Investire qualche decina di euro in nuovissimi tubi led, in sostituzione dei vecchi tubi neon, può avere parecchi vantaggi per te.

I nuovissimi tubi led sono infatti progettati per potersi adattare a qualsiasi tipo di alloggio e presentano tonalità di colore in grado di adattarsi certamente all’ambiente in cui desideri posizionarli.

Dunque,  sia che tu abbia bisogno di una luce fredda che di una luce calda, i nuovi tubi led fanno al caso tuo.

Una convenienza economica

Certamente, il primo argomento a supporto della validità dei tubi led è la convenienza economica.

I tubi led sono infatti molto più durevoli rispetto i vecchi tubi neon: considera infatti che questi durano 3 volte di più rispetto i vecchi tubi di tipo tradizionale. Parliamo dunque di un neon che una volta acquistato durerà certamente parecchi anni.

Inoltre, questi offrono una maggiore quantità di luce e al tempo stesso consumano meno energia, sprecando meno anche per quel che riguarda il calore.

Prova ad immaginare il risparmio in bolletta: è proprio questo il motivo che spinge già tantissimi utenti ad effettuare questo tipo di sostituzione, ed il risparmio è assicurato.

Tra l’altro, i moderni tubi led possono essere impiegati non soltanto all’interno ma anche all’esterno di una abitazione o ufficio, con notevoli vantaggi per quel che riguarda la visibilità anche nell’area circostante.

Questi tra l’altro sono molto resistenti anche alle condizioni meteo più avverse, per cui non temono certamente la pioggia o il freddo.

Facilità di installazione

Installare i moderni tubi led è davvero semplice. Ad ogni modo, se pensi non si tratti di un qualcosa alla tua portata o se non hai tempo a sufficienza, puoi sempre contattare un servizio di Pronto Intervento 24 che possa effettuare questo tipo di operazione al posto tuo.

Considera comunque che uno dei grandi vantaggi dei tubi led è che se si rompe una sezione, il tubo led continuerà normalmente a funzionare ad eccezion fatta di quella specifica sezione.

Questo è esattamente il contrario di quanto avveniva con i vecchi tubi neon, i quali si mettevano per intero di funzionare nel caso di malfunzionamento di un singolo componente, caratteristica da non sottovalutare.

Come si installa un tubo led?

La prima cosa da fare è quella di armarsi di metro e misurare sia i tubi a led che pensiamo di acquistare che l’alloggio che li ospiterà.

Noterai poi che sotto ogni tubo ci sono 4 pin: è sufficiente far scorrere la parte termoretraibile del tubo sopra la connessione per andarla a poi a sigillare, riscaldandola. Fatto questo sarà possibile andare a posizionare i clip ed inserire infine la luce a led all’interno del suo alloggio.

Consigli utili per l’installazione dei tubi a led

Ci sono certamente alcune cose che potresti tenere a mente nel momento in cui ti accingi ad installare i tuoi tubi led.

Ad esempio, ricorda che tali tubi non vanno piegati perché altrimenti led potrebbero danneggiarsi.

Chiaramente inoltre, i LED non vanno immersi nell’acqua o collocati su superfici scorrevoli: per questo tipo di necessità esistono prodotti specifici.

Conclusione

Passare dai vecchi tubi neon a quelli nuovi a led è molto conveniente, sia per quel che riguarda la resa che dal punto di vista economico.

La loro installazione non è difficile, ma ad ogni modo potresti affidare questo compito ad un elettricista professionista soprattutto se intendi farne installare più di uno.

Ricorda infine di non piegarli o tenerli lontano dall’acqua e vedrai che i tuoi novissimi tubi a led dureranno tanti anni, regalandoti meravigliose ore di luce.

Quando si necessita di installare delle cassette postali in un edificio, possono esserci dei dubbi che vengono in mente circa la tipologia da acquistare e l’esatta collocazione. Le cassette dovrebbero essere tutti uguali? Che dimensioni dovrebbero avere? Devono essere fissate al muro? Dove vanno posizionate? 

Pertanto, in questo post ti aiuteremo a conoscere i requisiti e le peculiarità di ogni modello di casella di posta, che dovrai tenere a mente per capire come installarle correttamente in condominio o altro tipo di edificio.

Punti salienti relativi alle cassette postali condominiali:

  1. Le cassette postali devono essere posizionate in un luogo ben visibile, luminoso e ben fissate al muro o al pavimento, per evitare che possano essere facilmente spostate.
  2. Ci devono essere tante cassette postali quanti sono gli appartamenti. Inoltre, devono essere ordinate da sinistra verso destra per piano e porte, e riportare la corrispondente identificazione dell’abitazione di appartenenza (il cognome delle persone che vi abitano).
  3. I cognomi dovrebbero essere segnati con etichette autoadesive che siano durevoli.
  4. Le cassette postali devono essere raggruppate in un’area comune con facile accesso dalla strada in modo che il postino possa entrare e trovarle senza difficoltà.
  5. Il postino dovrebbe passare al massimo  attraverso una porta per accedere alle cassette postali.

Sebbene le cassette postali siano elementi comuni in un condominio, ogni proprietario è responsabile della propria cassetta e del fatto che le informazioni su di essa riportate siano corrette e di facile lettura.

Quali sono gli obblighi del condominio relativamente alle cassette postali?

