - Deduci che non potresti in nessun caso arrivare in tempo - Ricordati che di là c’è un coinquilino che sicuramente aspetterà un tuo segno per svegliarsi - <strong>Ricordati che, per convenzione, quel segno è lo scroscio severo dello sciacquone</strong> - Convieni che il metodo per andare in bagno senza muoversi dal letto dovrà essere perfezionato - E anche quello per mandare qualcuno a pisciarti - O a pisciarne - Riassumi i tratti salienti del look che ieri sera hai deciso di adottare per oggi - Convieni che nessuna delle cose previste per il tuo look sono esistenti - Tipo il maglioncino beige - <strong>Tu non sai cosa sia il beige</strong> - E soprattutto non sai se si scrive così - No, il tuo coinquilino non è beige - Nemmeno pisciandovi - Barbara D’Urso è di già insopportabile, vuol dire che sono le 8.51 - Devi andare - Cazzo - Devi andare - Dalla stanza del tuo coinquilino nessun segno di vita - Sciacquone - Ecco cosa dovevi tirare, lo sciacquone - Solo lo sciacquone, porco - Porco sarai tu, pazza - Vai a pisciare - Pisci - Ti lavi i denti - Pisci - Ti lavi i denti - Basta con questo trucchetto, l’entropia non ti aiuterà - E nemmno la vile stocastica - Tiri lo sciacquone, conscio di aver avuto un ruolo sociale molto importante - Sono le 9.00 e non sei in ufficio - Sei nudo e non sei in ufficio - Ma con dei denti pulitissimi - Ti metti su i jeans sdruciti e il maglioncino a righe - Che merda che sei - E non parlo del maglioncino - Ma dei jeans - <strong>Ripassi meccanicamente la regola delle tre P: portafogli, pellulare, phiavi</strong> - Metti su il giaccone - Occazzo, il coinquilino - Senti che Barbara D’Urso si è trasferita in camera sua, ma di lui nessuna traccia viva - Ritiri lo sciacquone - E ancora - Senti distintamente uno Yawhn - Che curiosamente ha lo stesso tetagramma della parola Yahweh - Ti dilunghi in digressioni sulla tradizione elohista dell’antico testamento - Tiri ancora lo sciacquone - <strong>Pure questo è un modo di parlare con dio, no?</strong> - Vai in camera e accendi la tivvù su MTV - Popporno - A tutto volume - Sono le 9.09 - L’inquilino esce dalla camera - oddio camera - Con lo spazzolino in mano - Dopo nove secondi è pronto - Temi che ci siano relazioni con l’atto del pisciarne - Relazioni che non conosci - Siete pronti, alla porta, con il sacchetto della spazzatura in mano - Uscite, sono le 9.14 - Vi avviate serenamente verso una nuova giornata - Correte un po’ - Correte lentamente - Con serenità - Da adulti - Arrivate in ufficio alle 9.20 - Vi godete la genialata di aver preso casa sotto l’ufficio - Entrate -Siete in orario - <strong>Siete nel vostro orario </strong>- La segretaria vi dice “Buongiorno!” - voi rispondete, educatamente - forse un tantinello meccanici - Rispondete: “<strong>Pisciarne!</strong>”</p>
<p><em>[grazie a <strong><a href="http://www.achiarelettere.com" target="_blank">Teiluj </a></strong>per aver <strong><a href="http://achiaritumblr.tumblr.com/post/77428376/la-mia-procedura-di-avvio-molto-pi-semplice">salvato </a></strong>questa roba che, altrimenti, sarebbe andata persa. Sapete con chi prendervela] </em></p>
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		<title>Dio onnipotente</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 16:31:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[For a better life]]></category>

		<category><![CDATA[Nemmeno un dio per pisciare]]></category>

		<category><![CDATA[dio]]></category>

		<category><![CDATA[religioni]]></category>

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		<description><![CDATA[ Imbecilli. Se dio è onnipotente può fare ciò che vuole. E può assumere l'aspetto che vuole. Del vecchio, del triangolo, di Visnù, o del niente. Volete che ci sia? e lui non c'è. Toh. Arrivate lì, e dopo aver passato una vita a rimettere i debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e vi trovate con un niente, un cazzo di niente. Immaginatevi un paradiso vuoto, bianco e con un profumo di vernel. E l'eternità. Eterna eternità eterna, una vera sega insomma. Una vera sega.

Se dio è onnipotente, può fare anche questo. E voi provate a dare il dono dell'onnipotenza a uno al quale avete massacrato le palle per migliaia di anni con spocchiose e certissime fedi, con indagini dottissime sulla sua esistenza, e capirete che probabilmente, quel che può fare, lo farà.

