In Italia molti, e molti di più ultimamente, continuano a morire dopo la sospensione di cure prescritte dal medico. Questa cosa è stupefacente.
Da sempre il medico è il “dottore”, etimologicamente “colui che insegna”, che può insegnare perché è a conoscoscenza di cose, di rimedi, che le persone comuni non sanno. In genere ci si affida al medico come ad un grembo materno: un sospiro e via, ad assumere tutte le schifezze al sapor di big babol scritte sulla ricetta. Adesso invece la gente non crede più al medico e va dall’omeopata. L’omeopata, un signore dagli argentei capelli e dallo sguardo profetico, che, oltre a suonare molto fico, è una persona che ti fa sentire dalla parte della natura. La medicina invece, e la scienza farmaceutica, appaiono sempre più come il male, come un rimedio demoniaco che funziona, quando funziona, “nonostante” le sante disposizioni del creato. E questo sembra valere anche di più nel caso di malattie terribile e terminali, per le quali il male è talmente sovrabbondante da apparire come la pena per un tradimento della culla naturale…