Il condominio deve conoscere e applicare le regole di base sul come e dove installare le cassette postali, per garantire che tutto avvenga nel modo corretto. Inoltre, ha la responsabilità di fare in modo che le cassette siano sempre in perfette condizioni. Nello specifico bisogna:

  1. Installare le caselle di posta tenendo conto che ogni proprietario deve avere la sua. 
  2. Coprire i costi di installazione di nuove cassette postali, se quelle esistenti vengono danneggiate. 
  3. Occuparsi di eventuali riparazioni previa approvazione dell’assemblea.

L’eventualità per la quale le cassette postali vengano installate in modo errato, danneggiate o siano prive di informazioni, può causare la perdita della corrispondenza da parte del proprietario. Per questo consigliamo di avere le cassette postali sempre in buono stato e nel rispetto delle normative.

Cosa succede se la cassetta non è a norma?

Nel caso in cui la cassetta postale non rechi il cognome del titolare, o nel caso in cui questa sia collocata in un punto difficile da raggiungere per il postino all’interno del condominio, ad esempio all’interno di una stanza con porta chiusa a chiave, in questo caso il postino avrà delle oggettive difficoltà relative alla consegna e andrà ad emettere un avviso di giacenza. Ciò significa che il ritiro della busta o corrispondenza avverrà direttamente presso l’ufficio postale. Per questo motivo è bene sempre fare attenzione affinché le cassette postali siano sempre idonee e rispettino tutti i requisiti richiesti, così da non avere problemi in futuro.

Cosa prevede la legge?

La legge prevede, relativamente alle cassette postali, che le stesse debbano essere collocate in un punto facilmente accessibile al portalettere. È inoltre previsto che le cassette debbano avere forma e dimensioni tali da consentire di ospitare facilmente le missive e piccole buste, così come una apertura che permetta di introdurre la posta senza difficoltà.

Dunque ci sono alcune cose di cui il condominio deve tenere conto nel momento in cui va a posizionare le nuove cassette della posta. I diversi modelli esistenti in commercio consentono certamente di trovare una soluzione che bene si adegua anche allo stile architettonico e ai colori presenti nell’ambiente in cui questa viene collocata.

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Gli interventi che hanno lo scopo di migliorare l’efficienza energetica di un appartamento consentono di ridurre notevolmente i consumi e dunque abbattere i costi in bolletta e migliorare al tempo stesso il comfort percepito.

Si tratta di un tema molto importante non solo in ambito domestico ma anche soprattutto in tema di ambiente, dato che i dispositivi elettronici più moderni incidono molto meno sull’inquinamento prodotto rispetto quelli di vecchia generazione.

Questo è il motivo per il quale facciamo bene a sostituire gradualmente tutti i vecchi elettrodomestici e dispositivi elettronici che abbiamo in casa con quelli più moderni ad alta efficienza energetica.

Avere una migliore efficienza energetica significa riuscire a garantire prestazioni migliori con dei consumi più bassi, il che è davvero un connubio perfetto per ogni consumatore. Ciò è vero in particolar modo per quegli elettrodomestici che solitamente consumano di più e dunque hanno bisogno di più energia per funzionare.

È questo ad esempio il caso dei condizionatori d’aria, considerando che i vecchi condizionatori possono consumare anche 1300kWh a differenza di quelli moderni che si attestano sugli 800kWh.

Il bonus fiscale per in condizionatori d’aria

A tal proposito va ricordato che è disponibile un bonus fiscale che consente ai consumatori di acquistare un nuovo condizionatore d’aria con uno sconto del 50%, un’ottima agevolazione grazie alla quale chi decide di installare o sostituire un condizionatore d’aria può risparmiare concretamente usufruendo di questa interessante possibilità.

Per quel che riguarda la necessità di ridurre i consumi è possibile dare un’occhiata ai migliori modelli di climatizzatori Samsung, i quali garantiscono un risparmio energetico notevole unito al miglior comfort in assoluto.

Prestazioni elevate e consumi contenuti dunque per questi dispositivi di nuova generazione che vantano la tecnologia Windfree, per la quale è possibile fare in modo che il classico getto d’aria che arriva in maniera diretta e fastidiosa possa invece trasformarsi in una brezza piacevole che viene diffusa in maniera uniforme grazie agli oltre 21000 microfori.

Se stai pensando dunque di sostituire il tuo vecchio condizionatore d’aria, questo potrebbe essere il momento giusto.

Optoprim è un’azienda con sede a Monza, nota per le sue capacità nell’ambito tecnologico e delle lavorazioni laser in particolare, nonché della fotonica. Tali tecnologie possono essere applicate ad esempio a settori quali quello industriale, ma non solo. Da oltre vent’anni questa importante realtà del settore offre supporto ai propri clienti e li aiuta ad individuare i componenti e gli strumenti migliori in grado di consentire loro di migliorare la qualità della produzione nonché di velocizzarla.

Innovazione e soluzioni sempre nuove

Alla base di tale successo e supremazia nel settore vi sono e continui studi e perfezionamenti che vengono continuamente apportati nell’apposito laboratorio, il quale vanta un gran numero di macchinari che consentono di sperimentare sempre nuove soluzioni o affinare quelle esistenti così da sviluppare e migliorare ogni giorno tali tecnologie, rispondendo in maniera sempre più idonea al richieste dei clienti.

