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	<title>Terzadicopertina &#187; Lavoratori</title>
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	<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 11:17:51 +0000</pubDate>
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		<title>Gli illuminati</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jan 2007 15:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Lavoratori]]></category>

		<category><![CDATA[imprenditori]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo grido tra gli imprenditori &#232; apparire dentro le pubblicit&#224; dei loro prodotti. Insieme ai loro prodotti. Pi&#249; dei loro prodotti.Il signor Massimo Zanetti lo trovi dentro al caff&#232; Segafredo in un trionfo di latifondismo e buocoliche assonanze coglionatrici, il buon Giovanni Rana dentro ai tortellini a far da massaia con autoctoni via via diversi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ultimo grido tra gli imprenditori &egrave; apparire dentro le pubblicit&agrave; dei loro prodotti. Insieme ai loro prodotti. Pi&ugrave; dei loro prodotti.<br />Il signor Massimo Zanetti lo trovi dentro al caff&egrave; Segafredo in un trionfo di latifondismo e buocoliche assonanze coglionatrici, il buon Giovanni Rana dentro ai tortellini a far da massaia con autoctoni via via diversi, il simpatico Francesco Amadori con i suoi polli venuti su massicci e palestrati a forza di&nbsp; zampate sul culo, buon ultimo quel furbacchione di Ennio Doris con la banca Mediolanum costruita intorno a lui. <br />La pubblicit&agrave; cerca di avvicinare i due prodotti nell&#8217;immaginario del cliente: il pollo e l&#8217;imprenditore mattacchione, il caff&egrave; e l&#8217;imprenditore sentimentale, come se poi al supermercato io comprassi anche la casetta in cui Rana fa i tortellini con la sfoglia fine, o un ombrellone vicino al cerchio che Doris traccia sulla sabbia intorno a lui e alla sua banca. <br />Fino a qualche anno fa la pubblicit&agrave; serviva a convincerci che quel latte era meglio di quell&#8217;altro, che quel proteggislip faceva meno acqua dell&#8217;altro, ora invece serve a farci sapere che quell&#8217;imprenditore &egrave; pi&ugrave; alto di quell&#8217;altro, ma che l&#8217;altro &egrave; pi&ugrave; grasso e affidabile, qualsiasi cosa egli faccia. Se ti fidi di Amadori perch&egrave; ha la faccia da nonnino ubriaco sai gi&agrave; che i suoi polli saranno come lui, simpatici e saporiti. E ti fideresti anche se facesse motoscafi, perch&egrave; &egrave; simpatico e gioviale. Come di Massimo Zanetti, che lui il caff&egrave; lo fa per sentimento, mica per soldi. Lui, come quegli altri, &egrave; un imprenditore illuminato, e sa qual &egrave; il messaggio: vuoi vendere qualcosa, venditi tu per primo. <br />Chi &egrave; che faceva cos&igrave;? Ah s&igrave;, le puttane.</p>
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		<title>La Grande Migrazione</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Aug 2006 07:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Lavoratori]]></category>

		<category><![CDATA[ferie]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, da qualche parte nella valle del Serengeti, uno gnu si sveglia   e decide che il suo posto non  è più quello. L&#8217;ungulato si alza sulle   esili e lunghe zampe, getta uno sguardo ai suoi zoccoli e inizia a   galoppare, senza voltarsi indietro.