O peggio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Imbecilli. Se dio è onnipotente può fare ciò che vuole. E può assumere l&#8217;aspetto che vuole. Del vecchio, del triangolo, di Visnù, o del niente. Volete che ci sia? e lui non c&#8217;è. Toh. Arrivate lì, e dopo aver passato una vita a rimettere i debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e vi trovate con un niente, un cazzo di niente. Immaginatevi un paradiso vuoto, bianco e con un profumo di vernel. E l&#8217;eternità. Eterna eternità eterna, una vera sega insomma. Una vera sega.</p>
<p>Se dio è onnipotente, può fare anche questo. E voi provate a dare il dono dell&#8217;onnipotenza a uno al quale avete massacrato le palle per migliaia di anni con spocchiose e certissime fedi, con indagini dottissime sulla sua esistenza, e capirete che probabilmente, quel che può fare, lo farà.</p>
<p>O peggio.</p>
<p>Lo avete creduto dio degli eserciti? E lui vi si fa trovare in lambretta e camicia a fiori, con in bocca una canzoncina di Mal.<br />
Io già vi vedo, voi cattolici, che arrivate là, ancora intubati o con i pezzi di lamiera addosso, che vi chiedete &#8220;ok, adesso ecco che si fa vedere e vi dimostro che avevo ragione&#8221; e invece ci trovate Allah, determinato, esotico e sudato come un urlo di Tardelli. E i musulmani, a brandelli, che stan lì ad aspettare le vergini rosa e paffutelle e che invece ci trovano Geova con tutti i suoi citofoni. E gli indù che si aspettano di vedere una di quelle cose con un sacco di braccia e intarsi di rubino e che ci trovano solo un&#8217;equazione a sette incognite. E i buddisti che vengono accolti da una manica di conigliette di playboy con il vizio del pene. E poi ebrei, scintoisti, evangelici dell&#8217;ultima ora, seguaci del coito vaginale, tifosi dell&#8217;albinoleffe, acconciatori maschili, tutti a bocca asciutta, con un dio ostinato, contrario e deludente. Persi in un&#8217;eternità di vuoto intergalattico, a maledire le fedi, le preghiere e gli inginocchiatoi.</p>
<p>E noi, anticristi e bestemmiatori, davanti a un san pietro da cineteca, a disinfettare le croste a san sebastiano, con mille angioletti asessuati a intonare canti con le chitarrine, le oransoda e il giro di Do.<br />
E dio onnipotente, a scompisciarsi dalle risate, all&#8217;ombra primaverile di una radice di due.</p>
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		<title>Genealogia della crisi</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 22:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Timesnewroman]]></category>

		<category><![CDATA[crisi]]></category>

		<category><![CDATA[economia]]></category>

		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[La signora Maria era sposata con il signor Mario, contadino dai calli gommosi.

