I nuovi nomadi digitali 2.0, per i quali il Parlamento ha appena disegnato un ‘visto’ di soggiorno apposito, sono cresciuti. Non sono più ventenni, single, freelance della tecnologia al lavoro da qualche remota località asiatica. Oggi in prevalenza sono esperti di marketing e comunicazione over 35, si spostano con il partner e non disdegnano di soggiornare oltre 3 mesi in Italia, meglio se in una delle regioni del Sud. Il 46% dei lavoratori da remoto intervistati dal Secondo Rapporto sul nomadismo digitale in Italia, condotto dall’Associazione italiana nomadi digitali e da Airbnb, ha già fatto esperienze di nomadismo digitale, mentre il restante 54% dichiara di volerlo fare nel prossimo futuro.

E se il fenomeno interessa maggiormente le donne, che rappresentano il 54% degli intervistati, l’età di riferimento è quella dai 25 ai 44 anni (67%).

Cade lo stereotipo del giovane freelance

A livello professionale cade quindi lo stereotipo del giovane freelance che lavora in ambito tecnologico: il nuovo remore worker è un dipendente o collaboratore (52%), impiegato principalmente nei settori del marketing e comunicazione (27%) e presenta in media un alto livello di istruzione. Il 42% ha una laurea e il 31% un master o un dottorato. Questo tipo di esperienza poi non è più ad appannaggio dei single: chi la sceglie, infatti, preferisce la compagnia del proprio partner (44%) o della famiglia (23%).

Mezzogiorno e le isole le destinazioni preferite

Il Mezzogiorno e le isole sono destinazioni gradite complessivamente da 3 intervistati su 4 (76%). Le attività che vorrebbero maggiormente sperimentare, e che interessano più remote worker e nomadi digitali, sono gli eventi culturali e quelli enogastronomici (60%), seguiti da attività a contatto con la natura (51%), esperienze originali e caratteristiche del territorio (40%) e attività di socializzazione con la comunità locale (37%). Durata del soggiorno? L’esperienza per molti potrebbe andare da 1 a 3 mesi (42%), oppure da 3 a 6 (25%). Complessivamente, per quasi un nomade digitale 1 su 2, la permanenza potrebbe durare oltre 3 mesi e fino a 1 anno (45%).

Qualità della connessione e costi della vita devono essere adeguati

Gli aspetti più rilevanti e irrinunciabili per i remote worker che vorrebbero vivere un’esperienza di nomadismo digitale in Italia, e che influenzano la scelta della loro destinazione, sono qualità della connessione (65%), costi della vita adeguati alle loro esigenze (61%), attività culturali (40%) e possibilità di sperimentare le tradizioni locali (37%). Di fatto, scrive Adnkronos, a marzo 2022, con il decreto ‘Sostegni-ter’, è stata approvata una norma che introduce nel nostro ordinamento la figura dei nomadi digitali, definiti come “cittadini di un Paese terzo, che svolgono attività lavorativa altamente qualificata attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici che consentono di lavorare da remoto in via autonoma ovvero per un’impresa anche non residente nel territorio dello Stato italiano”.

Le richieste degli utenti non solo si sono fatte sentire, ma sono anche state ascoltate: Instagram ha adottato un sistema di feed che permette di scegliere fra diversi tipi di visualizzazione. Sostanzialmente ora gli utenti possono personalizzare il feed, decidendo se privilegiare le persone seguite oppure i contenuti prediletti. Le due nuove opzioni, che sono appunto Preferiti e Seguiti, danno molta più autonomia agli utenti, lasciando più spazio alle loro preferenze. D’altronde, una maggiore flessibilità era quasi d’obbligo, visto che gli iscritti a Instagram hanno raggiunto i due miliardi di persone.

Cronologia e altro

Meta, la società titolare del social, fa sapere che l’obiettivo delle nuove feature è “dare alle persone la possibilità di personalizzare ancora di più la propria esperienza su Instagram e fare in modo che possano trovare facilmente i contenuti più interessanti”. Preferiti e Seguiti: cosa sono? “Il feed di Instagram – spiega la nota della società, ripresa da Agi – è un mix di foto e video delle persone seguite, di post suggeriti e altro ancora. Stiamo lavorando per aggiungere ulteriori post suggeriti in base agli interessi, mentre le nuove opzioni Preferiti e Seguiti che annunciamo oggi costituiscono un nuovo modo per scoprire i post più recenti delle persone che seguiamo”. 