Oggi , da qualche parte al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: bold">Oggi</span>, da qualche parte nella valle del Serengeti, uno gnu si sveglia   e decide che il suo posto non  è più quello. L&#8217;ungulato si alza sulle   esili e lunghe zampe, getta uno sguardo ai suoi zoccoli e inizia a   galoppare, senza voltarsi indietro.<br />
<span style="font-weight: bold">Oggi </span>, da qualche parte al terzo piano del condominio interstellare,   l&#8217;arcangiolo Gabriele si sveglia e controlla ansioso le sue carte,   preparate già da ieri sera e lasciate sulla scrivania, vicino al   vangelo di giuda, e, a passo lento, si avvia verso le assolate stanze   di sancristobal, ben oltre l&#8217;ultimo lembo di fotocopiatrice.<br />
<span style="font-weight: bold">Oggi</span>, da qualche parte oltre lo scollinamento di porta Pesa, un   dipendente si sveglia e capisce che quello è il tempo, che l&#8217;ora è   arrivata. Raduna consapevole le sue povere cose e si incammina dove   nessuno può raggiungerlo.<br />
Oggi è il giorno della <span style="font-weight: bold">Grande Migrazione.</span></p>
<p>Lo gnu sa che molti dei suoi amici moriranno. Il letame dei suoi   compagni, con i suoi compagni dentro, fertilizzerà la terra africana   , i piccoli nati a giugno e già sgambettanti, torneranno alla stessa   acqua solo dopo molti mesi, nei quali impareranno a sfidare la legge   della sopravvivenza. L&#8217;arcangiolo Gabriele scorre con gli occhi la lista. Ogni anno nomi   uguali e diversi. Cognomi lunghi e corti e lo stesso rito: un segno   blu di fianco a quelli che oggi lasceranno la propria casa,   abbandoneranno la propria vita, muoveranno una torre nel celeste   scacchiere del  firmamento.  Il dipendente, col suo bagaglio di ghiandole odorose poste sotto gli   zoccoli, trascina tenace il suo pesante corpo oltre la soglia e   compie inesorabile i gesti decisivi della sua transumanza. Tira lo   sciacquone per feci che non rivedrà più, d&#8217;ora in poi tenute da conto   solo da babbuini che ne constateranno con le zampe la nuda   consistenza, alla ricerca di semi freschi non digeriti.<br />
L&#8217;Arcangiolo   Gabriele tira una linea sui precari e sulle suore benedettine,   isolando coloro che sono stati, ab aeterno, scelti per quel giorno.   Lo gnu vede i laghi che lo hanno abbeverato, le iene che lo hanno   appostato, i leoni che lo hanno mangiato. Per un utlima volta il   ciclo della vita galoppa oltre le pianure della Tanzania, con la   ventiquattrore e gli appunti di mille riunioni a rischiare ad ogni   scossone, di cadere come foglie di fico dalle nudità di eva. Puttana  eva se ne è consapevole. Il dipendente conosce perfettamente la sua  sorte. Che da stasera sarà fatta di aperitivi veterotestamentari e   mugulanti litanie caustiche da salotto. Il suo calpestìo ostinato  incoraggerà la crescita delle erbe e degli arbusti e lividi tavolini  da campeggio segneranno ai bordi delle strade il ritorno dei   mangiatori di fusilli.</p>
<p>La natura è un cerchio, pensa l&#8217;arcangiolo   gabriele, mentre perquisisce l&#8217;ultimo condotto nel corpo dell&#8217;ultimo predestinato. E&#8217; un cerchio che si stringe e si allarga come l&#8217;occhio   di un tossico di fronte alla vastità del Serengeti. Lo gnu non ha   fretta, corre per abitudine, ma non ce ne sarebbe bisogno alcuno. Sa  che non tornerà. La migrazione è un obiettivo precario. Torneranno i suoi piccoli, figli di puttana, ma non lui. Lui va a morire dove c&#8217;è  acqua. Dove la sua morte possa vivere ancora su una speranza di miglior vita. In un autogrill.   Il dipendente ha valigie pesanti. Inutilmente pesanti. E il bagagliaio   della sua esistenza a stento ne contiene la superficie discontinua e   la targhetta Roncato da un lato. Ordina un menu mattina l&#8217;arcangiolo  gabriele, e un cornetto anche per quelli in fila. Ché loro non si sa  quando potranno mangiare qualcosa.</p>