Il signor Mario raccoglieva zucchine, finocchi e pomodori, la signora Maria lavava casa e faceva dei lavori a uncinetto che vendeva al mercato, il sabato, lavori di un giallino tenue, come la sua pelle. Avevano un cane intelligentissimo, Folco, che faceva la guardia ai polli e alle galline. I bambini della signora Maria e del signor Mario erano Gianluca e Francesca. Gianluca era pigro e riflessivo, Francesca era sveglia e simpatica. Francesca fece l'università perché voleva fare il medico. Gianluca fece il meccanico. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La signora Maria era sposata con il signor Mario, contadino dai calli gommosi.</p>
<p>Il signor Mario raccoglieva zucchine, finocchi e pomodori, la signora Maria lavava casa e faceva dei lavori a uncinetto che vendeva al mercato, il sabato, lavori di un giallino tenue, come la sua pelle. Avevano un cane intelligentissimo, Folco, che faceva la guardia ai polli e alle galline. I bambini della signora Maria e del signor Mario erano Gianluca e Francesca. Gianluca era pigro e riflessivo, Francesca era sveglia e simpatica. Francesca fece l&#8217;università perché voleva fare il medico. Gianluca fece il meccanico. Francesca finì poi per fare la fisioterapista. Mario intanto morì, ma come muoiono i morti vecchi, con la delicatezza dell&#8217;erba medica. La signora Maria restò addolorata in casa, a guardare la televisione. Le piacevano Loretta Goggi e Fantastico tre.</p>
<p>Gianluca ebbe tre figli, Antonio, Luca e Beatrice. Beatrice aveva una spiccata propensione per il canto. Antonio era debole di salute. Antonio non finì le medie e andò a lavorare in un centro per vecchi, da assistente e accompagnatore. Gianluca comprò due macchine, una per sé e una per Luca, esperto nuotatore con la passione per la velocità. Quella sua la ruppe dopo nemmeno un mese, sulla A1 all&#8217;altezza di Barberino del Mugello. Beatrice intanto aveva finito il liceo, con il massimo dei voti. Beatrice era molto carina e la presero come annunciatrice alla tivvù.</p>
<p>Luca amava le donne, ne lasciò tante, una dopo l&#8217;altra, e sfrecciava con la sua BMW, e le sue donne. Beatrice comprò una casa in Toscana e si sposò un inglese conosciuto a Montepulciano, il signor David, ingegnere edile. Maria era morta da 3 anni, la casa del signor Mario finì in affitto a una coppia di studenti calabresi, per seicentomila lire al mese, riscaldamento escluso. Antonio andava a pranzo da Beatrice, la domenica, e portava le paste. Fino a che Beatrice non si trasferì a Milano. Allora Antonio continuò ad andare in pasticceria, la domenica, ma prendeva solo un cannolo con la panna, per sé, un cannolo che sapeva di stoppie bruciate. Luca provò a fare l&#8217;assicuratore, per qualche mese, ma con scarsi risultati. Lo tenevano lì solo perché avevano rispetto di Gianluca. Beatrice e David ebbero un figlio, Salvatore, che a scuola andava benissimo, soprattutto in matematica. Antonio era pazzo di Salvatore e quando tornava da Milano lo portava a vedere le partite della Maceratese.</p>
<p>Alla morte di Francesca, la casa di Mario fu venduta e con il ricavato Gianluca acquistò un bilocale per Antonio, così magari ci andava a vivere con qualcuna. Luca beveva troppo. Beatrice finì in una di quelle trasmissioni con molti opinionisti, sulla penultima sedia a sinistra. Lasciò David dopo che questi gli aveva confessato una scappatella con la barista diciottenne, Silvia, troia delicata. Luca provò a lavorare alla Indesit, come ragioniere, ma spendeva quasi quattrocento euro di sigarette e sambuca. Salvatore dopo la maturità fece un anno di Scienze della Comunicazione, ma poi trovò lavoro come agente di commercio, vendeva ricambi per auto.</p>
<p>Luca perse il lavoro e chiese dei soldi a Salvatore, di nascosto da Beatrice. Salvatore gli disse che poteva dargli solo cinquecento euro, perché di più non ne aveva da parte. Si incontrarono in una trattoria. In tivvù c&#8217;era Beatrice che leggeva l&#8217;oroscopo di marzo, in una di quelle tivvù locali con le pubblicità dei concessionari auto dappertutto. Luca ordinò una coscia di pollo con le patate, Salvatore una pizza alle verdure. In quella trattoria non si mangiava bene, il pollo era cotto male, e le verdure non sapevano di niente.  Entrambi scansarono il rosmarino. Salvatore tirò fuori i soldi e li posò sul tovagliolo di Luca. Luca li mise in tasca con un gesto veloce, per non dare nell&#8217;occhio. Finirono di mangiare velocemente, si salutarono sulla porta. Sul piatto erano rimasti un po&#8217; di pollo attaccato all&#8217;osso, qualche rondella di zucchina e una pelle di pomodoro.</p>
<p>La pelle di pomodoro pendeva dal bordo del piatto, sopra la tovaglietta di carta, tra la P e la Y di una scritta dorata con troppe grazie, Happy Hour, diceva. Happy Hour.</p>
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		<title>Lettera a un amico che deve (farsi) divorziare</title>
		<link>http://www.terzadicopertina.com/2009/lettera-ad-un-amico-che-deve-farsi-divorziare/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 13:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[For a better life]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro amico,