Preferiti e seguiti

Scegliendo la modalità “Preferiti”, verranno mostrati i post più recenti dei profili aggiunti in una lista precedentemente creata, ad esempio i migliori amici o i creator preferiti. Inoltre, i post degli account Preferiti saranno visualizzati più in alto anche nel feed tradizionale. Scegliendo la modalità “Seguiti”, invece, verranno mostrati i post delle persone che seguiamo. Sia la modalità Preferiti sia quella Seguiti mostreranno i post in ordine cronologico, così da rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità degli account che più ci interessano. Per scegliere tra le due diverse modalità basta toccare il logo Instagram in alto a sinistra e scegliere quale visualizzare. 

La lista dei preferiti

Come riferisce ancora Agi, “Per vedere i post più recenti dei profili aggiunti alla lista dei preferiti, basta selezionare Preferiti. Alla lista si possono aggiungere fino a 50 account ed è possibile apportare modifiche in qualsiasi momento. Le persone non verranno avvisate quando vengono aggiunte o rimosse da questa lista”. I post dei profili della lista Preferiti saranno visualizzati più in alto anche nel feed della home, in quello della modalità “Seguiti” e saranno identificabili da un’icona a forma di stella.

Quali sono le abitudini degli italiani in fatto di lavori domestici? La maggior parte pulisce la casa una volta a settimana, e bagno e cucina sono le stanze preferite. Tra gli intervistati della survey condotta dall’Osservatorio Polti su 500 #homelovers italiani, la stragrande maggioranza (76%) dichiara che l’arte delle pulizie l’ha imparata per esperienza personale.
Ma secondo l’Osservatorio, se gli italiani in fatto di pulizie sono precisi non sono altrettanto assidui: la frequenza più rappresentativa è di una volta alla settimana (50%), mentre solo il 18% afferma di pulire quotidianamente. Il 15% afferma invece di dedicarsi alle pulizie solo quando si presenta l’occasione, mentre l’11% solamente se si sente ispirato.

Meglio pulire a ritmo di musica

Il bagno è la stanza a cui si presta più attenzione (47%), salvo poi rimetterlo subito in disordine, visto che il 40% dice di farsi una doccia subito dopo aver concluso le faccende. Il 33% però si butta a riposare sul divano e il 22% si fa un caffè.

Anche la cucina (32%) è un ambiente curato, molto più del soggiorno (13%), della camera da letto (5%) e dello studio (3%).

E quando si pulisce, meglio farlo a ritmo di musica: il sottofondo musicale o radiofonico risulta la compagnia più gettonata (68%), mentre l’11% preferisce guardare la tv.  

I cinque profili degli homelovers italiani

Ma c’è chi pulisce con rigore e precisione perché l’igiene fa parte del suo piano per salvare il mondo: è il cosiddetto ‘invincibile’, che con uno schiacciante 34% è il profilo-tipo più rappresentativo emerso dalla survey. Sono infatti cinque i profili tratteggiati dallo psicologo Daniele Marchesi, del centro DM – Penso dunque sono, coinvolto dall’Osservatorio per tratteggiare un’analisi più corretta del rapporto tra gli italiani e le pulizie domestiche. Oltre all’invincibile, lo psicologo identifica ‘l’ineccepibile’ (31%), l’esteta’18%, ‘l’audace’ (12%), e, ultimo, ‘capitan domani’ 5%. Se il primo profilo, l’invincibile, “usa la razionalità per mantenere tutto in ordine”, sottolinea Marchesi, il secondo profilo, l’ineccepibile, tende a prendere le pulizie molto sul serio. “Un familiare sbadato, un amico inatteso o un cucciolo di casa ancora poco avvezzo alle regole sono nemici da cui proteggersi, portatori di germi ambulanti”, sostiene l’esperto.

Con gli alleati giusti le faccende domestiche possono diventare più piacevoli

Per il terzo profilo, l’esteta, gli oggetti devono essere in armonia tra loro, anche nel caos, mentre per l’audace, “la pulizia deve essere funzionale – commenta Marchesi – ma non sempre gli altri riescono a seguirlo”. 