<p>Che triste occupazione quella   dell&#8217;arcangiolo! Con quelle checche di angioletti a scorrazzare per i corridoi e a prendersi i meriti. E lui, arcangiolo per anzianità di servizio, a frugare nelle viscere dei poveri, come babbuino nella   savana. Alla ricerca di semi non masticati. Per aprire ai poveri la   strada della grande Migrazione. Lui è la speranza, lui è la via, lui   è insieme casello e casellante, nell&#8217;autostrada del grande esodo   della vita. Lui è un gran testa di cazzo. Stamattina solo uno gnu e  un dipendente lo hanno fatto dannare. Che Gesùcristo poi fa presto a   lamentarsi delle urla in corridoio. Una specie di bufalo e una specie  di uomo, in fila da ore, senza il foglio di via. E sì che c&#8217;era   scritto in tutte le lingue del mondo: senza foglio non si parte.   Tas-sa-ti-vo. E lui che deve fare? che ci può fare un povero   asessuato di quattromila lustri? E dai a controllare i documenti, e   il condotto anale, e le feci. Niente. Nisba. Stocazzo. Il foglio di   via non salta fuori.</p>
<p>E lo vedi lo gnu che non vuole piangere, lui è   un uomo, lui è il maschio dominante di 70 femmine. Troie, quelle delle   pulizie - pensava tra sé e sé il dipendente - ecco che succede a   scombinare le scrivanie per far finta di pulire. Come spiegare a   parenti erettili che tu non ci sarai? Come dire alle femmine del   branco che non le dominerai sul bagnasciuga del lago Vittoria? L&#8217;orologio alla parete dell&#8217;arcangiolo Gabriele corre in cerchio   intorno a lancette immobili,la mattina scorre via come sugo sulle   penne lisce. Gnu e dipendente. Seduti sull seggiola da ore ad   aspettare una parola. E intanto passano senza problemi quadri e   gazzelle, col loro bel lasciapassare in bella vista, a rinfacciarlo a   chi per quel foglio ucciderebbe. Antilopi con gli occhiali da sole e   segretarie sottobraccio a babbuini arroganti. L&#8217;arcangiolo Gabriele   il giorno della grande migrazione non vorrebbe mai svegliarsi. Ogni   anno la stessa storia. A dare speranza vana a bestie con la faccia   triste e delusa.<br />
E la sentenza è sempre quella. Inesorabile come la   mozzarella in carrozza. &#8220;<span style="font-style: italic">Voi due, non posso farci gnente, rispediti a   febbraio. Al 6 febbraio, lunedì, ore 10.15. Ripassate tra cinque   mesi</span>.&#8221; Tremendo. Le esili zampe cedono per un attimo, una goccia di   sudore solca viso e muso delle due bestie. Già il cielo comincia ad   incupire. Echi del carnevale si avvertono oltre il corridoio.   Apostrofate madonne turbano il silenzio sospeso. Lo gnu prova un   ultimo disperato lamento&#8230; Il bipede nemmeno quello.</p>
<p>Passano   commercialisti e giraffe. Dei e maiali&#8230; Solo un cenno del   sopracciglio sinistro dell&#8217;arcangiolo rompe quella disperata   eternità&#8230; &#8220;<span style="font-style: italic">Voi due laggiù, muovete il culo, lì non potete restare,   c&#8217;è la fila che deve avanzare&#8230;. spostatevi di qua&#8230; si qui a   sinistra&#8230; sì, sì entrate muovetevi&#8230; e vcon questa fiacca voi   volevate affrontare la Migrazione? dai smidollati, in quella porta&#8230; la   seconda dopo il bagno&#8230;sì, sì dai, e fate silenzio cazzo, no, niente   &#8220;ma&#8221;, addio&#8230;</span>&#8220;.</p>
