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	<title>Terzadicopertina &#187; For a better life</title>
	<link>http://www.terzadicopertina.com</link>
	<description>utile come la</description>
	<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 22:51:48 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Nel nulla eterno</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 21:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[For a better life]]></category>

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		<description><![CDATA[Di questi tempi cadere nel nulla eterno o bere uno spritz al bar centrale è, grosso modo, una vicenda di pari dignità ontologica. Buchi neri ci insidiano così come noi abbiamo insidiato buchi neri ai nostri debitori. E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

In Svizzera, terra da tempo dedicata alla ricerca di metodi di sterminio biologici, si è giunti finalmente ad un risultato: il 10 settembre il mondo, per così dire, finirà.
E sti grandissimi cazzi.
Come se la fine del mondo fosse stata programmata per prendere per il culo tutte le coppie di torri newyorkesi e le loro anguste ricorrenze. Nessun 11 settembre per il mondo, si andrà tutti a far la tabellina del pi greco ben prima di cena, e un saluto ai marinai. La tentazione sarebbe di cacarsi dignitosamente sotto. E invece no. Spieghiamoci...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di questi tempi cadere nel nulla eterno o bere uno spritz al bar centrale sono, grosso modo, vicende di pari dignità ontologica. Buchi neri ci insidiano così come noi abbiamo insidiato buchi neri ai nostri debitori. E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.</p>
<p>In Svizzera, terra da tempo dedicata alla ricerca di metodi di sterminio biologici, si è giunti finalmente ad un risultato: il 10 settembre il mondo, per così dire, finirà.<br />
E sti grandissimi cazzi.<br />
Come se la fine del mondo fosse stata programmata per prendere per il culo tutte le coppie di torri newyorkesi e le loro anguste ricorrenze. Nessun 11 settembre per il mondo, si andrà tutti a far la tabellina del pi greco ben prima di cena, e un saluto ai marinai. La tentazione sarebbe di cacarsi dignitosamnete sotto. E invece no. Spieghiamoci.</p>
<p>Epicuro, uno di quei filosofi di cui un cinese non dovrebbe mai parlare in presenza di omosessuali, affermava di non avere alcun timore nei confronti della morte, in quanto, sosteneva:<br />
&#8220;<em>Se ci sono io, non c&#8217;è la morte<br />
se c&#8217;è la morte non ci sono io</em>&#8220;.<br />
Timocrate, noto discepolo dell&#8217;Epi caucasico, amava obiettare che<br />
&#8220;<em>Ammettiamo che non ci sia io, ma che vi sia la morte.<br />
Gianni Minà potrebbe esservi dunque? Morte e Gainni Minà insieme  intendo, potrebbero darsi?</em>&#8221;<br />
Epicuro: &#8220;<em>Certo, ma io non ne avrei contezza, non essendoci, perché se ci son io, non c&#8217;è la morte, e viceversa</em>&#8221;<br />
Timocrate: &#8220;<em>E sia, ma se il Minà ci fosse, la morte non ci sarebbe, quindi ci sarei io</em>&#8221;<br />
Epicuro: &#8220;<em>Lampante</em>&#8221;<br />
Timocrate: &#8220;<em>Ne consegue che io potrei esserci e Gianni Minà al contempo</em>&#8221;<br />
Epicuro: &#8220;<em>Sei ad un passo dal capire il senso della morte</em>&#8220;.<br />
Timocrate: &#8220;<em>Sono appagato dall&#8217;iperbole</em>&#8221;<br />
Epicuro: &#8220;<em>Troia</em>&#8220;.<br />
A questo paradosso l&#8217;Osservatore Romano, organo della Santa Sede, <a href="http://www.loccidentale.it/articolo/sull%27osservatore+romano+dubbi+sul+concetto+di+%22morte+cerebrale%22.0057183" target="_blank">ha provato a dare soluzione</a>, obiettando che non è sufficiente che non vi sia attività cerebrale per accertare la morte di una persona (si pensi ad Amadeus, o che so, ad una caldaia). E&#8217; invece necessario che vi sia anche disintegrazione del corpo. O asportazione, o decadimento di parti sostanziali di esso. A questo proposito il professor Becchi, in verità noto più come apposizione che come luminare, <a href="http://www.loccidentale.it/articolo/sull%27osservatore+romano+dubbi+sul+concetto+di+%22morte+cerebrale%22.0057183" target="_blank">rifiuta fermamente l&#8217;ipotesi di considerare cadavere</a> «una persona che ha 37 gradi di temperatura corporea, che è rosea in volta, calda al tatto». Una persona che ha 37 gradi di temperatura corporea, rosea in volto e calda al tatto può essere infatti una bistecca, ma non un cadavere. E, concorderete pacificamente, se c&#8217;è la bistecca non può esservi la morte.<br />
In questo caso Gianni Minà non può nulla. Sei appagato dall&#8217;iperbole? Troia.<br />
Fatto sta che l&#8217;incipiente buco nero, dovesse assorbirci con fauci da leviatano e consapevolezza da Milly Carlucci, assorbirebbe tutto il creato al contempo, in un solo attimo di disintegrazione. E allora, avanziamo provocando, ci sarebbe un sovrabbondare di morte, una morte vitale e vivace, che non lascerebbe spazio a nessun io sostanziale, ma solo ad una effervescente ed eterea attività cerebrale. Un unico enorme cervello pensante senza alcun corpo e senza pensiero, risucchiato com&#8217;esso sarebbe dal buco nero. Per la rima vi devo qualcosa. Un cervello che non potrebbe pernsare niente, perché, porca puttana, se c&#8217;è un io  non c&#8217;è la morte e se c&#8217;è la morte un cervello non lo trovi nemmeno al Lidl, il lunedì mattina, con soli 30€.<br />
Un cervello che penserebbe se stesso pensante. Ed un corpo immerso nel nulla della morte. Una cosa tipo Cirino Pomicino da giovane alla meno uno.</p>
<p>In questo vacuo universo non ci sarebbero più dubbi sul se e sul quando staccare delle spine, né se lanciare buchi neri a divorar galassie. Ognuno penserebbe solo se stesso per tener fuori dalla porta l&#8217;orrenda mietitrice, che ormai sarà chiaro, se c&#8217;è lei non ci sei tu, se ci sei tu non c&#8217;è lei, un po&#8217; il rapporto che c&#8217;è tra una rosea bistecca e una cacca, anche più fredda di 37°, se bagnata con un Trebbiano d&#8217;Abruzzo. Non sarà nemmeno così difficile.<br />
Ti terrai il polso, farai finta di niente, e starai lì, col buco attorno. Tu sarai lì, la morte non ci sarà. Vivi come betulle. Però, penserai, però cazzo.</p>
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		<title>Non rubano le moto</title>
		<link>http://www.terzadicopertina.com/2008/non-rubano-le-moto/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 22:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[For a better life]]></category>

