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L’avvelenato

Si è parlato di pompini, di papi e di Napolitani, tutte cose che andrebbero nominate solo con cento euro in mano e con la mano sulla nuca di qualche nuova migrante. Ma a Piazza Navona, su di un palco, non sia mai, non si fa. Perché così si alimenta l’antipolitica, si dà una brutta immagine dell’Italia, si fa caciara da trattoria. Veltroni, che è il massimo del progressismo di questo paese (che non a caso è fatto a stivale), ha avuto male al pancino a sentir dire tutte quelle cosacce. Perché così non si vince, così si fa il gioco di Berlusconi, così si allontanano i cattolici e i moderati. Io per la politca non esisto, ed è per questo che non esisto. Perché io allontano, divido, faccio turpiloquio e non concilio. Strappo, mi incazzo, offendo e ho pure la puzza sotto il naso…

Dall’altra parte della felicità

[!Attenzione post estremista!]
Io non sono mai stato presidente della Repubblica.
Ma se dovessi diventarlo non esitate a spararmi in faccia. Perché è evidente che al quirinale ci si rimbecillisce velocemente. Uno dice, cazzo, per la prima volta un comunista diventa presidente, mi aspetto almeno che dica qualcosa […]

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