lo sai, io non sono poi così d&#8217;accordo, sul fatto di andare dall&#8217;avvocato. Sì, insomma, si sa che se vai lì a divorziare poi finisce che devi sborsare un sacco di soldi, assegni, mantenimenti, robe per i figli, parcheggio. Io avrei un&#8217;altra strategia. Vuoi divorziare per motivi tuoi, senza che lei abbia in alcun [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro amico,<br />
lo sai, io non sono poi così d&#8217;accordo, sul fatto di andare dall&#8217;avvocato. Sì, insomma, si sa che se vai lì a divorziare poi finisce che devi sborsare un sacco di soldi, assegni, mantenimenti, robe per i figli, parcheggio. Io avrei un&#8217;altra strategia. Vuoi divorziare per motivi tuoi, senza che lei abbia in alcun modo manifestato la volontà di farlo? Rivuoi la tua libertà di fanciulletto? Beh, lascia stare l&#8217;avvocato e seguimi.</p>
<p>Se la tua vita coniugale, come credo, comincia ad assomigliare alle ultime puntate di quella casa nella prateria, quando la figlia cominciava timidamente a prostituirsi e il padre contadino era ormai diventato un&#8217;icona gay, tu non dire nulla, fa finta di niente e sorridi. Questo è importante. Sorridi, e, dopo qualche giorno, approfittando del fatto che la casa nella prateria la danno solo per un&#8217;oretta la mattina, prendi da parte la moglie con buon garbo e le dici questo: &#8220;amore, entro 15 secondi esatti io sarò definitivamente ed irrevocabilmente cambiato. Esatto, cambiato. Avrò mutato modo di fare, credo religioso, colore preferito e ordine di preliminari praticati. Non mi riconoscerai più, lo so, sarà terribile. Per questo, ti consiglio di predere le distanze da me e dalla mia orrenda condizione. Ora io mi volterò e tu non ci sarai più, ok? Zac!&#8221;.</p>
<p>Ok, in genere questa cosa funziona e non c&#8217;è bisogno d&#8217;altro.  Le donne, infatti, sono terribilmente spaventate dalle cose che cambiano, hai mai visto i loro occhi di fronte al naturale evolversi delle gradazioni di ocra nella tue mutande?</p>
<p>Ci son dei casi però nei quali si rende necessario un supplemento di azione. Bene. Sorridi, questo è importante. Per te non è un problema, devi solo seguire un piano preciso, l&#8217;hai già fatto altre volte, ricordi quando decidesti di depilare i kiwi prima di mangiarli? E&#8217; la stessa cosa. Solo che questa volta non c&#8217;entra il sesso.</p>
<p>Il giorno dopo, con serenità, ti alzi dal letto, vai in bagno, abbassi il coperchio del water e fai ciò che devi fare. Poi  cospargi di porporina dorata i bordi, per evidenziare l&#8217;effetto artistico della tua creazione.  Quindi torni a letto, seguendo la scia che hai lasciato all&#8217;andata, e ti rimetti a dormire. In questa fase è importante che tu non smetta mai di far pipì, ma se stai sognando quello che credo, non dovrebbe essere un problema.</p>
<p>A questo punto, questa è la fase più difficile da affrontare, lei mostrerà di aver capito il tuo gioco  e ti dirà qualcosa del genere: &#8220;Se speri di rovinare il nostro matrimonio costringendomi a lasciarti, sbagli di grosso&#8221;. A questo punto devi assicurarti che lei non abbia mai partecipato ad un campionato di fantacalcio a 12, altrimenti potrebbe aver ragione. Se non lo ha fatto, è spacciata. Perché a questo punto tu cominci la tua inesorabile excalation. Ma devi essere convinto. Devi essere certo di poter continuare così per sempre. Per sempre. Se sei un uomo, e se quel tuo modo di guardare i frutti di mare non mi ingannano, tu lo sei,  puoi riuscirci senza problemi. Ricordi la porporina? Beh, il giorno dopo provi a fare la stessa cosa da lontano, bendato, e vincere il premio, che nel frattempo avrai inventato, di guarnizione acrobatica. Vedrai che ti tornerà utile anche per la carbonara. Lei allora si spazientirà e ti dirà cose da donne, del tipo: &#8220;sei una merda, ho mal di testa, mi è sempre piaciuto il tuo amico, ho mal di testa, quella cosa non era il mio clitoride&#8221;.</p>
<p>Tu allora devi sorridere, è molto importante. Tu devi risponderle con calma e con fermezza: &#8220;nel nome del nostro amore, ti consiglio di proteggerti da me, ho un male terribile, ti amo, prendo anche un tramezzino&#8221;. Dai, son le solite cose che dici ogni mattina al tuo barista. A pranzo, poi, le riporti una splendida rosa rossa. Questa è la tattica che in genere utilizza l&#8217;attacco dell&#8217;Udinese per non dar dei punti di riferimento alle difese. E non sto facendo ironia su Quagliarella. Ti ripeto che non c&#8217;entra il sesso.</p>
<p>La sera vai a letto e ti sistemi con la pizza tonno e cipolla e la birra sul cuscino, cosa che avresti voluto fare da tempo, e leggi la gazzetta dello sport. Per tutta la notte. A voce alta. In piedi. Sui tacchi alti. A rutti. Comprese le croste bruciacchiate. Beh sì, qui un po&#8217; c&#8217;entra il esso. Comunque sarai molto felice di farlo, a meno che tu non abbia mai giocato a calcetto nel fango, ma sono certo che l&#8217;hai fatto. Se non altro per la cipolla. A questo punto lei avrà già adottato la tattica dello stoicismo da fine ciclo. Ma quello che per lei sarà una sfida titanica in grado di scardinare le sue convinzioni e la sua biologica austerità, per te dovrà essere un piacere. Sì, come quando facevate l&#8217;amore. Non avrà scampo.</p>