		<category><![CDATA[Timesnewroman]]></category>

		<category><![CDATA[amore]]></category>

		<category><![CDATA[camioncini]]></category>

		<category><![CDATA[cleptomania]]></category>

		<category><![CDATA[decappottabili]]></category>

		<category><![CDATA[moto]]></category>

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		<description><![CDATA[Una cosa che io non capisco è perché la gente non ruba le moto.

Voglio dire, le macchine no, perché rubar macchine è complicato, è roba da gente esperta, scassinare le portiere, avviare il motore con quei fili colorati, come nei film, è una cosa che uno normale non potrebbe mai fare così, per far qualcosa. Ma le moto.

Per dire, i motorini li legano ai pali, e le biciclette persino, quelle addirittura le annodano a certe ringhiere che dà pensiero solo a guardarle. Ma le moto. I cavalli! I cavalli li attaccano ai pali con delle funi resistentissime! Ma le moto.

Le moto le lasciano così, in bella vista senza nemmeno un legaccio. C'è una motocicletta blu...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una cosa che io non capisco è perché la gente non ruba le moto.</p>
<p>Voglio dire, le macchine no, perché rubar macchine è complicato, è roba da gente esperta, scassinare le portiere, avviare il motore con quei fili colorati, come nei film, è una cosa che uno normale non potrebbe mai fare così, per far qualcosa. Ma le moto.</p>
<p>Per dire, i motorini li legano ai pali, e le biciclette persino, quelle addirittura le annodano a certe ringhiere che dà pensiero solo a guardarle. Ma le moto.</p>
<p>I cavalli! I cavalli li attaccano ai pali con delle funi resistentissime! Ma le moto.</p>
<p>Le moto le lasciano così, in bella vista senza nemmeno un legaccio. C&#8217;è una motocicletta blu, vicino a dove io parcheggio la macchina, che sta sempre lì. Io ogni volta che ci passo davanti mi domando &#8220;ma non l&#8217;hanno ancora rubata?&#8221;, e così il giorno dopo, e l&#8217;altro ancora.</p>
<p>Una volta mi è venuto il dubbio che avesse delle radici per terra, per non farsi rubare. Ma no. Le moto le lasciano tutte in bella mostra, come se non fossero rubabili. Secondo me invece sono proprio facili da rubare, le moto.</p>
<p>Allora stasera, mentre aspettavo davanti ad uno spiazzo con tre moto, pensavo: ma se uno arriva con un camioncino e se le porta via? Chi se ne accorge? Secondo me nessuno ci pensa che le stai rubando, e ti lascerebbero fare. Magari ti metti una tuta blu con un scritta. Ma comunque, anche senza, nessuno direbbe niente. E magari, se va bene, il giorno dopo noleggi un autotreno e fai il giro della città. Ti carichi tutte le moto della città. Il giorno dopo, sui giornali, la notizia che in città son scomparse, tutt&#8217;a un tratto, 761 motociclette. Gialle, rosse, grandi e piccole. Nemmeno una moto in città.</p>
<p>Forse allora gli verrebbe il dubbio, alla gente, che le moto mica si lasciano così, senza riguardo. Mica per altro, ma è perché magari, il giorno dopo, potrebbero scomparire tutti quelli con i capelli rossi, e il giorno dopo tutti quelli che si chiamano Giorgio. Sai che casino.</p>
<p>Le cose incustodite son facili da rubare, se non sono attaccate a qualcosa. Può succedere che un camioncino passi e le porti via. Le moto, e le donne dagli occhi belli, son facili da caricare su dei camioncini, e da portar via.</p>
<p>Ma mai quanto le decappottabili. Quelle dan proprio sui nervi.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La parabola evolutiva</title>
		<link>http://www.terzadicopertina.com/2008/la-parabola-evolutiva/</link>
		<comments>http://www.terzadicopertina.com/2008/la-parabola-evolutiva/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 14:26:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[For a better life]]></category>

		<category><![CDATA[astrazioni]]></category>

		<category><![CDATA[elucubrazioni]]></category>

		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>

		<category><![CDATA[pensieri]]></category>

		<category><![CDATA[tinello]]></category>

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		<description><![CDATA[Boh, è che l'evoluzione, l'ultima piega che ha preso, no, non mi convince affatto.