All’interno del sito ufficiale Optoprim è possibile visionare una completa gamma di laser, spettrometri, componentistica optomeccanica e ottica nonchè strumenti che servono per la diagnostica di sorgenti luminose, tra l’altro.

Uno strumento che trova applicazione in ogni ambito

Tali soluzioni trovano dunque applicazione in ambito scientifico, industriale, medico e militare. Dal mercato aerospaziale a quello dell’automazione, passando per il settore energetico e quello estetico, tali soluzioni riescono a rendere più semplice ed efficace il lavoro negli ambiti più svariati e soprattutto consentire di ottenere in maniera più rapida gli effetti che precedentemente richiedevano operazioni più lunghe e complesse. Da qui dunque vi è il continuo ricorso ai laser industriali da parte delle realtà produttive più svariate, con notevoli benefici da ogni punto di vista non ultimo quello relativo ai costi di manodopera.

Sono stati selezionati i migliori fornitori in tutto il mondo, in base alla qualità dei loro prodotti e la capacità di innovare, il che è importantissimo per consentire ogni giorno a ciascun utilizzatore dei suddetti dispositivi di poter disporre della tecnologia più avanzata in grado di rappresentare un reale valore per l’ambito in cui opera.

All’interno di uffici e studi professionali di ogni tipo, vi è solitamente una sala d’attesa dove gli utenti sono invitati ad attendere il proprio turno. Considerando che l’attesa di ciascuno può durare pochi minuti così come un’ora o più, è bene fare in modo da rendere questo lasso di tempo il più possibile piacevole e confortevole. Offrire a tutti la possibilità di potersi dissetare è già un buon inizio, in quanto l’acqua può dare sollievo soprattutto nelle giornate afose o in tutte quelle occasioni in cui si avverte la necessità di bere. L’ufficio che decide di erogare questo servizio deve necessariamente tenere a mente i costi al litro dell’acqua (quella dei boccioni costa molto di più di quella di rubinetto) e la qualità della stessa. Non sempre però, preferire la soluzione più economica comporta necessariamente il dover rinunciare alla qualità, al contrario. È ad esempio questo il caso dei distributori d’acqua per ufficio proposti da IWM, che ha rivoluzionato il settore.

Grazie a questo dispenser di ultima generazione infatti, è possibile prelevare direttamente dalla rete idrica l’acqua da bere e trattarla opportunamente grazie al sistema ad osmosi inversa di cui è dotato. L’acqua sarà dunque ancora più salutare e pura dopo il trattamento, con il grande vantaggio di avere il costo basso che tutti sappiamo (l’acqua di rubinetto è decisamente più economica di quella in bottiglia o dei boccioni), ma non solo. Gli innovativi distributori d’acqua IWM consentono anche di personalizzare l’acqua in base ai propri gusti per quel che riguarda la temperatura, il che è davvero eccezionale, così come il poterla bere gasata e magari accompagnata da qualche cubetto di ghiaccio. È una soluzione sempre più adottata all’interno di uffici di ogni tipo, sia per la sua convenienza che per l’assoluta tranquillità del sapere che sarà la stessa IWM ad occuparsi degli interventi di manutenzione periodica.

Quando si decide di cambiare la cucina di casa si va sempre un pò in confusione perché non è mai semplice scegliere qualcosa semplicemente provando ad immaginare come possa inserirsi nel contesto di casa. Una bella cucina componibile, moderna e dal design ricercato, è abbastanza semplice da riconoscere ma non è detto che possa riempire perfettamente gli spazi all’interno dei nostri locali e godere di quella luce necessaria a mettere in evidenza ogni sfumatura. Questi sono i dubbi che solitamente interessano chi decide di rinnovare questo ambiente così importante di casa, ed è naturale nutrire dei dubbi o voler essere assolutamente sicuri trattandosi di un acquisto importante del quale non è possibile pentirsi. Pedrazzini Arreda risolve ogni dubbio o perplessità grazie a tutta una serie di servizi efficienti e all’avanguardia offerti alla propria clientela. Un team di progettisti aiuterà il cliente nell’individuare la soluzione più adatta, sulla base delle esigenze specifiche e degli spazi a disposizione.

Inoltre, grazie ad appositi software di settore, saranno realizzate delle fedeli anteprime tridimensionali in grado di aiutare il cliente a farsi una precisa idea di quello che sarà l’effetto finale una volta installata la nuova cucina. Individuata la soluzione perfetta, un team di falegnami ed installatori si occuperà fisicamente di mettere in posa la vostra nuova cucina, avendo cura di completare gli allacci idrici ed elettrici per consegnarvi una cucina già pronta da vivere. Pedrazzini Arreda opera da oltre 60 anni nel settore della vendita cucine Milano e conosce perfettamente le esigenze dei propri clienti, ed opera ogni giorno nell’ottica di offrire un servizio sempre migliore. Questo è il motivo per cui questa realtà

è considerato un punto di riferimento in Lombardia. Puoi visitare direttamente lo showroom sito in Via Leone Tolstoi 81 a San Giuliano Milanese oppure contattare il recapito telefonico 0298491249  per qualsiasi tipo di richiesta o informazioni.

