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Questa categoria contiene 35 articoli

Il mio di amore

Il mio di amore, ne sapete un cazzo voi, è una cosa che ti ferma per strada, e tu non sai perché, come un masso che precipita dal sesto piano di un palazzo di tre piani, e ti sbarra la strada e ti ferma. E tu non puoi scegliere di far finta di niente, che lui ti sbarra la strada e ti mette tra parentesi, tra lui e il traffico, la gente, il resto del mondo, la rivoluzione francese, le paste al cioccolato, la madonna e il santo rosario. Il mio amore è divisibile per sette e non dà resto.

E’ implacabile il mio amore. E’ una di quelle equazioni lunghissime che le vedi e non sai proprio come risolvere…

L’uomo che al posto delle doppie aveva uno spazio

Poi c’era un uomo bruttissimo, un deforme. Era l’uomo che al posto delle doppie aveva uno spazio. Non era infelice, aveva imparato a dimenticare quel suo difet o. Viveva in una pic ola casa, usciva di rado e di rado incontrava qualcuno. Viveva normalmente, acquistava pane e pasta, faceva tante cose, usando tantis ime let […]

Nei polpastrelli

A 8 anni ho cominciato a prendere lezioni di chitarra. Come una macchina, perché quello ero a 8 anni. Solfeggiavo e arpeggiavo senza nemmeno sentire la musica. Suonavo con le dita e con il dovere, aspettavo che arrivasse il mio maestro, con la sua Uno bianca, e poi suonavo, senza parlare, come un treno regionale. […]

Manifesto programmatico per la fine del mondo. Capitolo primo

Quando esci in strada hai paura, hai paura che ti ammazzino. Magari per qualche motivo di cui non sai niente, per qualche affronto fatto per caso, senza coscienza. E allora avanzi in fretta, giri nei vicoli e salti il ritmo del passo. Ti volti. Ti volti spesso e vedi cento facce che potrebbero aver ragioni […]

L’uomo che conservava i ricordi

Poi c’era l’uomo che i ricordi li conservava. Li metteva in una stanza, facendo dei mucchietti con dei fogli delle stesse dimensioni.
Era un uomo vecchio e di cose ne aveva viste tante, così tante che parecchie le aveva dimenticate. Ma le persone non le dimenticava. Quelle importanti, almeno. Non che ne avesse avute così tante, ma quelle dieci persone a cui aveva voluto bene le teneva in grande considerazione.

Lui faceva così. Ogni volta che incontrava qualcuno prendeva qualche appunto su un foglietto…

Non rubano le moto

Una cosa che io non capisco è perché la gente non ruba le moto.

Voglio dire, le macchine no, perché rubar macchine è complicato, è roba da gente esperta, scassinare le portiere, avviare il motore con quei fili colorati, come nei film, è una cosa che uno normale non potrebbe mai fare così, per far qualcosa. Ma le moto.

Per dire, i motorini li legano ai pali, e le biciclette persino, quelle addirittura le annodano a certe ringhiere che dà pensiero solo a guardarle. Ma le moto. I cavalli! I cavalli li attaccano ai pali con delle funi resistentissime! Ma le moto.

Le moto le lasciano così, in bella vista senza nemmeno un legaccio. C’è una motocicletta blu…

Fa niente

Non fa nulla. Aspetta l’ora di uscire e il che suo orologio, appoggiato sul tavolo, faccia il suo lavoro. Nella scrivania ci sono le solite cose, e lui ormai le ignora. Il collega ce l’ha di fronte e nemmeno lo vede. Niente, non fa niente. Nemmeno si annoia.

Si dice che dio il mondo l’abbia creato per noia e che poi, come un bambino viziato lo abbia abbandonato in un angolo.

Lui il mondo nemmeno l’avrebbe pensato.

Perchè la noia richiede fatica e chi ce l’ha la sua parte l’ha già fatta. Lui no, lui non lavora, non si stanca e non si annoia.
Persiste, si direbbe. Come una lampadina spenta…

La vecchia

Fino a qualche anno fa andavamo a pranzo dalla vecchia.
La vecchia era vecchia ontologicamente, più che nell’età, era la cuoca di un ristorante piccolo dai muri ingialliti e il televisore mivar fissato troppo in alto, sotto il soffitto. Ci andavamo nella pausa pranzo in gruppi da cinque, sei persone. […]

Nella perfezione di un mondo concluso. Tributo a Jean Baudrillard

[su Artico, n.7/2007]
Fissate un tramonto, un paesaggio, una strada. E poi tornate indietro, procedendo a ritroso. Dalle curve delle colline o delle onde alla linea ideale che li unisce al confine visivo del vostro corpo, e di là fino alle palpebre e poi agli occhi. Quindi afferrate le vostre cornee e cominciate a scavare. Lì […]

Saddam va alla morte

Sanpietro: “Nome, cognome e qualifica… su veloci, che ce ne andiamo tutti a mangiare lo zampone…”
Saddamhussein: “Saddam, Hussein, …capo di stato”
Sanpietro: “qualcosa da dichiarare?”
Saddamhussein: ” mah… m’hanno ucciso stamattina… so’ irakeno… boh…basta”
Sanpietro: “dai su, qua leggo che hai ammazzato un casino di gente…curdi per lo più… che dici?”
Saddamhussein: “Sì vabbè, un migliaio, ma si usava […]

Ultimi commenti

  • st patricks day shirts calgary: pregancy is quite critical and also requires more of your time so...
  • menta: Ciao popolo del formaggio no. Io rispetto chi lo mangia ma anche chi non lo ritiene cibo...
  • Giulio: Ciao a tutti. Volevo chiedere una cosa un pò particolare, a me i formaggi stagionati non...

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