<p>La mattina dopo vai al lavoro e lei si sentirà al sicuro. Ma non sa ancora che il lavoro è il suo.<br />
Ti presenti lì con un mazzo di oleandri silvestri e col pigiama di dragon ball. Sì il pigiama che hai sempre tenuto nascosto nel cassetto delle mutande sporche. Sì il cassetto che hai sempre tenuto nascosto sotto il letto. Sì proprio il letto che hai sempre tenuto nascosto a casa di Tatjana. Ora si spiegano quelle gradazioni di ocra.</p>
<p>Lei si vergognerà tantissimo, perché gli oleandri saranno in numero pari, ma farà finta di niente, anche perché con quel nome non potrà avere in nessun modo un permesso di soggiorno, e poi perché è pur sempre una donna, e le donne sono abituate a far finta di niente. Sì, a far finta. Ok, lascia perdere, ne riparliamo dopo.</p>
<p>Allora tu torni a casa e dai il via alla fase semantica del progetto.<br />
A tavola, con serenità le annunci che a partire da quel minuto esatto tu sarai costretto a parlare usando solo nomi di calciatori degli anni 80. E così un tuo sogno, se non altro, l&#8217;avrai realizzato. Ah, non scordare mai di ripetere le due paroline magiche: PER SEMPRE. Le donne questo non lo sopportano. Non lo sopporteresti nemmeno tu se la tua vita fosse scandita da microcicli di 28 giorni con all&#8217;interno una serie di cose terribili tipo il dover fare delle uova e poi distruggerle. Senza utilizzare padelle antiaderenti, per altro.<br />
In ogni caso, a questo punto, il tuo obiettivo non è ancora raggiunto, nonostante le gradazioni di ocra possano lasciartelo credere.</p>
<p>Non hai ancora cominciato a ricamare con i ciuffi di polvere, ad esempio, e nemmeno hai fatto la pipì nel lavandino. Sì, ok, quello l&#8217;hai già fatto tante volte, ma non con lei che si lava i denti.<br />
Non con lei che si lava i tuoi denti.<br />
Perché a questo punto è probabile che lei sia passata, in maniera femminilmente asistematica, alle maniere forti. Ed è a questo punto che tu dovrai imparare a saper valorizzare le tue ferite. Ti sei mai chiesto perché anche una piccolissima feritina si ricompone dopo qualche minuto invece di lasciarti morire dissanguato, come ogni etica della responsabilità imporrebbe? Per le crosticine. Ecco, le crosticine stanno benissimo sulle carni bianche, come le unghie. Non per niente anche i negri hanno le mani e piedi bianchi, no? Beh sul pollo è uguale. A lei piaceranno. Almeno fino a quando le rivelarai festoso che le unghie sono effettivamente del pollo. Negro anche lui. Paolo Negro. Discreto terzino. Ricordi il tuo progetto semantico? Arrivati fin qui lei sarà un po&#8217; stanca.</p>
<p>Ma avrà ancora le amiche. Beh, sì, quella roba tipo amiche che hanno le donne. Ecco, allora tu le inviterai tutte per un aperitivo a casa vostra. Ma non prima di aver reso croccanti tutte le tende e le tovaglie di casa. Sì, croccanti. Certo, servirà molto bianco d&#8217;uovo, o della calce. Ma va bene anche dello sperma. Ok questo ti è più consueto, devi solo rifare quello che facevi anni fa con Edwige Fenech. E poi ricorda che stai parlando da due giorni usando solo calciatori degli anni &#8216;80, lo sperma sarà nella credenza vicino ai tegolini, come al solito. Lei andrà su tutte le furie. Anche le amiche. Non nel senso del cavallo. Beh le amiche sì. In qualche modo dovrai anche spiegare dove hai trovato tutto quello sperma, no? Ecco questa è l&#8217;ora dell&#8217;avvocato.</p>
<p>Del suo avvocato, a questo punto.</p>
<p>Tu sorridi, è importante. Lei cercherà di dimostrare la tua orrenda deviazione, il tuo essere incivile e incostante, il tuo modo di vivere incompatibile con la società, insomma, cercherà di spiegargli che sei maschio. Per la data di nascita invece non dovrebbe essere così difficile. A meno che l&#8217;Inter non ti abbia comprato da una squadra africana. L&#8217;avvocato cercherà di confonderti, puntando su armi come la dialettica, la retorica, il fatto che tu da ore stia facendo pipì nel lavandino, le crosticine.  Ma tu sorriderai e non ti lascerai ingannare. Dirai di no a tutto e ti dichiarerai prigioniero politico. Certo, a quel punto dovrai smettere di fare pipì. Ma a quell&#8217;ora le amiche di tua moglie saranno già andate via.</p>
<p>Nei giorni successivi, detti anche del ricatto sornione, o della merla, a seconda del periodo in cui tu deciderai di divorziare, dovrai continuare  semplicemente a fare quel che hai sempre fatto: mettere le bucce dei mandarini dentro il vaso indiano, utilizzare la tovaglia per soffiarti il naso, utilizzare la tovaglia per toccare tua moglie, utilizzare la tovaglia per evitare di ingravidarla, utilizzare la tovaglia per ingravidarla. Certo, non dovrai mai dimenticare di restare sempre te stesso. Non dovrai mai dare a vedere di fare qualcosa di innaturale. E&#8217; quella d&#8217;altronde la tua arma vincente, a lei non verrà mai in mente di fare la pipì a effetto. A meno che non sia Del Piero. O se anche dovesse esserlo, che almeno il Piero non sia un violento. Ma tanto a quell&#8217;ora le crosticine dovrebbero già essere gommose, quindi non dovrai temere il dolore, o le punizioni, dal limite almeno, sennò nessun problema, le batte Nedved.</p>