Cominciare aveva cominciato bene, pesci, rettili, homo sapiens, Brescia... sembrava che ci fosse un piano, una direzione, un senso... Per dire, non è che dopo il plancton son venuti subito i divani dell'Ikea, è stata una cosa graduale. Condivisibile, tra l'altro,  per chi ci crede, l'idea di dio di creare le rotelle di liquirizia solo dopo avere creato l'uomo.
Ma da un po' di tempo sono confuso, questa chiarezza d'intenti non è più così lampante, tutto è contorto, ambiguo; dice che i lavavetri marocchini son feccia, sì, ma son venuti dopo, che so, il grande Torino. E' come se la linea dell'evoluzione si sia spezzata e abbia cominciato a creare vie di fuga alternative, a tornare indietro, a disegnare ghirigori schizofrenici nel piano transeunte del tempo.
E vogliamo parlare dei rumeni? Beh, dite quello che volete, ma per quanto io possa ricordare, son venuti ben dopo l'idrolitina...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Boh, è che l&#8217;evoluzione, l&#8217;ultima piega che ha preso, no, non mi convince affatto.</p>
<p>Cominciare aveva cominciato bene, pesci, rettili, homo sapiens, Brescia&#8230; sembrava che ci fosse un piano, una direzione, un senso&#8230; Per dire, non è che dopo il plancton son venuti subito i divani dell&#8217;Ikea, è stata una cosa graduale. Condivisibile, tra l&#8217;altro,  per chi ci crede, l&#8217;idea di dio di creare le rotelle di liquirizia solo dopo avere creato l&#8217;uomo.</p>
<p>Ma da un po&#8217; di tempo sono confuso, questa chiarezza d&#8217;intenti non è più così lampante, tutto è contorto, ambiguo; dice che i lavavetri marocchini son feccia, sì, ma son venuti dopo, che so, il grande Torino. E&#8217; come se la linea dell&#8217;evoluzione si sia spezzata e abbia cominciato a creare vie di fuga alternative, a tornare indietro, a disegnare ghirigori schizofrenici nel piano transeunte del tempo.<br />
E vogliamo parlare dei rumeni? Beh, dite quello che volete, ma per quanto io possa ricordare, son venuti ben dopo l&#8217;idrolitina.<br />
Dice che però è colpa di certi nostri pregiudizi, di certe nostre convinzioni sbagliate, il fatto che ci immaginiamo l&#8217;evoluzione come una linea dritta.</p>
<p>In realtà, dice, l&#8217;evoluzione è molto più complessa, complessissima. Pare che infatti nel giudicare l&#8217;evoluzione dovremmo considerare anche altre linee temporali, anche gli universi paralleli. In questi universi noi siamo magari tutt&#8217;altro e ci succedono cose stranissime che non possiamo nemmeno immaginare. E&#8217; il bello è che ci succedono tutte, queste cose, perché gli universi sono infiniti. Quindi magari, io qui sono Azael e faccio questo e quest&#8217;altro, mentre nell&#8217;universo 12B sono un prete che si chiama Silvano Maria e che ama la lingerie di pizzo, e nel 789S sono invece una lucertola che prende il sole nel deserto del Gobi. Capirete che questo deve spingerci a ragionare diversamente.</p>
<p>L&#8217;evoluzione, probabilmente, è andata avanti in modi diversi in tutti questi universi, quindi semmai, dovremmo considerarne la media. Tra Azael, un prete e una lucertola, è probabile che, come media,  venga fuori una cosa che stia un po&#8217; sotto i rumeni, ecco.<br />
Ma anche questo è un modo di pensare sbagliatissimo. Parziale. Perché gli universi sono infiniti e quindi non solo io posso essere una lampadina alogena nell&#8217;universo 765F , ma ci sarà sicuramente anche almeno un universo in cui io sarò esattamente il contrario di una lampadina alogena, che così a orecchio dovrebbe essere un cosa tipo Paolo Limiti. O un tinello.<br />
Gli abili solutori avranno già capito dove voglio arrivare: se in questo ramingo universo l&#8217;evoluzione ci sembra essere progredita in modo lineare dai primi gamberetti su su fino a Steve jobs, in tutti gli altri può essere, anzi è andata, sicuramente, in maniera contraria. E allora dobbiamo sforzarci di pensare a tutti questi imperscrutabili universi come ad una cosa sola, nella quale ciascuno è insieme tutto l&#8217;insieme dei diversi e anche il contrario di se stesso. Le conseguenze per il nostro limitato modo di considerare le cose sono devastanti, ma dobbiamo imparare ad accettarle. Dalle più semplici e immediate</p>
<p><span style="font-weight: bold">Individuo A</span>: &#8220;<span style="font-style: italic">ciao, andiamo al cinema stasera</span>?&#8221;<br />
<span style="font-weight: bold">Individuo B</span>: &#8220;<span style="font-style: italic">certo, ci andiamo e non ci andiam</span>o&#8221;</p>
<p>alle più evolute</p>
<p><span style="font-weight: bold">Individuo A</span>: <span style="font-style: italic">&#8220;ciao, andiamo e non andiamo al cinema stasera</span>?&#8221;<br />
<span style="font-weight: bold">Individuo B</span>: &#8220;<span style="font-style: italic">prendo quella bionda laggiù, grazie. In tazza larga</span>&#8220;.</p>
<p>E questo non deve stupirci, né scandalizzarci, perché l&#8217;evoluzione, nel senso globale e universale che abbiamo appena considerato, forse è proprio questo: vedere le cose da punti di vista spesso lontanissimi tra loro. Interpretarle assumendo prospettive diverse e non limitandosi alla sola, banale, considerazione di ciò che si vede oltre il proprio naso. Io ci ho provato e credo di esserne uscito arricchito. Cosa ancor più sorprendente se pensate che ho scritto tutto questo pur essendo un tinello.</p>
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		</item>
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		<title>Giù, a far l&#8217;Italia e gli italiani</title>
		<link>http://www.terzadicopertina.com/2008/giu-a-far-litalia-e-gli-italiani/</link>
		<comments>http://www.terzadicopertina.com/2008/giu-a-far-litalia-e-gli-italiani/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 19:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cattive intenzioni]]></category>