C’è poi capitan domani, che considera le pulizie un atto da fare mentre si è intenti a vivere. “Se rientri in questo profilo – suggerisce Marchesi – non esagerare, non sfidarti. Scegli un piccolo compito, regalati un prodotto per la pulizia che ti intriga e divertiti a utilizzarlo”.

Una cosa è certa: qualunque sia il profilo in cui ci si rispecchia, con gli alleati giusti le faccende domestiche possono diventare più facili e piacevoli.

Instagram annuncia le novità per il 2022, e lo fa attraverso l’intervento su Twitter di Adam Mosseri, a capo del social network del gruppo Meta. Mosseri ha dichiarato: “Dovremo ripensare a cosa sia davvero Instagram, perché il mondo cambia velocemente e noi dobbiamo cambiare insieme a lui”.
Di fatto il focus di Instagram resta sui video anche per l’anno appena iniziato, un tipo di post su cui il social ha puntato molto nell’ultimo biennio. Questo, soprattutto per fronteggiare le app concorrenti, come TikTok, che sui video brevi ha fondato parte del suo successo.
Nel video messaggio su Twitter Mosseri ha poi spiegato che nel 2022 Instagram porterà la durata delle Stories da 15 a 60 secondi, oltre a ereditare una serie di funzioni proprio da TikTok, come i commenti nei Reel, i mini filmati simili alle storie ma ai quali l’app dedica un menu a sé, e la sintesi vocale del testo per i video.

Più opportunità di monetizzazione e una migliore gestione della privacy  

Inoltre, nei prossimi mesi per i creatori di contenuti ci saranno maggiori opportunità di monetizzazione, ma ci sarà anche una migliore gestione della privacy. Quest’ultimo aspetto è una risposta ai problemi evidenziati nel corso del 2021 dovuti alle rilevazioni della ex product manager nel dipartimento di integrità civica di Facebook, Frances Haugen, e ai Facebook Papers, che hanno sollevato molti dubbi sul lavoro dei prodotti capitanati da Mark Zuckerberg nel preservare l’incolumità digitale e la salute dei più giovani. A riguardo, una prima mossa è stata l’introduzione su Instagram di ‘prendi una pausa’, la funzione per ridurre il tempo passato sull’app.

Arriva la funzione parental control

Mosseri, a fine novembre 2021, aveva infatti testimoniato dinanzi al Senato Usa, e poco dopo la società si era detta pronta a fornire maggiore trasparenza sui dati riguardo alle modalità d’uso della piattaforma da parte dei minori. Instagram nel 2022 introdurrà quindi la funzione parental control, per offrire ai genitori una visione più chiara delle attività dei figli online, riferisce Il Giorno.

Agli utenti più controllo sull’esperienza social

Mosseri ha proseguito dichiarando che un altro aspetto importante su cui l’azienda vuole lavorare è il sistema di messaggistica, il punto cardine della comunicazione tra aziende e creator.Ulteriore conferma arriva anche sull’imminente possibilità di scegliere un feed cronologico a scapito di quello algoritmico, e in generale sulla necessità di ridare agli utenti maggior controllo sull’esperienza social.
Insomma, si legge su hdblog.it, le novità di Instagram anticipate da Mosseri per il 2022 sono nella maggior parte dei casi più indicazioni e direzioni da prendere piuttosto che funzioni specifiche. Ma quello che emerge è la volontà di dare una ‘svecchiata’ al social, nell’ottica di restare il più possibile al passo con i tempi e le tendenze sempre in costante evoluzione.

Da quanto emerge dalla ricerca di Samsung Electronics Italia in collaborazione con GWI in fatto di regali di Natale gli italiani hanno le idee chiare, e tra le opzioni preferite ci sono gli articoli tecnologici. La tecnologia riscuote infatti più del 71% delle preferenze, soprattutto tra le fasce di età più giovani, come i ragazzi della Gen Z, che la indicano per oltre l’82%, in particolare per i maschi (82%). Tra le opzioni più apprezzate nella wishlist natalizia notano però anche i prodotti enogastronomici, da sempre grandi protagonisti dei classici cesti natalizi, con il 63,4% delle preferenze, mentre più in basso in classifica si posizionano i gioielli (36%) e le esperienze speciali, come eventi, degustazioni enogastronomiche o corsi ricreativi (46,9%).