<p>Quell&#8217;addio non c&#8217;entra niente - pensa lo gnu - e   poi l&#8217;uscita è dall&#8217;altra parte&#8230;  Una mano li afferra, esile ma forte. Li spinge oltre un&#8217;altra porta e   un&#8217;altra ancora. Poi un corridoio, due scalini, un androne scuro e   puzzolente, altre porte e poi la luce&#8230; un&#8217;immensa luce popolata di   figure diafane dai confini appena accennati. E il viso radioso dell&#8217;Uomo Tigre a rassicurare gli incerti viaggiatori baciati dalla sorte. Pietà era quella del sopracciglio sinistra, pietà di un vecchio troppo stanco per dare cattive notizie. Inebrianti quegli odori, accecanti quei colori. Odori di parmigiana e di bacardi breezer, colori di savana e tramonti in tangenziale.</p>
<p>E&#8217; la Grande Migrazione amico, che se non la vivi non puoi capirla. Che se non ci sei dentro non puoi sapere di cosa parlo. Quella che fa correre gli gnu per mille chilometri lungo le autostrade di terra e cacca di ghepardo. Quella per cui un dipendente tutte le mattine, per tutta una vita, si sveglia alle otto  e va in una stanza, riconcoglionito come un due di bastoni in una partita a poker, a fare il termosifone umano per miliardi di acari nullafacenti.  Quando arriva non importa che tu sia gnu o dipendente, comincia a correre, i &#8220;menu mattina&#8221; non sono infiniti.<br />
BUONE FERIE  A TUTTI!</p>
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		<title>TerzaParade</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jun 2006 14:36:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da oggi Terzadicopertina offre un nuovo entusiasmante servizio: stanchi di essere legati alle vostre preferenze e ai vostri gusti potete affidarvi ai miei! Cliccando sul banner Terzaparade, sulla colonna di destra, avrete accesso ai blog che leggo abitualmente, simpaticamente ordinati per data di post e aggiornati automaticamente, sar&#224; un po&#8217; come avere il punto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi Terzadicopertina offre un nuovo entusiasmante servizio: stanchi di essere legati alle vostre preferenze e ai vostri gusti potete affidarvi ai miei! Cliccando sul banner Terzaparade, sulla colonna di destra, <br /><a href="http://xfruits.com/azael/?id=1777"><img src="/public/xfruits.jpg" alt="" /></a><br />avrete accesso ai blog che leggo abitualmente, simpaticamente ordinati per data di post e aggiornati automaticamente, sar&agrave; un po&#8217; come avere il punto di vista di dio&#8230;<br />&#8230;<br /><span style="font-style: italic;">Ringraziamo <a href="http://xfruits.com">xFruits </a>per aver reso possibile tutto ci&ograve;&#8230;;)</span></p>
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		<title>Qui si piange</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2005 15:26:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro Azael, non lo sai che se bestemmi ges&#249; bambino piange? 
Caro Ges&#249; bambino, non lo sai che se non fai in modo che ora siano le 19 in punto Azael piange?
 Ah bello&#8230; che volemo fa??
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Azael, non lo sai che se bestemmi ges&ugrave; bambino piange? </p>
<p>Caro Ges&ugrave; bambino, non lo sai che se non fai in modo che ora siano le 19 in punto Azael piange?</p>
<p> Ah bello&#8230; che volemo fa??</p>
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		<title>Oggi, 57 luglio.</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2005 19:42:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[mero vissuto]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 57 luglio 2005, sono andato al lavoro alle 9. Poi sono tornato a casa per la pausa pranzo, alle 13. Alle 15, dopo aver lavato i piatti del pranzo, sono tornato in ufficio e ho lavorato fino alle 19. Ho preso la borsa e sono andato via. A casa.