		<category><![CDATA[For a better life]]></category>

		<category><![CDATA[Mano sinistra]]></category>

		<category><![CDATA[bossi]]></category>

		<category><![CDATA[lega]]></category>

		<category><![CDATA[padania]]></category>

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		<description><![CDATA[No, non mi fa né caldo né freddo il periodico ricorso alla simbolica bellica dei leghisti. Non mi fa paura il loro menar di mani né la plateale adunata contro le angherie di Roma ladrona. Non mi fa più nemmeno pena.

Piuttosto ormai mi fa rabbia, e non per la minaccia di qualcosa che si dice di voler fare, quanto perché so bene che non lo faranno mai. E io vorrei fortissimamente che il loro testosterone si sfogasse finalmente, sulla linea gotica di Roncobilaccio, sui guard-rail della A1 e sui bagni degli autogrill.

Che un'orda incazzata di commercialisti lombardi prendesse davvero le armi in cantina per discendere la penisola.

Io, dovete perdonarmi, me lo sogno di notte questo momento. Non ne posso più di audaci minacce buone solo per dar titoli al Giornale di Feltri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, non mi fa né caldo né freddo il periodico ricorso alla simbolica bellica dei leghisti. Non mi fa paura il loro menar di mani né la plateale adunata contro le angherie di Roma ladrona. Non mi fa più nemmeno pena.</p>
<p>Piuttosto ormai mi fa rabbia, e non per la minaccia di qualcosa che si dice di voler fare, quanto perché so bene che non lo faranno mai. E io vorrei fortissimamente che il loro testosterone si sfogasse finalmente, sulla linea gotica di Roncobilaccio, sui guard-rail della A1 e sui bagni degli autogrill.</p>
<p>Che un&#8217;orda incazzata di commercialisti lombardi prendesse davvero le armi in cantina per discendere la penisola.</p>
<p>Io, dovete perdonarmi, me lo sogno di notte questo momento. Non ne posso più di audaci  minacce buone solo per dar titoli al Giornale di Feltri.</p>
<p>Sarebbe ora che Renzo e Lucia la smettessero di tirare la pietra e nascondere la mano.  E che gli imprenditori trevigiani tirassero fuori le palle, abbandonando per un giorno le loro presse e i loro tapirulan all&#8217;occhio sfaticato dei capireparto magrebini.</p>
<p>Li voglio sulle rive dell&#8217;Arno, incazzati e violenti, a far prove di intifada. E allora sì che il ghigno deforme di Bossi acquisterebbe un valore eroico, allora sì che la incerta e sudata postura di Calderoli sarebbe degno presagio di un soqquadro epocale. Vorrei che squadracce di agricoltori brianzoli, insieme a  turgidi fornai subalpini, avanzassero inneggiando al Va&#8217; Pensiero dietro ad Olindi non più Romani, tirandosi dietro i fantocci di paglia di negri e cinesi da prendere a metaforiche e maschie vangate.</p>
<p>Vorrei che gruppi di figli di papà veneti avanzassero con i loro iPhone per rivendicare terra, terriccio e libertà, e che potessero saziarsi alle fontane di Firenze, pisciando contro i muri di campo di marte. E poi vorrei che potessero entrare nei borghi umbri rubando salsicce e salami, sbavando parolacce indicibili con desinenze in -accio, e poi scavalcare gli Appennini per far l&#8217;Italia  e gli italiani.</p>
<p>E poi li vorrei a Roma a piazza del Popolo, ubriachi di libertà, indecisi e frementi come un cane di fronte a una lucertola, pronti per far quello che hanno sempre voluto fare. Per far vedere loro chi è che mette sotto la padania, chi è che ci vuol prendere per il culo e rubarci i soldi.</p>
<p>E poi, al tramonto, finire i panini con la bresaola, farsi un&#8217;ultima pisciatina sulla fontana di Trevi, e tornare indietro nei loro paeselli senza sole. Stanchi e colmi di emozioni. A raccontare a Gianni il barista e a quella spugna di Bepin di quando son scesi giù al sud a sputar per terra e tirar giù i romani dai letti.</p>
<p>Di quella volta che gliel&#8217;han fatta vedere loro l&#8217;italia agli italiani.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Non sentirsi</title>
		<link>http://www.terzadicopertina.com/2008/non-sentirsi/</link>
		<comments>http://www.terzadicopertina.com/2008/non-sentirsi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 13:34:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[For a better life]]></category>