I dispositivi tecnologici sono scelti dal 44% dei 25-34enni

Quanto ai dispositivi tecnologici, sono scelti dal 44% circa del campione. In particolare, questa tipologia di doni risulta la più scelta dal segmento 25-34 anni, con oltre il 39% delle preferenze.
Per il proprio partner, il 34% del campione sceglie invece gioielli o articoli di profumeria, opzione scelta da quasi il 46% dei Millennial.
Considerando invece gli affetti famigliari, i regali preferiti sono quelli tradizionali, come libri e prodotti editoriali (15,9% nel caso di un regalo ai genitori, 17% per i fratelli), mentre i prodotti tecnologici risultano i prediletti per i figli, con il 19% delle preferenze. Una scelta probabilmente influenzata dall’alta richiesta di console, videogiochi e device tech legati all’intrattenimento.E per gli amici? Per loro soprattutto libri (20% circa) e prodotti enogastronomici (16,4%), idee senza tempo sempre apprezzate da chi le riceve.

Quale dispositivo scegliere? Lo smartphone, ma anche la smart TV

Se la tecnologia risulta tra le scelte privilegiate dai consumatori italiani quando si tratta di regali natalizi sono tanti i dispositivi tra cui decidere per un regalo gradito a sé o agli altri. Ma tra questi il preferito in assoluto è sempre lo smartphone, che raccoglie oltre il 52% delle preferenze.Iniziare il nuovo anno con un alleato tecnologico sempre in tasca rappresenta certamente una forte motivazione, ma anche la smart TV (41% circa) presenta un forte appeal, soprattutto per il target 35-44 anni (49,3%).

Il budget va da 200 euro a più di 1.000

Tra i dispositivi per la casa, riporta Italpress, il robot aspirapolvere vince su tutti (26,9%), specie per la fascia d’età 45-54, segue la lavatrice/asciugatrice smart (18,9%) e a sorpresa, dalla Generazione Z, con il 25,5% delle preferenze.  Quanto al budget, il 34% degli italiani dichiara di arrivare a investire tra i 200 e i 400 euro per soddisfare i desideri tecnologici. Solo il 7,7% spende tra i 600 e i 1.000 euro, e il 5,9% si impegna con cifre superiori ai 1.000 euro. Quest’ultima tendenza risulta particolarmente rilevante nel target 35-44 anni, che risultano concordi nell’11% dei casi.

Il Black Friday è diventato un’usanza diffusa anche in Europa, ma è l’Italia il paese in cui riscuote più successo, con una propensione all’acquisto e un budget di spesa ipotizzato superiore al resto d’Europa, e in crescita anno dopo anno. L’annuale indagine di Idealo evidenzia infatti come il 65,6% degli acquirenti online italiani sia interessato ad acquistare un prodotto durante il Black Friday. E non solo il giorno stesso, ma l’intero weekend è segnato dalle super offerte. Anzi, si allunga anche l’intero periodo, tanto che ormai si parla di novembre come il Black Month.

Il budget per il Venerdì Nero

Secondo Idealo il budget medio degli italiani online per gli acquisti durante il Black Friday è di 273 euro. La media del budget di spesa previsto è più alta per gli uomini (294 euro) rispetto alle donne (240 euro), e aumenta con l’età, più basso per i giovani tra i 18 e 24 anni (212 euro) e più alto per gli adulti tra i 55 e 64 anni (356 euro). Gli sconti del Black Friday non si palesano però solo l’ultimo venerdì di novembre, spesso cominciano già a inizio mese, tanto che gli esperti del settore parlano ormai di Black Month. Per questo è importante controllare le offerte online e offline con un certo anticipo.

I più propensi agli acquisti sono i giovani

Lo scorso anno più della metà dei consumatori italiani online (58,2%) ha dichiarato di aver acquistato un prodotto online durante il Black Friday 2020 e, tra questi, la maggior parte sono giovani. Tra gli utenti tra 18 e 24 anni, sia uomini che donne, la percentuale è infatti pari al 66,3%. Anche secondo un’indagine Shopify i più propensi agli acquisti sono soprattutto i giovani, seguita da quella 35-54 anni (92%) e dagli over 55 (78%). La Generazione Z e i Millennials faranno shopping soprattutto da mobile (66%), tramite app per lo shopping (24%) e social media (17%), in particolare, su Instagram (57%) e Facebook (46%).