<p>Sii ragionevole, come può farti paura il dolore? Hai superato quella terribile influenza di quest&#8217;inverno! A letto! Da solo! Usando solo caramelle gommose! E poi, dai,  non potrà mica obbligarti a partorire? Non se dimostrerai di avere il ciclo, almeno. E questo non dovrebbe essere un problema. Non se le carni bianche, e le unghie, avranno fatto il loro effetto nel tuo intestino.  A quel punto lei tenterà l&#8217;ultima disperata mossa.</p>
<p>I figli.</p>
<p>Ti dirà che li porterà con sé,  e che glieli affideranno di sicuro. Ti dirà che prima o poi la smetterai di fare il coglione, se non vorrai vedere i tuoi pargoli solo in fotografia. Sì, ok, lì anche tu tentennerai, chi non lo farebbe?  Sappiamo entrambi quanto l&#8217;Inter può pagare  un dodicenne africano, no? Bene, è qui che vincerai la tua guerra. Perché è in questo momento che tu le dirai questa semplice frase: &#8220;I figli non sono tuoi, li ho avuti con un&#8217;altra donna&#8221;. Lei strabuzzerà gli occhi. Poi ribatterà, in tutta la sua severa femminilità: &#8220;Deficiente, li ho visti scappare dalla mia vagina!&#8221;. Tu allora le darai una pacca sulla spalla, e implacabile, le sussurrerai: &#8220;C&#8217;è da capirli, poveri piccoli, io invece, i Gormiti, glieli ho comprati, io!&#8221;.</p>
<p><em>Nota metodologico-morale: divorziare è brutto e se divorzi Gesù piange. In ogni caso le indicazioni valgono anche per le donne, che saluto calorosamente. Basta aggiungere una S prima dei verbi transitivi.  </em></p>
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		<title>La guerra, la fame e il pesce sperso</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 21:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Mano sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[Mia nonna era povera e quando cucinava non aveva mai niente da mettere nel sugo.
La carne era un lusso delle feste, il pesce era una cosa viva che stava nel fiume e, forse, nel mare. Però mia nonna aveva una ricetta che tirava fuori quando il solito sugo diventava ripetitivo: era la ricetta del &#8220;pesce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mia nonna era povera e quando cucinava non aveva mai niente da mettere nel sugo.<br />
La carne era un lusso delle feste, il pesce era una cosa viva che stava nel fiume e, forse, nel mare. Però mia nonna aveva una ricetta che tirava fuori quando il solito sugo diventava ripetitivo: era la ricetta del &#8220;pesce sperso&#8221;, una ricetta che qualcuno in Abruzzo ancora se la ricorda. Faceva  un sugo timido e lo trattava come se dentro avesse dovuto cuocerci un pesce. E ci metteva il prezzemolo e l&#8217;aglio e tutte quelle cose profumate da pesce. E allora l&#8217;odore ricordava quello di un sugo vero, di mare, e magari qualcuno per qualche istante immaginava pure di mangiarselo, il pesce.</p>
<p>In Vietnam, invece, qualche anno più tardi, durante la guerra, la povertà era diversa.  Lì la gente moriva più per altre cose, e quindi non moriva molto per fame. Però spesso le famiglie si ritrovavano a dover stare nascoste nella boscaglia per cercare almeno di morire di fame, invece che di bombe e di marines. Nella boscaglia di certo pesci non ce n&#8217;erano, ma si racconta che le nonne e le mamme vietnamite usavano una ricetta simile a quella di mia nonna: facevano la loro zuppetta, ché lì il sugo non andava molto, e, per evocare il ricordo del pesce, ci mettevano sopra un pescetto di legno. Era sperso anche lì il pesce, però faceva fare un bel figurone quando lo portavi in tavola ai bimbetti vietcong.<br />
Non so davvero come abbia fatto mia nonna a spiegare la ricetta alle signore vietnamite, perché mia nonna non aveva mica la patente e non è mai andata fin laggiù; probabilmente alle persone povere viene in mente questa cosa del pesce, non so, ma comunque poi in Italia le cose da mangiare sono aumentate, nel sugo han preferito metterci gli animali veri e la gente ha imparato a morire in altri modi.<br />
In Vietnam invece è terminata la guerra, e il Vietnam ha pure vinto. Peccato che poi mia nonna sia morta e che anche lì non siano riusciti a morir tutti di fame, altrimenti adesso magari a Gaza non dovrebbero arrangiarsi con quel sugo che non sa di niente. Lì che poi son davvero  sfortunati perché c&#8217;è pure tanta polvere, anche lì ci avrebbe pensato mia nonna col prezzemolo, l&#8217;aglio e tutte quelle cose profumate da pesce.</p>
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		<title>Nel nulla eterno</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 21:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[buco nero]]></category>