Il cambiamento climatico è un tema sempre più dibattuto, attuale e che necessità di risposte e azioni concrete da parte dei governi. Non è certo un caso se all’incirca in 34 paesi del mondo, coinvolti da una ricerca internazionale di Ipsos condotta in collaborazione con il World Economic Forum, oltre la metà degli intervistati (56%) ritiene che i gravi effetti del cambiamento climatico siano già visibili nella propria zona. Inoltre, a causa del cambiamento climatico, più di sette rispondenti su dieci (71%) si aspettano gravi conseguenze nella propria aerea nei prossimi 10 anni e un terzo (35%) prevede lo sfollamento nei prossimi 25 anni.

Gli italiani ancora più negativi

I cittadini italiani mostrano una preoccupazione molto più elevata, rispetto alla media internazionale, in merito alla gravità degli effetti del cambiamento climatico sia nel presente, sia guardando al futuro. Quali sono le principali opinioni? 
La percentuale di intervistati che descrive l’effetto che il cambiamento climatico ha avuto finora nell’area in cui vivono con livelli molto o abbastanza gravi varia dal 25% in Svezia al 75% in Messico, con una media del 56% in tutti i 34 Paesi. A livello internazionale, la maggioranza in 22 dei 34 Paesi esaminati riferisce che la loro area è già stata gravemente colpita dal cambiamento climatico, inclusi 9 Paesi in cui si superano i due terzi: Messico, Ungheria, Turchia, Colombia, Spagna, Italia, India, Cile e Francia. Nello specifico, in Italia sono sette cittadini su dieci a ritenere che il cambiamento climatico ha già avuto effetti gravi nel luogo in cui vivono.

Cosa accadrà nel prossimo decennio?

Gli intervistati vedono nero per quanto riguarda il futuro. La preoccupazione di essere gravemente colpiti dai cambiamenti climatici nel prossimo decennio è espressa dalla maggioranza degli intervistati in ogni Paese esaminato: dal 52% in Malesia a oltre l’80% in Portogallo, Messico, Ungheria, Turchia, Cile, Corea del Sud, Spagna e Italia. Il timore per le conseguenze negative future del cambiamento climatico è maggiore di 15 punti rispetto a quanti affermano che gli effetti gravi siano giù visibili. Infatti, in media a livello internazionale, il 71% si aspetta che il cambiamento climatico avrà un impatto molto o abbastanza grave nella propria area nei prossimi 10 anni. La percentuale aumenta notevolmente in Italia, dove l’81% dei cittadini prevede che la propria area sarà gravemente colpita dai cambiamenti climatici nel prossimo decennio. 

A delineare lo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal: a settembre salgono a 227mila le assunzioni per cui le imprese dichiarano difficoltà di reperimento. Le cause prevalenti si confermano la “mancanza di candidati” (27,8%) e la “preparazione inadeguata” (11,9%), e il mismatch riguarda soprattutto gli operai specializzati (56,8%), i conduttori di impianti fissi e mobili e le professioni tecniche (47%).  Le figure di più difficile reperimento sono Meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori (65,8%), Artigiani e operai specializzati nelle costruzioni (65,6%), ma anche tecnici in campo ingegneristico (64,1%), tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (59,9%), tecnici della salute (54,5%), specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (53,3%) e ingegneri (46,5%).

Nord-Est più in difficoltà

A incontrare le maggiori difficoltà di reperimento sono le imprese delle regioni del Nord-Est, dove sono difficili da reperire il 49% delle figure ricercate, seguite da NordOvest (43%), Centro (42,1%), Sud e Isole (39,3%). Secondo Excelsior sono 524mila i lavoratori ricercati dalle imprese per il mese di settembre, 2mila in meno (-0,4%) rispetto a quanto programmato un anno fa. In frenata il comparto manifatturiero (-13,6%, 15mila posti in meno rispetto a settembre 2021) e soprattutto il commercio (-30,0%, -25mila). Su queste dinamiche sta incidendo il continuo rialzo dei costi dell’energia e delle materie prime, con i relativi effetti su inflazione e consumi. Per quanto riguarda il trimestre settembre-novembre 2022, le assunzioni previste superano di poco 1,4milioni, -3,0% rispetto al 2021.

Quasi un’assunzione su tre riguarda i giovani

La difficoltà di reperimento interessa il 43,3% delle assunzioni programmate (+7% rispetto a settembre 2021), quando il mismatch tra domanda e offerta era pari al 36,4% dei profili ricercati. Quasi un’assunzione su tre (31,7%) riguarda giovani fino a 29 anni d’età. Continua però l’andamento positivo delle costruzioni: 57mila le entrate programmate nel mese (+37,3% annuo), e 154mila per il trimestre settembre-novembre (+30,4%). Sono negative invece le previsioni per la maggior parte dei comparti manifatturieri, che stanno programmando 99mila entrate nel mese e 275mila nel trimestre, con una flessione tendenziale rispettivamente del -13,6% e -13,4%.

Frenata per Industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature

Tra i settori in frenata, soprattutto le Industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature (-31,8% annuo e -31,2% nel trimestre), le Industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (-27,4%, -25,6%), le Industrie meccaniche ed elettroniche (-18,2%, -19,9%) e le Industrie della carta, cartotecnica e stampa (-11,4%, -14,6%). Sono invece 368mila i contratti di lavoro programmati dalle imprese dei servizi (-0,5% su settembre 2021), e oltre 976mila quelli previsti per il trimestre (-3,7% sull’analogo trimestre del 2021).
Il dato negativo è imputabile soprattutto alla contrazione del commercio (-30% e -33,0%), seguito dai servizi media e comunicazione (-5,4% e -2,0%).