Stasera guarderò un po&#8217; di TV [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 57 luglio 2005, sono andato al lavoro alle 9. Poi sono tornato a casa per la pausa pranzo, alle 13. Alle 15, dopo aver lavato i piatti del pranzo, sono tornato in ufficio e ho lavorato fino alle 19. Ho preso la borsa e sono andato via. A casa.<br />
Stasera guarderò un po&#8217; di TV e poi leggerò a letto. Mi addormenterò. Domani, 58 luglio, andrò a lavoro alle 9.<br />
Sarò molto stanco domani.</p>
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		<title>Deontologie</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2005 20:24:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[M.: &#8220;non ti pare che X stia facendo poco in questo periodo? lo sai quando ha poco da fare va fuori di testa&#8230;&#8221;
Azael: &#8220;Beh non so, non ho tempo per seguire anche gli altri&#8230;&#8221;>
M.: &#8220;stacci dietro&#8230;lo sai&#8230;ha un approccio mestruale al lavoro&#8230;&#8221; 
CHAPEAU&#8230;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>M.: &#8220;non ti pare che X stia facendo poco in questo periodo? lo sai quando ha poco da fare va fuori di testa&#8230;&#8221;<br />
Azael: &#8220;Beh non so, non ho tempo per seguire anche gli altri&#8230;&#8221;><br />
M.: &#8220;stacci dietro&#8230;lo sai&#8230;ha un <b>approccio mestruale </b>al lavoro&#8230;&#8221; <img src="/dblog/template/standard/gfx/smile_shockato.gif" alt=": - o"><br />
CHAPEAU&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Re Cessioni (del quinto?)</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2005 19:34:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Italia, Siniscalco: &#8220;credo che recessione sia arrivata alla fine&#8221;.E lo so bene! Io lo penso ogni volta che prendo lo stipendio. Ne riparliamo tra qualche settimana&#8230;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src=http://www.pisymbol.com/images/broke.GIF align=left width=90>Italia, Siniscalco: &#8220;credo che recessione sia arrivata alla fine&#8221;.<br />E lo so bene! Io lo penso ogni volta che prendo lo stipendio. Ne riparliamo tra qualche settimana&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le ferie del trentenne</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2005 13:42:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[For a better life]]></category>

		<category><![CDATA[Lavoratori]]></category>

		<category><![CDATA[Poi c'era l'uomo]]></category>

		<category><![CDATA[ferie]]></category>

		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Le ferie del trentenne non sono affatto semplici da descrivere. Il trentenne non va in ferie perchè ne ha bisogno, nè perchè deve partire per un bel viaggio. Il trentenne va in ferie per non dover lavorare. Le sue ferie sono una rivolta, una ribellione. Ma per sentirsi pienamente un non-lavoratore deve avere qualcosa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le ferie del trentenne non sono affatto semplici da descrivere. Il trentenne non va in ferie perchè ne ha bisogno, nè perchè deve partire per un bel viaggio. Il trentenne va in ferie per non dover lavorare. Le sue ferie sono una rivolta, una ribellione. Ma per sentirsi pienamente un non-lavoratore deve avere qualcosa che possa fare da contrappeso, qualcosa che ricordi il lavoro. Ecco perchè il trentenne in ferie non va mai in ferie di martedì o di giovedì. Aspetta il lunedì, così può prepararsi un intero weekend al suo primo giorno di ferie&#8230;<br />
Il lunedì il trentenne in ferie si sveglia alle 8, per non farsi cogliere impreparato dalla sveglia, che ha coscienziosamente rimesso come ogni altro giorno. Alle 8.45. La sveglia suona e lui si alza dal letto. Come avrebbe fatto ogni altro giorno, ma con la precisa sensazione di avere il coltello dalla parte del manico.  Alle 9 pensa a ciò farebbe se fosse in ufficio in quel momento. Accendere il pc&#8230; uscire e trascinarsi fino alla macchina del caffè&#8230; sedersi in postazione&#8230;<br />