		<category><![CDATA[gggiovani]]></category>

		<category><![CDATA[pub]]></category>

		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[E' gente dai muscoli facciali sviluppatissimi.
La gente che la sera esce e va al pub. Sono pub che si chiamano American o Little Prince e mettono musica a volume impossibile. Ai miei tempi erano le discoteche i luoghi in cui si andava per non farsi ascoltare, ora sono anche questi pub. Però in discoteca ci andavano solo stormi di amici in cerca di donne e qui invece vanno anche coppie allo stremo delle forze, o gruppi di amici dispari e assortiti, in cui l'amica dell'amico cerca di rimorchiare l'altro amico mentre la sorella sbuffa con l'amica prima di andare in bagno a far chissà che.
E' gente così.
Arrivano tutti perfettini come se dovessero andare a sculettare al Moulin Rouge, e poi si sbattono su un tavolone ad accennare movimenti d'anca e di panca, a bere birre slavate e a far ghigni. Perché a sentirsi non possono sentirsi, con Vasco Rossi che urla che gli viene il vomito e che è più forte di lui. E allora ammiccano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; gente dai muscoli facciali sviluppatissimi.<br />
La gente che la sera esce e va al pub. Sono pub che si chiamano American o Little Prince e mettono musica a volume impossibile. Ai miei tempi erano le discoteche i luoghi in cui si andava per non farsi ascoltare, ora sono anche questi pub. Però in discoteca ci andavano solo stormi di amici in cerca di donne e qui invece vanno anche coppie allo stremo delle forze, o gruppi di amici dispari e assortiti, in cui l&#8217;amica dell&#8217;amico cerca di rimorchiare l&#8217;altro amico mentre la sorella sbuffa con l&#8217;amica prima di andare in bagno a far chissà che.<br />
E&#8217; gente così.<br />
Arrivano tutti perfettini come se dovessero andare a sculettare al Moulin Rouge, e poi si sbattono su un tavolone ad accennare movimenti d&#8217;anca e di panca, a bere birre slavate e a far ghigni. Perché a sentirsi non possono sentirsi, con Vasco Rossi che urla  che gli viene il vomito e che è più forte di lui. E allora ammiccano. Ma non è un semplice ed innocente ammicare, loro provano a riempire buchi occupati da silenzi colpevoli. E così ammiccano, e poi provano a cantare, e si agitano con la testa. Come a giustificarsi, &#8220;ehi, se solo potessi, adesso sarei lì a far piroette in mezzo ad una pista di specchi, altro che birra&#8221;. Ma si agitano a tratti, e poi sorridono distratti ad altri sorrisi, quasi sempre troppo lontani per condividerne la ragione. E lui, l&#8217;amico, il ragazzo, lo sfigato, il coglione che sta di fronte, prova a carpire in quel solo ondulare un intento narrativo che nemmeno Tolstoj ai bei tempi. Perché mentre la musica spara bassi sofferenti magari l&#8217;amica lo guarda negli occhi e lo fissa per cinque secondi in più del dovuto, e lui, da essere umano, non sa che dire ad una ragazza che guarda. E allora fa per parlare, ma l&#8217;altra non può sentire e allora prova ancora, e poi tira un sospiro di sollievo, e rinuncia. Ma lei avrà immaginato chissà quale melodioso discorso, avrà creduto, per un attimo solo, che magari avrebbe davvero potuto ascoltare, e che lui avrà detto davvero qualcosa di decisivo, e magari ricorderà di aver inteso qualche sillaba, una parola, un&#8217;intonazione, e sarà stata felice in quel momento, perché nessuno gliele aveva mai dette quelle cose. Nessuno gliele aveva mai dette così.</p>