Attualmente l’impatto mediatico del Metaverso è maggiore rispetto a quello economico: lo ha sottolineato in occasione del Milano Marketing Festival, Sir Martin Sorrell, già fondatore di WPP nonché ceo di S4 Capital. Eppure è un dato di fatto che le Big Tech, come Facebook o Microsoft stiano concentrando sempre più attenzioni e investimenti nello sviluppo di mondi virtuali. O, per l’appunto, di metaversi. E questi, quando si diffonderanno, cambieranno concretamente il modo di lavorare. È possibile pensare al Metaverso come a una rete di mondi virtuali tridimensionali, all’interno dei quali gli avatar (e ogni persona che vi accederà avrà un avatar) potranno interagire tra loro. Parlare, discutere di un nuovo progetto, condividere informazioni o fare affari.

Rimodellare il concetto di lavoro a distanza

In un mondo in cui lo smart working è ormai parte della ‘normalità’, il Metaverso può rimodellare il concetto stesso di lavoro a distanza, creando nuove forme immersive di collaborazione. Il Metaverso, però, non si creerà e non si svilupperà da solo: parallelamente al suo impatto sul mondo del lavoro, questo nuovo universo virtuale impatterà anche sul mercato del lavoro, con l’aumento importante delle ricerche di figure ben definite.
“Non si tratterà della nascita da zero di nuove figure professionali – spiega Carola Adami, fondatrice di Adami & Associati, società internazionale di selezione del personale – quanto invece della specializzazione di figure già esistenti”.

Costruire gli spazi virtuali e i prodotti che li comporranno

“Prima di tutto – prosegue l’head hunter – serviranno professionisti in grado di costruire sia gli spazi virtuali sia i prodotti che li comporranno. Ecco allora che le aziende attive nel Metaverso avranno la necessità di poter contare su sviluppatori, ingegneri, designer e creatori digitali, tutti profili che nei prossimi anni saranno quindi ancora più ricercati di quanto avviene oggi”.
Il mondo virtuale del Metaverso non deve però essere unicamente creato, deve essere anche gestito e protetto, soprattutto dalle minacce esterne.
Ecco quindi che il Metaverso incrementerà ulteriormente le ricerche di esperti di cyber security, “capaci di ridurre al minimo le falle degli spazi virtuali, per mettere al sicuro sia i dati dei singoli utenti del Metaverso sia quelli delle imprese”, sottolinea Adami.

Nel futuro architetti di sale meeting virtuali e consulenti di viaggio virtuali

“Sarebbe infine sbagliato pensare al Metaverso unicamente come a un luogo per ottimizzare il lavoro da remoto – puntualizza ancora Carola Adami -. Ci saranno conseguenze importanti anche nel mondo della socialità, del gaming e persino del turismo. Non è fantascienza: tra qualche anno potremmo effettivamente essere alla ricerca di architetti per la realizzazione di sale meeting virtuali, e allo stesso tempo, di consulenti di viaggio virtuali”. 

La Commissione Europea ha pubblicato ha pubblicato i risultati dell’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società 2022 (DESI) che registra i progressi compiuti negli Stati membri dell’UE in ambito digitale. Durante la pandemia di Covid-19, gli Stati membri hanno compiuto progressi nei loro sforzi di digitalizzazione ma stentano ancora a colmare le lacune in termini di competenze digitali, digitalizzazione delle PMI e diffusione di reti 5G avanzate. Il dispositivo per la ripresa e la resilienza, con circa 127 miliardi di euro destinati a riforme e investimenti nel settore digitale, offre un’opportunità senza precedenti, che l’UE e gli Stati membri non possono lasciarsi sfuggire, per accelerare la trasformazione digitale. I risultati mostrano che, sebbene la maggior parte degli Stati membri stia avanzando nella trasformazione digitale, le imprese stentano tuttora ad adottare tecnologie digitali fondamentali, come l’intelligenza artificiale (IA) e i big data. Occorre intensificare gli sforzi per garantire la piena diffusione dell’infrastruttura di connettività (in particolare il 5G) necessaria per servizi e applicazioni altamente innovativi. Le competenze digitali sono un altro settore importante in cui gli Stati membri devono compiere progressi più ampi.

I più avanti i paesi del Nord

Finlandia, Danimarca, Paesi Bassi e Svezia restano all’avanguardia dell’UE. Ma anche questi paesi presentano lacune in settori chiave: la diffusione di tecnologie digitali avanzate quali l’IA e i big data, che rimane al di sotto del 30% e molto lontana dall’obiettivo del decennio digitale del 75% per il 2030; la diffusa carenza di personale qualificato, che rallenta il progresso generale e porta all’esclusione digitale.
Sussiste una tendenza generale positiva alla convergenza: il livello di digitalizzazione dell’UE continua a migliorare e gli Stati membri partiti dai livelli più bassi crescono a un ritmo più rapido recuperando terreno a poco a poco. In particolare, l’Italia, la Polonia e la Grecia hanno migliorato notevolmente i loro punteggi DESI negli ultimi 5 anni, realizzando investimenti consistenti grazie a una maggiore attenzione politica al digitale, anche con l’aiuto dei finanziamenti europei. Poiché gli strumenti digitali diventano parte integrante della vita quotidiana e della partecipazione alla società, le persone prive di adeguate competenze digitali rischiano di essere lasciate indietro. Solo il 54% degli europei di età compresa tra i 16 e i 74 anni possiede almeno competenze digitali di base: l’obiettivo è arrivare almeno all’80% entro il 2030.