La corsa ai regali di Natale
Per quanto riguarda i prodotti, oltre a quelli di elettronica anche le console di gioco sono tra i prodotti più ‘attesi durante le giornate di sconti e promozioni, con un interesse online aumentato del +50,4% nell’ultima settimana. Gli italiani hanno anche imparato a pianificare in anticipo gli acquisti: il 69,2% dei consumatori online dichiara di prepararsi al Black Friday facendo una lista dei prodotti che interessano o prendendo nota dei prezzi. Il 35,4% degli italiani dichiara inoltre di voler acquistare regali di Natale durante Black Friday. Secondo una ricerca promossa da Sitecore, riporta Ansa, il 40% degli italiani con meno di 44 anni effettuerà gli acquisti di Natale prevalentemente o totalmente online e il 73% prevede di acquistare almeno un regalo durante il Black Friday.

Oltre 688 milioni di pagine indicizzate, quasi 7 milioni di like e follower sui social, più di 50 milioni di recensioni e 450mila strutture ricettive osservate: sono i numeri generati dalle regioni italiane relative alla reputazione turistica delle destinazioni, sintetizzati dal Regional Tourism Reputation Index 2021 dell’istituto di ricerca Demoskopica. Ed è il Trentino-Alto Adige a confermare la prima posizione nella classifica generale della reputazione turistica, seguito da Toscana ed Emilia-Romagna. 
Quanto all’Appeal dei portali turistici è sempre il Trentino-Alto Adige a confermarsi la destinazione più social d’Italia, seguita da Marche e Toscana. Con oltre 1,4 milioni di like e follower sulle pagine ufficiali di Instagram, Facebook, Twitter e Youtube il Trentino-Alto Adige ottiene infatti la visibilità più rilevante. A non investire ancora sulle reti social sono invece tre destinazioni, Molise, con 5,4mila like e follower rilevati, Campania (14,5mila) e Calabria (32,6mila).

La Toscana è la destinazione più cliccata

Con 53,4 milioni di pagine indicizzate, il territorio toscano ottiene il massimo punteggio nella classifica dell’indicatore Ricerca della destinazione, ottenuto conteggiando le pagine indicizzate su Google della keyword ‘vacanze’ seguita da ‘nome destinazione 2021’. Sul podio si piazzano anche due new entry, Emilia-Romagna e Lombardia, rispettivamente con 52,1 milioni e 48,8 milioni di pagine indicizzate. Piazzamento anche per Veneto, con 47,8 milioni di risultati, Piemonte, con 47,2 milioni di risultati, Lazio (40,9 milioni), Liguria (39,5 milioni), Sicilia (36,1 milioni), e Trentino-Alto Adige (35,5 milioni).

Popolarità sul web, la Toscana fa il bis

Quanto al confronto della popolarità delle destinazioni, nelle prime posizioni dell’indicatore sono sei le realtà territoriali. Digitando il nome di ciascun territorio regionale su Google Trends in uno stesso periodo categorizzato per il filtro ‘viaggi’, è stato possibile monitorare la tendenza della destinazione e confrontarne il livello medio di popolarità. Il dettaglio dei risultati colloca la Toscana in vetta alla classifica, seguita da Sardegna, Sicilia, Calabria, Liguria, e Puglia.

Valutazioni: alla Basilicata il primato del sistema ricettivo più apprezzato

Con 108,1 punti, la Basilicata, conquista il primo posto, quale sistema ricettivo più apprezzato del Belpaese. Il risultato è stato ottenuto riparametrando le performance dei punteggi delle graduatorie parziali emerse dai siti di ranking utilizzati, ovvero, con il maggior numero di recensioni totalizzate su TripAdvisor, e di valutazioni positive sul totale delle strutture rilevate su Booking, Expedia e Google Travel.  Rispetto all’anno precedente, passa dal terzo al secondo posto il Trentino-Alto Adige, la Liguria conquista il terzo posto, e salgono di posizione anche Puglia e Veneto. L’analisi particolareggiata dell’apprezzamento dell’offerta ricettiva si muove dal presupposto che i consumatori tendano ad avere maggiore fiducia nelle loro decisioni quando si accorgono che una destinazione è caratterizzata da un insieme rilevante di recensioni positive dei viaggiatori. In questo caso, la relazione appare chiara: più recensioni e valutazioni positive significano più attenzione verso un determinato luogo o territorio.

