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L’uomo che conservava i ricordi

Poi c’era l’uomo che i ricordi li conservava. Li metteva in una stanza, facendo dei mucchietti con dei fogli delle stesse dimensioni.
Era un uomo vecchio e di cose ne aveva viste tante, così tante che parecchie le aveva dimenticate. Ma le persone non le dimenticava. Quelle importanti, almeno. Non che ne avesse avute così tante, ma quelle dieci persone a cui aveva voluto bene le teneva in grande considerazione.

Lui faceva così. Ogni volta che incontrava qualcuno prendeva qualche appunto su un foglietto…

Le parole infelici della memoria

Bisogna scegliere parole appropriate per raccontare la shoah.
La memoria, si dice, è necessaria per non ripetere gli orrori del passato. Ma come può la memoria raccontare di cose che la stessa storia non è riuscita a mettere in fila in un racconto accettabile? E’ una questione di parole, di accuratezza nelle scelte, per rispetto di tutti i protagonisti di quel disastro da ricordare, per rispetto dei morti. […]

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