Mentre pensa a questo si rimette al letto e accende il computer, giusto per leggere la posta, mica per lavorare! Anzi non la legge proprio, per evitare email potenzialmente stressanti&#8230; gira un po&#8217; su internet e gli viene voglia di caffè. Ma oggi è in ferie.   Perchè mai dovrebbe prendere il caffè, che poi nemmeno gli piace? No, il trentenne oggi non vuole far niente. Allora esce e va verso l&#8217;ufficio, a piedi. Arrivato vicino al portone si ferma, getta un occhio alla sua finestra, torna indietro. Finalmente le ferie.<br />
I giorni seguenti saranno tutti uguali, perchè il trentenne in ferie non deve far altro che contare quelli che mancano al rientro.<br />
Quando qualcuno gli chiede se ha intenzione di fare qualcosa nel pomeriggio lui aspetta un po&#8217; prima di rispondere; poi fa una smorfia e si rimette le mani in tasca. Poi sussurra orgoglioso: &#8220;mi dispiace sono già impegnato. Oggi <em>nonlavoro</em>&#8220;.</p>
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		<title>Ricchi e poveri</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2005 17:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Lavoratori]]></category>

		<category><![CDATA[economia]]></category>

		<category><![CDATA[ricchi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;E&#8217; stata siglata nella notte all&#8217;Aran la pre-intesa per il rinnovo dei contratti degli oltre centomila medici del servizio pubblico. L&#8217;accordo riguarda il biennio economico 2002-2003 e l&#8217;intero quadriennio normativo dal 2002 al 2005. I medici pubblici riceveranno un aumento di 283 euro lordi mensili. &#8220;.
Per gli statali si sta ancora trattando, sulla soglia dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;E&#8217; stata siglata nella notte all&#8217;Aran la pre-intesa per il rinnovo dei contratti degli oltre centomila medici del servizio pubblico. L&#8217;accordo riguarda il biennio economico 2002-2003 e l&#8217;intero quadriennio normativo dal 2002 al 2005. I medici pubblici riceveranno <strong>un aumento di 283 euro lordi mensili</strong>. &#8220;</em>.<br />
Per gli statali si sta ancora trattando, sulla soglia dei <strong>100 euro mensili</strong>.</p>
<p>Due considerazioni:<br />
1. Dare sempre più soldi ai ricchi e sempre meno ai poveri è la via più breve per il terzo mondo<br />
2. Una volta finiti nel terzo mondo serviranno sempre più medici per curare gli statali che moriranno di fame. E allora bisognerà ridurre gli stipendi ai medici perchè saranno in troppi, proprio come oggi sono troppi quegli scellerati di statali&#8230;</p>
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		<title>Far west</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2005 17:39:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Lavoratori]]></category>

		<category><![CDATA[internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Il simpatico ministro Stanca non fa che ripetere che Internet non è il Far West, che ci sono e ci saranno delle regole, come nel mondo ..ehm&#8230;reale.
Beh, Internet è il Far West, ergo, Internet è un miracolo. Internet è uno spazio sacro di  libertà assoluta, un luogo interiore di espressione, nel quale l&#8217;identità è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il simpatico ministro Stanca non fa che ripetere che Internet non è il Far West, che ci sono e ci saranno delle regole, come nel mondo ..ehm&#8230;reale.</p>
<p>Beh, Internet è il Far West, ergo, Internet è un miracolo. Internet è uno spazio sacro di  libertà assoluta, un luogo interiore di espressione, nel quale l&#8217;identità è plurale e volatile, nel quale il sapere è a portata di mano e, soprattutto, a portata di tutti.<br />
Il giorno che Internet sarà regolata dall&#8217;alto, il giorno in cui aprirò Google e vedrò un palinsesto, il giorno in cui non avrò la sensazione di poter fare qualunque cosa con una tastiera, il giorno in cui i siti saranno tutti perfettamente realizzati, tutti perfettamente navigabili, tutti realizzati in maniera impeccabile da professionisti, beh quel giorno il web sarà morto.</p>
<p>Caro ministro, provi ad entrare in una chat, provi a realizzare un sito e a scriverci tutte le stronzate che ha in mente alle 2 del mattino, provi a cercare il suo nome su google, magari si affezionerà ad un gioco che non meritiamo, tanto è al di sopra delle nostre misere intenzioni di comodo e sicuro utilizzo.</p>
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