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		<title>Sanremo residence</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 20:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Mietta! Miettaaa! Cazzo ti ho detto mille volte di non chiamarmi così qua fuori! Dai, va bene, Daniela, Da-nie-la, muoviti che sennò non facciamo in tempo... prendi quel cazzo di osso per il brodo e scappiamo, dai che sono le sette... ci chiudono fuori anche stavolta! Maledetta troia, e poi è proprio necessario vestirsi come una baldracca ogni volta che esci?? Sei fosforescente come una rumena! Coglione... ecco ho fatto, andiamo... domani ci mandiamo Little Tony, com'è vero Iddio, mi sono rotta le palle di fare la sguattera... sì brava, incazzati, così l'anno prossimo ti mandano via e fanno salire Ivana Spagna... ah ah ah... Ivanaspàgna al posto di Mietta, sai che spasso... testa di cazzo... se dico Amededominghi a voce alta non si gira neanche il cane, ecco guarda: amedeomìnghi! Ecco, c'hai un nome famoso come una pisciata... dai monta su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mietta! Miettaaa! Cazzo ti ho detto mille volte di non chiamarmi così qua fuori! Dai, va bene, Daniela, Da-nie-la, muoviti che sennò non facciamo in tempo&#8230; prendi quel cazzo di osso per il brodo e scappiamo, dai che sono le sette&#8230; ci chiudono fuori anche stavolta! Maledetta troia, e poi è proprio necessario vestirsi come una baldracca ogni volta che esci?? Sei fosforescente come una rumena! Coglione&#8230; ecco ho fatto, andiamo&#8230; domani ci mandiamo Little Tony, com&#8217;è vero Iddio, mi sono rotta le palle di fare la sguattera&#8230; sì brava, incazzati, così l&#8217;anno prossimo ti mandano via e fanno salire Ivana Spagna&#8230; ah ah ah&#8230; <em>Ivanaspàgna </em>al posto di Mietta, sai che spasso&#8230; testa di cazzo&#8230; se dico Amededominghi a voce alta non si gira neanche il cane, ecco guarda: amedeomìnghi! Ecco, c&#8217;hai un nome famoso come una pisciata&#8230; dai monta su che guido io stasera. Ma dici che c&#8217;hanno riconosciuto prima al banco? Ma no, non credo, e poi anche se fosse&#8230; non sanno mica dove andiamo, magari avranno pensato che abbiamo lo stesso produttore, lo stesso manager, cose del genere&#8230; vabbè, per sicurezza fa il giro largo&#8230; comunque &#8217;sta storia del dover uscire ogni giorno comincia a stancarmi&#8230; i patti non erano questi&#8230; sì, ma se vuoi mangiare&#8230; prima o poi ci riconoscono e ci sbattono su visto, su donna moderna e cronaca vera, ci fanno un culo come un balcone, e vaffanculo pure sanremo&#8230; ma poi dici che serve a qualcosa stare lì rinchiusi come dei bigattini? see, brava la mia cantantessa della minchia, e tu c&#8217;avresti il coraggio di andare in giro come se niente fosse? dico, al bar,   al supermercato, con la faccia tua&#8230; tutti i giorni&#8230; se qualcuno ti chiede che gli dici?? io quando mi succedeva ci rimanevo come una merda secca&#8230; &#8220;<em>c&#8217;ho un concerto ad avellino il mese prossimo</em>&#8220;&#8230; &#8220;<em>vado da Rispoli a novembre.</em>.&#8221;, non ci crede più NES-SU-NO! e poi ormai comincerebbero a farti domande precise&#8230; e prima o poi ti sgamano definitivamente&#8230; e ti sputtanano. E vedessi i bambini. I quindicenni adesso ti prendono per il culo come dei giornalisti del sole24ore, e le nonne, per farli contenti, li lasciano fare. Uno una volta ha fatto finta di salutarmi e m&#8217;ha sputato in faccia. Sai che spettacolo. Così almeno nessuno sa niente, e si immaginano quello che vogliono. Penseranno che stiamo tutti all&#8217;estero a fare concerti per gli emigrati in Canada e in Uruguay&#8230; Mino Reitano lo diceva fino a due mesi prima di schiattare&#8230; se chiedi in giro la gente ci crede ancora&#8230; se lo immaginano lì&#8230; boh, vabbè&#8230; scendi dai. Mettila dietro, chiamo Aleandro e gli dico di aprire&#8230; comunque stasera Orietta la tieni tu, ieri sera m&#8217;ha scacazzato sulla gonna, che merda! Io dopo cena finisco le asole e vado a dormire. E non venire a rompermi il cazzo, se voglio scopare vado dai miei amici nel salento; non mi serve un pupazzo tinto come un  coglione epatico, e non mi mandare Toto Cutugno che mi fa senso. Non la faccio la carità io qua dentro.  Anzi, fate finta che sono morta.  Fino a febbraio. Facciamo finta che siamo morti.</p>
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		<title>La libertà dagli altri</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 19:24:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cattive intenzioni]]></category>