L’Italia sale di due posizioni

L’Italia continua a guadagnare terreno nel digitale. Nell’edizione 2022 dell’indice Ue di digitalizzazione dell’economia e della società (Desi) il nostro Paese si colloca al 18esimo posto fra i 27 Stati membri, dal 20esimo dell’edizione precedente. Due anni fa era 25esima.
Nonostante i progressi, anche sulla connettività, “la trasformazione digitale” in Italia “sconta ancora varie carenze cui è necessario porre rimedio”, evidenzia Bruxelles, indicando che “oltre la metà dei cittadini italiani non dispone di competenze digitali di base” e “la percentuale degli specialisti digitali nella forza lavoro è inferiore alla media dell’Ue”.

Il mercato immobiliare italiano sta entrando in una nuova fase. Sotto la spinta favorevole ereditata dal 2021 e dalla prima parte del 2022, il mercato è sostenuto dal forte interesse per la casa da parte delle famiglie, e da una maggiore propensione alla diversificazione da parte degli investitori corporate. Nonostante i rincari, la scarsa capacità reddituale e la dipendenza da credito, il desiderio di acquisto dell’abitazione da parte delle famiglie continua a essere significativo. Secondo il 2° Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2022 di Nomisma, l’atteggiamento delle banche però si sta facendo più cauto, e questo porterà a non soddisfare parte delle richieste.

Forte domanda, scarsa capacità reddituale

“Colpisce il fatto che in un momento come questo, in cui si tende addirittura a erodere il risparmio, la casa rimanga nell’immaginario collettivo degli italiani un baluardo a cui aggrapparsi – spiega Luca Dondi dall’Orologio, AD Nomisma -. Sono oltre 3,3 milioni i nuclei familiari che si dicono intenzionati, potendo, ad acquistare un’abitazione”. 
Per quanto riguarda le compravendite, “il 2022 sarà ancora un anno positivo, con una proiezione oltre le 700mila transazioni – aggiunge Dondi -. Per l’anno prossimo, invece, se ne prevedono poco più di 600mila perché molte domande non si tradurranno in un’effettiva compravendita. Questo rimane un risultato lusinghiero, ma dà l’idea del ridimensionamento di un mercato, che seppur trainato da una forte richiesta, presenta difficoltà in termini di capacità reddituale”.

Prezzi in risalita. Anche per uffici e negozi

Al 30 giugno 2022 la variazione annuale dei prezzi delle abitazioni è pari in media al +2,9%, con un range di variazione che va dal +6,3% di Milano al -0,2% di Venezia Laguna. Un risultato coerente con l’intensità della domanda e l’incremento delle compravendite. La dinamica di rialzo dei prezzi ha interessato anche uffici e negozi, che dopo 13 anni di flessione, registrano per la prima volta una variazione positiva dei prezzi, timida risalita dovuta alla riduzione del potere contrattuale della domanda.

Edilizia del futuro e nuove esigenze abitative

La domanda di casa si caratterizza dalla ricerca di dotazioni accessorie, divenute imprescindibili, e dall’esigenza di raggiungere centro urbano e servizi in 15 minuti da casa, a piedi o in bicicletta. 
“A questa necessità si contrappone una carenza di offerta sia per le case in vendita sia in locazione, non solo dal punto di vista quantitativo ma anche qualitativo”, precisa l’AD.
Ma come sarà l’edilizia del futuro? “Estensiva, compenetrata col verde – commenta Carlo Alessandro Puri Negri, Presidente di Blue SGR -, gli uffici dovranno tenere conto di esigenze di flessibilità e di sicurezza, perché andremo sempre più incontro a una soluzione mista, che vede sia il lavoro da casa sia il lavoro in ufficio e dovranno prevedere spazi destinati al benessere e alla socialità degli occupanti”.

Secondo i dati Istat nel primo trimestre 2022 si evidenzia un calo delle nuove attività registrate in Italia (-8,6%). Tra inflazione, aumenti energetici e problemi nel reperimento di alcune materie prime, gli imprenditori italiani sembrano scoraggiati dal contesto economico. Ma c’è chi dall’estero guarda con interesse al nostro Paese. I dati di Semrush, piattaforma di Saas per la gestione della visibilità online, mostrano infatti che la query ‘starting a business in Italy as an american’ ha registrato un incremento di digitazioni del 400%. In forte aumento anche la più generica ricerca ‘starting a small business in Italy’ (+350%), e quella che interroga il web in modo più diretto per capire i passi da compiere per avviare un’attività nel nostro Paese, ovvero, ‘how to start a small business in Italy’, cresciuta del +100%.