La maggior parte di noi la vive come una consuetudine acquisita, un aspetto normale della vita quotidiana, ma per molti non è ancora così: per molti, troppi italiani l’accesso al web è ancora un miraggio. Addirittura, sarebbero 4,3 milioni gli italiani che non hanno una connessione Internet. Lo rivela un nuovo rapporto del Censis che, in collaborazione con Lenovo, ha stilato “La digital life degli italiani”, un report che fotografa lo stato attuale dell’uso della tecnologia nel nostro Paese.

Connessioni lente per oltre 13 milioni di persone

I numeri evidenziati dal report sono preoccupanti: risulta infatti che sono ben 13,2 milioni gli italiani che devono fare i conti con connessioni domestiche lente o zoppicanti, mentre sono addirittura 22,7 milioni quelli che comunque registrano delle difficoltà a casa durante le attività on line. In particolare, le cause dei disagi sono le stanze sovraffollate (14,7 milioni) o la necessità di condividere i dispositivi con i loro familiari (12,4 milioni). “Siamo all’alba di una nuova transizione digitale. Ora serve un progetto di società pienamente inclusiva, che possa dare risposta alla domanda ancora insoddisfatta di dispositivi, connessioni, competenze, e superare le diversità di accesso” ha spiegato Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis.

Abbiamo ancora molto da imparare

Il rapporto mette in luce anche altri aspetti in merito al rapporto fra italiani e web, dati che fanno sicuramente riflettere. Come riporta Ansa, oggi ci sono 24 milioni di nostri connazionali che non si sentono pienamente a loro agio nell’ecosistema digitale: 9 milioni riscontrano difficoltà con le piattaforme di messaggistica istantanea, 8 milioni con la posta elettronica, altrettanti con i social network e 7 milioni con la navigazione sui siti web e con le piattaforme che consentono di vedere in streaming eventi sportivi. 5 milioni non sanno eseguire un pagamento online e 4 milioni non hanno dimestichezza con l’uso delle app e delle piattaforme per le videochiamate e i meeting virtuali. Ma per chi riesce a navigare senza troppi problemi, i benefici nell’uso di smartphone e PC sono tangibili: 9 intervistati su 10 si dicono soddisfatti dei dispositivi che usano, considerati in linea con le attività svolte giornalmente.

Chi si connette, come lo fa e… gli altri

Nel rapporto del Censis emerge che il 73% del campione intervistato dichiara di vivere in una famiglia in cui ogni membro si connette con un proprio strumento, senza doverlo condividere. Un altro 67,9% risiede in abitazioni in cui ciascuno ha uno spazio dedicato alla propria ‘vita digitale’ e il 69,4% si sente sicuro quando effettua pagamenti o altre operazioni finanziarie online. Il 55% degli italiani è convinto che la vita di coppia abbia tratto beneficio dalle opportunità offerte dai dispositivi digitali. Ma se il 42,7% dimostra una grande fiducia nel partner, sono 7 milioni quelli che rivelano di essersi sentiti gelosi a causa delle interazioni social dell’altro e 6 milioni che ne spiano le attività online.

Durante la pandemia, e in particolare, nei periodi di lockdown, gli italiani hanno approfittato per dedicarsi a piccole riparazioni e lavori domestici, con il 50% di loro che ha dato nuova vita ai mobili di casa, modificandoli e rendendoli adatti a stili e usi diversi. Il 65% poi si è scoperto molto più attento al riutilizzo degli oggetti. E da questo punto vista Roma batte Milano, con il 69% dei “riciclatori” contro il 54% di Milano, e le donne battono gli uomini, con una quota del 71% contro il 58%.
Si tratta di alcuni dati emersi dallo studio Gli italiani e il Diy, commissionato da TaskRabbit, la piattaforma di problem solving nel fai da te, e condotto da Mps Research.

Qual è la vite migliore per un mobile ben fatto? Solo il 34% lo sa

Quando è stato chiesto agli intervistati di nominare la vite migliore per un mobile ben fatto solo il 34% conosceva la risposta corretta, ovvero, la vite a brugola, il tipo più utilizzato per i complementi di arredo. Il 36% degli italiani poi ha dichiarato che se un elettrodomestico si rompe lo cambia senza pensare a una possibile riparazione, e se il 30% afferma che in caso di rottura preferisce buttare il mobile il 33% preferisce sostituirlo se non gli piace più.