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		<category><![CDATA[confini]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa inarrestabile vocazione all&#8217;autonomia di popoli spesso noti solo come anagramma di calciatori ukraini mi lascia perplesso.
Che il glorioso popolo abkhazo (sic!) debba legittimamente aspirare ad una storica separazione dalla Georgia è fatto che di per sé meriterebbe un approfondimento sociologico e politico, per quanto l&#8217;afflato autonomista avrà indiscutibilmente solide radici e giuste cause storiche. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa inarrestabile vocazione all&#8217;autonomia di popoli spesso noti solo come anagramma di calciatori ukraini mi lascia perplesso.</p>
<p>Che il glorioso popolo abkhazo (sic!) debba legittimamente aspirare ad una storica separazione dalla Georgia è fatto che di per sé meriterebbe un approfondimento sociologico e politico, per quanto l&#8217;afflato autonomista avrà indiscutibilmente solide radici e giuste cause storiche. E che dire dell&#8217;Ossezia? Non avrà anche lei diritto ad una commovente indipendenza dall&#8217;occupante caucasico? Non ne dubito.</p>
<p>E li rispetto tutti. Così come rispetto il Kosovo, i Paesi Baschi e la Catalogna. La libertà dall&#8217;invasore non si nega a nessuno, figurarsi a piccoli paesi dalla romantica collocazione geografica e dalla auspicabile partecipazione alle batterie dei 400m alle Olimpiadi. Son paesi che, se lasciati liberi, finiscono poi per avere bandiere coloratissime e marcette arrembanti come inno nazionale. D&#8217;altra parte prima di loro anche l&#8217;Italia ha faticato parecchio per affrancarsi da occupazioni diverse, e come l&#8217;Italia quasi tutti gli Stati del mondo. Prima o poi chiunque si è trovato nella necessità di doversi liberare da vincoli esterni.  Chi per evidenti costrizioni e limitazioni della libertà, chi per vantaggi economici, chi per diversità di etnia. Così il Kosovo si è reso autonomo dalla Serbia, e prima ancora l&#8217;Ucraina dalla Russia, l&#8217;India dalla Gran Bretagna.</p>
<p>E il signor Rossi dalla signora Luisa.</p>
<p>Divisi da un pianerottolo di valori, irriducibili nella loro insanabile diversità. Chi perché il fiume ci separa e ci sarà un motivo, chi perché le Alpi non sbagliano,  chi solo perché a star da soli ci si sente grandi e importanti. E magari si crede pure che quella cosa che ogni tanto in testa fa rumore sia una cosa davvero unica, una cosa che è di chi l&#8217;ha sentita per prima.  Si crede anche che &#8220;noi siamo un popolo&#8221; e che &#8220;noi ci conosciamo tutti &#8220;, mentre no, basterà un tratto di confine, uno sguardo strano e anche la signora Luisa penserà che solo sua è la terra, solo suo è quel pensiero e che quella vita, invero,  è unica.</p>
<p>E lotterà per la libertà, anche lei per la sua libertà. E perderà.  Ché da soli è dura lottare per la libertà dagli altri.</p>
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		<title>Per non viventi</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 20:48:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[filosofia]]></category>

		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[La domenica mattina vado a fare colazione al bar, leggo il giornale e poi vado in libreria. Dopo aver cincischiato tra le ampie e ottimistiche direttrici della narrativa, mi ritrovo sempre nella sezione filosofia.

Sempre più triste la sezione filosofia.

Si può scegliere tra la filosofia del dr.house e quella dei simpson o lasciarsi sedurre dalle languide sovracoperte dei libri che ti insegnano la vita: da "prenderla con filosofia" alla "filosofia da salotto", a tutti quelli che ammiccano il passante con una modestia da maestrina con la penna rossa, "Platone per il dopocena", "Heidegger ti legge le fiabe" e "Origami facili con Kierkegaard".