La confidenza con gli acquisti online fa crescere l’e-commerce

Le attività che suscitano maggiore interesse sono i bed and breakfast, in calo invece palestre e gelaterie, ma sono gli e-commerce a registrare la crescita maggiore. L’aumento della digitalizzazione nel nostro Paese ha portato inoltre i consumatori ad acquisire una maggior confidenza con gli acquisti online. Secondo i dati degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, in Italia si è registrata una crescita del 23% nel 2021, e si stima un ulteriore aumento del 14% nel corso di questo anno.

Aprire un B&B, una palestra o una gelateria?  

Per quanto riguarda le tipologie di attività che suscita il maggior interesse negli imprenditori, le ricerche su come aprire un bed and breakfast sono le più numerose, con una media di 2.300 volte al mese. Ma a registrare la crescita maggiore sono gli e-commerce, con un incremento del 213%.
In calo, invece, le ricerche su come aprire palestre e gelaterie, entrambe a -33% circa. Per quanto riguarda le palestre, durante il primo lockdown del 2020 si è verificato un boom dei corsi di fitness online (in quel periodo Semrush aveva documentato incrementi di ricerche online anche del 1.000%). Una volta tornati ad aprire i centri sportivi, però, molte persone hanno scelto di mantenere quella modalità di allenamento, senza rinnovare gli abbonamenti in palestra.

Maggior dinamismo e ripresa economica grazie agli imprenditori esteri

Quanto alle gelaterie, invece, forse preoccupa la stagionalità del prodotto, che unita a un contesto economico critico e instabile, porta chi desideri investire in una nuova attività in questo momento a concentrarsi su altro, riferisce Adnkronos.
“Nonostante le difficoltà del momento, l’Italia è guardata con interesse dagli imprenditori esteri, che stanno valutando le aperture di nuovi business nei nostri paesi, informandosi sugli step da compiere – spiega Chiara Clemente, Marketing Manager Italia di Semrush -. Questi dati ci dipingono uno scenario che sembra andare verso un maggior dinamismo e una ripresa economica”.

Il 5G sta crescendo più velocemente di tutte le precedenti generazioni di tecnologie mobili. Per raggiungere il traguardo del miliardo di abbonati il 4G ha impiegato sei anni, mentre il 5G raggiungerà un miliardo di abbonamenti nel 2022, due anni in meno. Solo nel primo trimestre 2022 si sono aggiunti circa 70 milioni, ma i margini sono ancora enormi. A quanto emerge dal Mobility Report di Ericsson, oggi solo un quarto della popolazione mondiale ha accesso potenziale alle reti 5G, attraverso cui passa circa il 10% del traffico mobile globale. Ma entro il 2027 tre quarti della popolazione sarà coperta dalla tecnologia, il 60% del traffico sarà gestito da reti 5G e gli abbonamenti saranno 4,4 miliardi, quasi la metà di tutte le sottoscrizioni.

Il traffico raddoppia ogni due anni

In Europa occidentale a fine 2021 gli abbonamenti erano 31 milioni, in decisa crescita rispetto ai 5 milioni di fine 2020, e nel 2023 sfioreranno 150 milioni.
E se il 4G rappresenta circa l’80% delle sottoscrizioni tenderà a perdere quota a partire dal prossimo anno, e tra cinque anni il 5G avrà una penetrazione dell’82%. Le reti più efficienti sono la condizione base per lo sviluppo di servizi più complessi e la fruizione di prodotti più ‘pesanti’ (streaming, videogiochi, alta definizione). Non sorprende, quindi, che la diffusione di 4G e 5G vada di pari passo con la crescita del traffico dati, raddoppiato negli ultimi due anni.

Verso smartphone da 120 dollari

Anche le vendite di dispositivi 5G sono più che raddoppiate tra il 2020 e il 2021, e molto dipende dagli smartphone. Emergono infatti dispositivi 5G di fascia media, non più solo di gamma da oltre mille euro. E in futuro la connettività di nuova generazione approderà anche alle fasce più economiche, con un prezzo stimato di 120 dollari. Occhiali e visori per la realtà aumentata poi beneficeranno di una connettività che assicura prestazioni migliori, ma la loro diffusione è ancora limitata. La quinta generazione, inoltre, sta favorendo l’emergere di nuovi ‘pacchetti’: a dominare è ancora quello tradizionale, basato su una quantità limitata di dati, ma con il traffico in aumento potrebbe crearsi un ‘tappo’ alla diffusione del 5G.

Abbonamenti: il prezzo cambia in base alla velocità

Le dimensioni delle offerte attuali, riporta AGI, spesso di poche decine di giga, non sono infatti tagliate su prodotti che richiedono un dispendio di dati ben più consistente.   Per lo stesso motivo, fornire a tutti abbonamenti illimitati da centinaia o migliaia di giga potrebbe essere complicato. Ecco allora il modello emergente: un pacchetto dati illimitato, ma solo per alcuni servizi. Il prezzo dell’abbonamento potrebbe quindi cambiare in base al livello di velocità. Per accedere a servizi ‘leggeri’ non è necessario spingere il 5G al limite delle sue capacità, ma chi desidera immagini in altissima definizione e tempi di latenza ridotti potrebbe essere disposto a pagare di più.