		<category><![CDATA[epicuro]]></category>

		<category><![CDATA[filosofia]]></category>

		<category><![CDATA[morte]]></category>

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		<description><![CDATA[Di questi tempi cadere nel nulla eterno o bere uno spritz al bar centrale è, grosso modo, una vicenda di pari dignità ontologica. Buchi neri ci insidiano così come noi abbiamo insidiato buchi neri ai nostri debitori. E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

In Svizzera, terra da tempo dedicata alla ricerca di metodi di sterminio biologici, si è giunti finalmente ad un risultato: il 10 settembre il mondo, per così dire, finirà.
E sti grandissimi cazzi.
Come se la fine del mondo fosse stata programmata per prendere per il culo tutte le coppie di torri newyorkesi e le loro anguste ricorrenze. Nessun 11 settembre per il mondo, si andrà tutti a far la tabellina del pi greco ben prima di cena, e un saluto ai marinai. La tentazione sarebbe di cacarsi dignitosamente sotto. E invece no. Spieghiamoci...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di questi tempi cadere nel nulla eterno o bere uno spritz al bar centrale sono, grosso modo, vicende di pari dignità ontologica. Buchi neri ci insidiano così come noi abbiamo insidiato buchi neri ai nostri debitori. E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.</p>
<p>In Svizzera, terra da tempo dedicata alla ricerca di metodi di sterminio biologici, si è giunti finalmente ad un risultato: il 10 settembre il mondo, per così dire, finirà.<br />
E sti grandissimi cazzi.<br />
Come se la fine del mondo fosse stata programmata per prendere per il culo tutte le coppie di torri newyorkesi e le loro anguste ricorrenze. Nessun 11 settembre per il mondo, si andrà tutti a far la tabellina del pi greco ben prima di cena, e un saluto ai marinai. La tentazione sarebbe di cacarsi dignitosamnete sotto. E invece no. Spieghiamoci.</p>
<p>Epicuro, uno di quei filosofi di cui un cinese non dovrebbe mai parlare in presenza di omosessuali, affermava di non avere alcun timore nei confronti della morte, in quanto, sosteneva:<br />
&#8220;<em>Se ci sono io, non c&#8217;è la morte<br />
se c&#8217;è la morte non ci sono io</em>&#8220;.<br />
Timocrate, noto discepolo dell&#8217;Epi caucasico, amava obiettare che<br />
&#8220;<em>Ammettiamo che non ci sia io, ma che vi sia la morte.<br />
Gianni Minà potrebbe esservi dunque? Morte e Gainni Minà insieme  intendo, potrebbero darsi?</em>&#8221;<br />
Epicuro: &#8220;<em>Certo, ma io non ne avrei contezza, non essendoci, perché se ci son io, non c&#8217;è la morte, e viceversa</em>&#8221;<br />
Timocrate: &#8220;<em>E sia, ma se il Minà ci fosse, la morte non ci sarebbe, quindi ci sarei io</em>&#8221;<br />
Epicuro: &#8220;<em>Lampante</em>&#8221;<br />
Timocrate: &#8220;<em>Ne consegue che io potrei esserci e Gianni Minà al contempo</em>&#8221;<br />
Epicuro: &#8220;<em>Sei ad un passo dal capire il senso della morte</em>&#8220;.<br />
Timocrate: &#8220;<em>Sono appagato dall&#8217;iperbole</em>&#8221;<br />
Epicuro: &#8220;<em>Troia</em>&#8220;.<br />
A questo paradosso l&#8217;Osservatore Romano, organo della Santa Sede, <a href="http://www.loccidentale.it/articolo/sull%27osservatore+romano+dubbi+sul+concetto+di+%22morte+cerebrale%22.0057183" target="_blank">ha provato a dare soluzione</a>, obiettando che non è sufficiente che non vi sia attività cerebrale per accertare la morte di una persona (si pensi ad Amadeus, o che so, ad una caldaia). E&#8217; invece necessario che vi sia anche disintegrazione del corpo. O asportazione, o decadimento di parti sostanziali di esso. A questo proposito il professor Becchi, in verità noto più come apposizione che come luminare, <a href="http://www.loccidentale.it/articolo/sull%27osservatore+romano+dubbi+sul+concetto+di+%22morte+cerebrale%22.0057183" target="_blank">rifiuta fermamente l&#8217;ipotesi di considerare cadavere</a> «una persona che ha 37 gradi di temperatura corporea, che è rosea in volta, calda al tatto». Una persona che ha 37 gradi di temperatura corporea, rosea in volto e calda al tatto può essere infatti una bistecca, ma non un cadavere. E, concorderete pacificamente, se c&#8217;è la bistecca non può esservi la morte.<br />
In questo caso Gianni Minà non può nulla. Sei appagato dall&#8217;iperbole? Troia.<br />
Fatto sta che l&#8217;incipiente buco nero, dovesse assorbirci con fauci da leviatano e consapevolezza da Milly Carlucci, assorbirebbe tutto il creato al contempo, in un solo attimo di disintegrazione. E allora, avanziamo provocando, ci sarebbe un sovrabbondare di morte, una morte vitale e vivace, che non lascerebbe spazio a nessun io sostanziale, ma solo ad una effervescente ed eterea attività cerebrale. Un unico enorme cervello pensante senza alcun corpo e senza pensiero, risucchiato com&#8217;esso sarebbe dal buco nero. Per la rima vi devo qualcosa. Un cervello che non potrebbe pernsare niente, perché, porca puttana, se c&#8217;è un io  non c&#8217;è la morte e se c&#8217;è la morte un cervello non lo trovi nemmeno al Lidl, il lunedì mattina, con soli 30€.<br />
Un cervello che penserebbe se stesso pensante. Ed un corpo immerso nel nulla della morte. Una cosa tipo Cirino Pomicino da giovane alla meno uno.</p>
<p>In questo vacuo universo non ci sarebbero più dubbi sul se e sul quando staccare delle spine, né se lanciare buchi neri a divorar galassie. Ognuno penserebbe solo se stesso per tener fuori dalla porta l&#8217;orrenda mietitrice, che ormai sarà chiaro, se c&#8217;è lei non ci sei tu, se ci sei tu non c&#8217;è lei, un po&#8217; il rapporto che c&#8217;è tra una rosea bistecca e una cacca, anche più fredda di 37°, se bagnata con un Trebbiano d&#8217;Abruzzo. Non sarà nemmeno così difficile.<br />
Ti terrai il polso, farai finta di niente, e starai lì, col buco attorno. Tu sarai lì, la morte non ci sarà. Vivi come betulle. Però, penserai, però cazzo.</p>
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		<title>Non rubano le moto</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 22:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[amore]]></category>

