I canali online, che prevedono anche servizi di consegna come home delivery e punti di ritiro, possono ridurre fino a 10 volte le emissioni rispetto allo shopping offline.
L’impatto ambientale degli acquisti online è nettamente inferiore a quello degli acquisti nei negozi fisici, dove lo spostamento del cliente per raggiungere il punto vendita e il mantenimento del negozio generano oltre il 90% delle totale delle emissioni di CO2, per una produzione massima di 2,59kg di CO2 per pacco.
Questo, nonostante le rilevazioni per entrambi i canali siano determinate da variabili quali densità di consegna, soste dei mezzi e modalità con cui il cliente si reca al punto di ritiro o al locker.
Lo ha scoperto il report ‘L’impatto ambientale delle consegne e-commerce’, condotta da Netcomm insieme al Gruppo di ricerca B2c Logistics Center del Politecnico di Milano.
L’impatto ambientale dipende anche dai settori
Nel mondo dell’editoria, ad esempio, il risultato emerge anche dove l’impatto del viaggio del cliente che si reca a piedi in un negozio è nullo. A Milano, in questo caso, le emissioni del processo di vendita offline sono circa 5 volte quelle dell’home delivery. Nella casistica meno sostenibile, che vede il cliente recarsi al negozio con un viaggio in auto, le emissioni per pacco a Milano raggiungono 2,81 kgCo2e contro i 0,22kgCo2e dell’home delivery,
Per il settore dell’elettronica, tuttavia, la differenza tra i due canali è leggermente inferiore. Anche per il Fashion i risultati si mantengono coerenti con i precedenti, anche se nel processo dell’home delivery si osserva un’incidenza dell’impatto dell’acquisto online più elevata rispetto agli altri settori, dovuta al maggiore tasso di reso (8% per acquisti offline, 30% per l’e-commerce).
La consegna presso i punti di ritiro è la più virtuosa
“Anche nell’ambito della logistica, l’e-commerce si conferma un driver per l’evoluzione delle imprese del nostro Paese verso un futuro più sostenibile – commenta Roberto Liscia, presidente Netcomm -. Dalla ricerca emerge inoltre che la consegna tramite i punti di ritiro è il metodo più virtuoso in ottica di sostenibilità, grazie alla capacità di ridurre la Carbon Footprint fino a 10 volte rispetto al canale offline e fino a tre volte rispetto all’home delivery per tutti i settori merceologici analizzati. Il punto di ritiro non si limita a favorire l’acquisto tramite il canale online, ma incrementa la possibilità di svolgere acquisti offline in modo virtuoso, ottimizzando gli spostamenti verso il punto di ritiro per acquistare prodotti in loco”.
Home Delivery: il problema è il trasporto last-mile
Nel processo dell’home delivery, per tutti i settori merceologici, il contributo principale in termini di emissioni è del trasporto last-mile, che costituisce più del 50% del totale delle emissioni in tutte le aree urbane esaminate, seguito dal packaging (dal 7% al 25%).
In questo caso, l’incremento nelle zone rurali è legato alla riduzione della densità di consegna, che impatta inevitabilmente sulle emissioni del trasporto last-mile.
Nei settori dell’elettronica e del Fashion si nota un’incidenza maggiore del processo di reso negli acquisti online in termini di emissioni, dovuta ancora una volta al maggiore tasso di restituzioni che caratterizza questi settori merceologici.