I Millennial preferiscono acquistare prodotti ecosostenibili per i lavori in casa

Quanto ai Millennial, il 54% di loro preferisce acquistare prodotti ecosostenibili per i lavori fai-da-te. I maschi, con il 58%, sono più sensibili delle femmine (44%) all’ecosostenibilità nel fai da te, e adottano più volentieri soluzioni per aumentare il risparmio energetico domestico (63%).Risultano alte anche le attenzioni dei Millennial per gli oggetti e i mobili realizzati con materiali naturali o da aziende che rispettano la natura, al 54% contro il 49% del dato nazionale. E se il 45% degli intervistati si affida a un amico o a un parente per i traslochi i Millennial preferiscono avvalersi di un professionista in caso di guasti elettrici (56%).

Riparazioni elettriche per gli uomini, giardinaggio per le donne

Se durante il lockdown gli italiani si sono ‘arrangiati’, le attività che hanno preferito variano da uomo a donna. In testa, per gli uomini, le riparazioni elettriche (52%), quasi a pari merito con il montaggio mobili (51%). Le donne invece hanno scelto il giardinaggio (54%). Secondo il sondaggio, inoltre, il 55% delle donne si sente a proprio agio nello sfoggiare le proprie abilità con il fai-da-te e per mettersi al lavoro ha bisogno solo dell’aiuto dei tutorial di YouTube.

Tutti desiderano la casa ideale, quella dei sogni, ma non tutti riescono ad averla. E se abitiamo in case che non ci soddisfano completamente per migliorarle ci accontentiamo di piccoli aggiustamenti piuttosto che effettuare cambiamenti radicali. Ma come sarebbe la nostra casa dei sogni? Un italiano su 2 (49%), vorrebbe un terrazzo con la zona barbecue, il tavolo per mangiare insieme ai propri cari e sdraio per rilassarsi all’aperto. Magari anche un’ampia cabina armadio con gli opportuni spazi dedicati a vestiti, borse e scarpe, desiderata da quasi una persona su 2 (46%), soprattutto dalle donne, che raggiungono una percentuale del 58% rispetto al 32% degli uomini. Secondo quanto emerge dal sondaggio di YouGov per ManoMano, l’e-commerce europeo del fai da te, giardinaggio e arredo casa, un italiano su 4 (26%) dichiara però di vivere già nella casa dei sogni. Un luogo che nella maggior parte dei casi prevede spazi da dedicare al divertimento, al relax, ma anche al lavoro.

Spazio per la fruizione dell’intrattenimento

Molto spazio, concreto o ideale, è per la fruizione dell’intrattenimento. Adesso che la casa è diventata uno spazio multifunzione gli italiani sembrano infatti orientati verso un intrattenimento fai da te. Tra le soluzioni dei sogni spiccano una sala cinema con maxischermo e comode poltrone (28%), oppure una sala giochi con tavolo da biliardo/da carte o adatto ai giochi di società (21%). O ancora, la creazione di una stanza segreta, come quelle che siamo abituati a vedere nei film, nascosta dietro una libreria per avere del tempo per sé stessi e le proprie passioni (24%).

Un centro benessere domestico

Se sono soprattutto uomini e giovani (18-35 anni) a prediligere le stanze dedicate e progettate per svago e intrattenimento, per il 40% degli italiani, di cui il 45% donne e il 35% uomini, sarebbe un vero e proprio sogno potersi dedicare a sessioni di relax nella spa casalinga con sauna, idromassaggio e bagno turco. Il tempo trascorso in casa e l’impossibilità di praticare attività sportiva all’aperto ha spinto poi i giovani tra i 18 e i 35 anni a desiderare anche una palestra attrezzata con tutto il necessario per allenarsi (33%) e tornare in forma dopo i lockdown.

Non solo divertimento e relax

Ma nella casa dei sogni non ci sono solo divertimento e relax, riporta Ansa. Oltre una persona su 4 (27%) vorrebbe infatti poter contare su un ufficio/studio, chiaro segno di come la DAD e lo smart working abbiano influito sulla riorganizzazione degli spazi abitativi. Questi desideri sono in parte il frutto di come la pandemia abbia influito sul modo di abitare la propria casa. In particolare, l’uso della cucina è aumentato per una persona su 3 (33%), soprattutto tra chi ha oltre 55 anni (42%). Così come è aumentato il tempo che si trascorre nelle zone all’aperto della propria casa, come balcone, terrazzo o giardino (29%).