// archivi

L’uomo che credeva nei numeri

Poi c’era l’uomo che credeva ciecamente nei numeri. Credeva nella statistica e nelle probabilità. I numeri superpiccoli gli piacevano tantissimo perché non finivano mai, attaccati a quegli zeri dopo la virgola come un lombrico alle curve mollicce della sua inconsistenza. Da piccolo, andando a scuola, contava i passi fino all’ingresso, 1791, e ogni cento metri calcolava le proiezioni per sapere a che ora sarebbe arrivato. Ne saltava solo alcuni, di centro metri, per vedere se ci prendeva. Ci prendeva, quasi sempre. Se sgarrava era perché si distraeva, con una macchinina gialla o con un vecchio che bestemmiava gutturale.
O come quella volta che doveva vincere dieci milioni al concorso della gazzetta dello sport.
Aveva partecipato a una specie di tombola […]

Ultimi commenti

  • Roberto: Mi dispiace di aver scoperto solo oggi questo meraviglioso sito dove si stanno...
  • ASD: e buona secrezione di ghiandola mammaria ammuffita a te che sicuramente chi non la mangia...
  • Patetici Ignoranti: Ma per favore… Il formaggio italiano, riconosciuto nel mondo come una...

Poesie da decubito su Facebook