Filosofia per non filosofi, insomma. Libri che per essere letti non chiedono nulla in cambio, non ti chiedono se hai letto l'essere e il nulla, né se sai cosa vuol dire gnoseologia. Sarà un'evoluzione del pensiero debole, probabilmente, e forse non ne abbiamo ancora colto le potenzialità. Una recentissima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La domenica mattina vado a fare colazione al bar, leggo il giornale e poi vado in libreria. Dopo aver cincischiato tra le ampie e ottimistiche direttrici della narrativa, mi ritrovo sempre nella sezione filosofia.</p>
<p>Sempre più triste la sezione filosofia.</p>
<p>Si può scegliere tra la filosofia del dr.house e quella dei simpson o lasciarsi sedurre dalle languide sovracoperte dei libri che ti insegnano la vita: da &#8220;prenderla con filosofia&#8221; alla &#8220;filosofia da salotto&#8221;, a tutti quelli che ammiccano il passante con una modestia da maestrina con la penna rossa, &#8220;Platone per il dopocena&#8221;, &#8220;Heidegger ti legge le fiabe&#8221; e &#8220;Origami facili con Kierkegaard&#8221;.</p>
<p>Filosofia per non filosofi, insomma.</p>
<p>Libri che per essere letti non chiedono nulla in cambio, non ti chiedono se hai letto l&#8217;essere e il nulla, né se sai cosa vuol dire gnoseologia.  Sarà un&#8217;evoluzione del pensiero debole, probabilmente, e forse non ne abbiamo ancora colto le potenzialità. Una recentissima visione del mondo che si adatta alle situazioni come il piede peloso di un travestito ad un collant da donna. E non solo si adatta, ma se ne fa carico, ne subisce il fascino e infine ne restituisce una sintesi a pezzettoni, ad uso di chi quella visione del mondo l&#8217;ha messa in pratica prima di averla nemmeno lontanamente capita.</p>
<p>E così Sartre può andar bene per farti capire che tra l&#8217;essere e il nulla manda pure a fanculo tua suocera, e a Parmenide si può tranquillamente chiedere di giustificare l&#8217;esistenza di Pupo. Tutto si può dire con parole semplici, e tutti possono capire. E finalmente quelli che passano davanti alla fenomenologia dello spirito in 3 volumi possono sentirsi sicuri di non avere nulla da temere. Tra loro ed Hegel non ci sono barriere. Magari poi non li leggono quei tre volumi, ma solo perché non ne hanno voglia. E tempo. Pensare oggi è facile, veloce, e tutti possono riuscirci. Basta dirgliele con calma le cose, e con parole semplici, e subito son pronti per fare opinione al bancone del bar.</p>
<p>E non si può più perdere tempo in teorie complicate scritte da chi, evidentemente, non è riuscito a scriverele con parole semplici. Gente dell&#8217;ottocento, o ancora prima, d&#8217;altra parte. Cosa vuoi che ne potessero sapere delle complesse storie sentimentali dei giovani d&#8217;oggi, o delle difficoltà di arrivare alla fine del mese, o dell&#8217;ultima serie di Lost? E così quei volumi pesanti e antiquati sono superati da libelli colorati che la filosofia se la fanno spiegare da te. Tu la sera guardi il quiz in saoltto? e loro si adeguano, e ti fanno segno con le loro copertine gialle che wittgenstein, in definitiva, non diceva nulla di diverso da Insinna e che avrebbe scelto di sicuro il pacco n.3; tu ascolti mp3  nell&#8217;autoradio mentre sei in fila sulla tengenziale? E il volumetto sul sedile di dietro ti dice che nel ritornello di beyoncé ci trovi eraclito dentro. Che proprio quello voleva dire Ercalito, e allora che bisogno c&#8217;è di andarsi a trovare una traduzione decente? Basta un auricolare per sapere come va a finire quella storia dell&#8217;acqua del fiume che scorre. Non bisogna per forza pensare per capire i pensieri, né essere elettricisti per riparare una lampadina. D&#8217;altra parte son passate la politica per i non politici  e la fisica per i non fisici, sarà mica un problema affidarsi alla filosofia per i non filosofi? E&#8217; il pensiero debole, anzi no, è il pensiero timido, quello che tira di questi tempi. E domenica prossima anch&#8217;io cercherò di sapere poi, tra Hegel e Kant, chi è che aveva ragione, e chi ha vinto alla fine tra Anassimene e Anassimandro. E mi porterò a casa l&#8217;ultimo libro colorato e rassicurante: lezioni di vita, da oggi anche per non viventi.</p>
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		<title>Per troppa innocenza</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 11:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Che il generale Speciale fosse un furbone non c&#8217;era da metterlo in dubbio. Speciale è un signore che ha saputo veleggiare in acque piatte per decenni, muovendo la prua quel tanto che serviva per accomodare cosucce, per appianare dei grattacapi di pesci ben più influenti di lui, per far da sottobosco alla foresta della mafia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che il generale Speciale fosse un furbone non c&#8217;era da metterlo in dubbio. Speciale è un signore che ha saputo veleggiare in acque piatte per decenni, muovendo la prua quel tanto che serviva per accomodare cosucce, per appianare dei grattacapi di pesci ben più influenti di lui, per far da sottobosco alla foresta della mafia di stato. E&#8217; rimasto all&#8217;ombra di Pollari e della sua amabile confraternita di veline, mammesantissime e finanzieri, per poi tirar su la testolina quando al Sismi han cominciato a portar via mobilia e sigari toscani. E lui è rimasto spiazzato, con le casse di persico sotto la scrivania, con ancora le chiavi dell&#8217;elicottero in tasca, a dover proporsi a baluardo della squadraccia di Gelliberlusconia. E come ogni bastione che si rispetti lui non ha fatto niente di male, lui è rimasto immobile contro vento, ad aspettar che altri si spezzassero le corna contro la sua corazza.<br />
Se non ti muovi non puoi essere colpevole. Puoi essere un ladro che non ruba, un verme che non striscia, un delinquente che ha già finito il turno.<br />
Ma non puoi essere colpevole. Potrai dire che non è un obbligo piacere a tutti, che non è un dovere la moralità, che non è vietato essere intimamente disonesti.<br />
E in fin dei conti potrai dirti innocente. Come Berlusconi, come Andreotti e come Craxi.<br />
E potrai tornare a mangiare cozze e a sbavare sereno sul tovagliolo. Perché pochi sapranno che quella tua innocenza non è un&#8217;assoluzione, è un&#8217;aggravante.</p>
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		<title>Alibi e spallate</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 12:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Finanziaria. Calderoli  ha accusato in chiare note l&#8217;Udc di aver salvato Prodi e di voler evitare l&#8217;affondo del governo. E questo perche&#8217; alla votazione su un emendamento firmato dalla stesso Calderoli quattro senatori dell&#8217;Udc erano assenti. Ma gli UDC hanno un alibi e si difendono. Pare che a quell&#8217;ora fossero con Amanda.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Finanziaria. Calderoli  ha accusato in chiare note l&#8217;Udc di aver salvato Prodi e di voler evitare l&#8217;affondo del governo. E questo perche&#8217; alla votazione su un emendamento firmato dalla stesso Calderoli quattro senatori dell&#8217;Udc erano assenti. Ma gli UDC hanno un alibi e si difendono. <br />Pare che a quell&#8217;ora fossero con <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo387353.shtml">Amanda</a>.</p>
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