		<category><![CDATA[camioncini]]></category>

		<category><![CDATA[cleptomania]]></category>

		<category><![CDATA[decappottabili]]></category>

		<category><![CDATA[moto]]></category>

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		<description><![CDATA[Una cosa che io non capisco è perché la gente non ruba le moto.

Voglio dire, le macchine no, perché rubar macchine è complicato, è roba da gente esperta, scassinare le portiere, avviare il motore con quei fili colorati, come nei film, è una cosa che uno normale non potrebbe mai fare così, per far qualcosa. Ma le moto.

Per dire, i motorini li legano ai pali, e le biciclette persino, quelle addirittura le annodano a certe ringhiere che dà pensiero solo a guardarle. Ma le moto. I cavalli! I cavalli li attaccano ai pali con delle funi resistentissime! Ma le moto.

Le moto le lasciano così, in bella vista senza nemmeno un legaccio. C'è una motocicletta blu...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una cosa che io non capisco è perché la gente non ruba le moto.</p>
<p>Voglio dire, le macchine no, perché rubar macchine è complicato, è roba da gente esperta, scassinare le portiere, avviare il motore con quei fili colorati, come nei film, è una cosa che uno normale non potrebbe mai fare così, per far qualcosa. Ma le moto.</p>
<p>Per dire, i motorini li legano ai pali, e le biciclette persino, quelle addirittura le annodano a certe ringhiere che dà pensiero solo a guardarle. Ma le moto.</p>
<p>I cavalli! I cavalli li attaccano ai pali con delle funi resistentissime! Ma le moto.</p>
<p>Le moto le lasciano così, in bella vista senza nemmeno un legaccio. C&#8217;è una motocicletta blu, vicino a dove io parcheggio la macchina, che sta sempre lì. Io ogni volta che ci passo davanti mi domando &#8220;ma non l&#8217;hanno ancora rubata?&#8221;, e così il giorno dopo, e l&#8217;altro ancora.</p>
<p>Una volta mi è venuto il dubbio che avesse delle radici per terra, per non farsi rubare. Ma no. Le moto le lasciano tutte in bella mostra, come se non fossero rubabili. Secondo me invece sono proprio facili da rubare, le moto.</p>
<p>Allora stasera, mentre aspettavo davanti ad uno spiazzo con tre moto, pensavo: ma se uno arriva con un camioncino e se le porta via? Chi se ne accorge? Secondo me nessuno ci pensa che le stai rubando, e ti lascerebbero fare. Magari ti metti una tuta blu con un scritta. Ma comunque, anche senza, nessuno direbbe niente. E magari, se va bene, il giorno dopo noleggi un autotreno e fai il giro della città. Ti carichi tutte le moto della città. Il giorno dopo, sui giornali, la notizia che in città son scomparse, tutt&#8217;a un tratto, 761 motociclette. Gialle, rosse, grandi e piccole. Nemmeno una moto in città.</p>
<p>Forse allora gli verrebbe il dubbio, alla gente, che le moto mica si lasciano così, senza riguardo. Mica per altro, ma è perché magari, il giorno dopo, potrebbero scomparire tutti quelli con i capelli rossi, e il giorno dopo tutti quelli che si chiamano Giorgio. Sai che casino.</p>
<p>Le cose incustodite son facili da rubare, se non sono attaccate a qualcosa. Può succedere che un camioncino passi e le porti via. Le moto, e le donne dagli occhi belli, son facili da caricare su dei camioncini, e da portar via.</p>
<p>Ma mai quanto le decappottabili. Quelle dan proprio sui nervi.</p>
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