Quando ero piccolo c’era nel mio quartiere una ragazza, Lorella si chiamava, che non era normale. Era matta, semplicemente, e io ero andato a vedere sull’enciclopedia di che cos’era matta.
Era una malattia che le aveva riempito il cervello di chiazze rosse e gialle, tipo peperoni, mentre il cervello di noi normali era rosa pallido. Lorella era sempre con noi quando giocavamo, e ci seguiva ovunque. Seguiva me, in particolare, e mi chiamava sempre, tanto che io la sentivo anche da dentro casa a volte. Cantava delle canzonette che sentiva in giro e al posto delle parole vere ci metteva i nostri nomi, e il mio quasi sempre…