Per le prossime vacanze estive si profila una stangata nel settore della ricettività: scatta l’allarme rincari per hotel e ristoranti, ma anche B&B, motel, pensioni, agriturismi, villaggi vacanze, campeggi e ostelli della gioventù. A segnalarlo è l’Unione nazionale consumatori, che ha condotto per l’Adnkronos uno studio elaborando gli ultimi dati Istat relativi al mese di maggio, e stilando una classifica delle città con i maggiori rincari. Nonostante maggio non sia tradizionalmente un mese di ferie, e non ci siano stati ‘ponti’, i prezzi dei servizi di alloggio sono già saliti in media del 12,5% rispetto a maggio 2021. In particolare, +14,7% alberghi e motel, +10,7% pensioni, e +0,4% villaggi vacanze, campeggi e ostelli.

Torino prima in classifica per i prezzi più alti

Ma le differenze sul territorio sono enormi, con oltre 58 punti percentuali di differenza tra la città più cara e la meno cara. Sintomo anche di una differente ripresa della domanda turistica, ancora a macchia di leopardo, con alcune città addirittura in deflazione.  A guidare la classifica della città con i maggiori rialzi nel settore alberghiero è Torino, con un balzo del 40,5% rispetto allo scorso anno, al secondo posto Palermo, con un incremento annuo del 36,5%, e al terzo Siena, con +30,7%.
Appena giù dal podio, Bologna (+28,9%), seguita da Teramo (+23,5%), Milano (21,6%), poi Trieste (+20,7%), Como (+20,2%) e Roma (+19,6%). Chiude la Top Ten Viterbo, con un aumento del +19,3%.

Venezia in deflazione: -17,5%

Sull’altro versante, il dato clamoroso di Venezia, in deflazione con un crollo dei prezzi su base annua del 17,5%. La seconda città più ‘virtuosa’ è Caltanissetta (-4,9%), mentre sul gradino più basso del podio si posiziona Trapani (-1,2%). Ma in deflazione è anche Livorno (-0,4%). L’Unione nazionale consumatori ha condotto un’analisi dei rincari anche su base mensile, da cui risulta che Torino rimane in cima alla Top Ten anche rispetto ad aprile (+33,2%), mentre al secondo posto si piazza Siena (+28,1%) e al terzo Palermo (+18,8%). A seguire Bologna, che mantiene il quarto posto (+14,9%), seguita da Siracusa (+13,3%), Lucca (+13,2%), Parma (+11,6%), Rimini (+11,4%), Campobasso (11,2%) e Como (+10,8%).

A Verona mangiare fuori costa l’8,7% in più rispetto ad aprile

Non va molto meglio per i ristoranti: per i Servizi di ristorazione (ristoranti, pizzerie, bar, pasticcerie, gelaterie, prodotti di gastronomia e rosticceria), l’Istat rileva divari tra le città meno clamorosi rispetto agli alberghi ma sempre consistenti. A fronte di un’inflazione annua al 4,5%, lo scarto tra la città più economica e la più svantaggiosa è pari al 7,5%. A vincere questa classifica è Verona, dove i ristoranti rincarano rispetto a maggio 2021 dell’8,7%, al secondo posto Gorizia (+8,3%), e al terzo Palermo (+7,9%). Seguono Brescia (+7,8%), Forlì-Cesena e Sassari (+7,3% entrambe), Lecco (+7,1%), Olbia (7%), Trento (6,7%), e Piacenza (+6,6%). La città dove mangiare fuori costa meno invece è Campobasso (1,2%), seguita da Massa-Carrara (+1,6%), e Lodi (+1,7%).

In uno studio condotto in 5 Paesi, Italia, UK, Francia, Germania e Spagna Eumetra ha analizzato il rapporto della Gen Z con il mondo finanziario. E ha scoperto forti differenze sia all’interno della Gen Z stessa sia tra Paese e Paese. Nel rapporto con la scolarizzazione e il lavoro, ad esempio, italiani e spagnoli studiano a lungo e ottengono titoli di studio mediamente più alti, ma il loro accesso al lavoro full time è risibile: 11% per gli italiani contro 31% in UK, 35% in Germania e 28% in Francia.
Anche l’accesso al reddito è diverso: solo il 4% degli italiani e il 6% degli spagnoli dichiara di accedere a più di 1.500 euro al mese, a fronte del 28% in UK e 20% in Germania.

Opportunità e fattori di rischio

Ma come possono collocarsi le banche in tale contesto? Ci sono elementi di opportunità e fattori di rischio. Tra le opportunità, i giovanissimi tendono a risparmiare perché hanno, o dichiarano di avere, una progettualità di vita. Quanto ai rischi, i giovanissimi dichiarano di non conoscere particolarmente bene il settore bancario. La ‘consapevole ignoranza’ implica un ruolo di maggior rilevanza della cerchia di influenzatori (famiglia, amici…), che risultano più ‘influenti’ in Italia, Spagna e Francia, dove meno del 30% dichiara di essere autonomo nell’acquisto di prodotti finanziari. Al contrario, tedeschi e inglesi mostrano maggiore indipendenza.

Gli acquisti finanziari sono influenzati dai genitori

Di fatto, gli acquisti finanziari dei giovani sono influenzati dai genitori. Inoltre, i giovanissimi italiani ammettono di conoscere poco i brand, e 4 su 10 dichiarano di essere a conoscenza di 3 big player come Unicredit, Intesa Sanpaolo e Poste. Tra i brand su cui i giovani dichiarano meno ignoranza fanno capolino sia banche con una spiccata immagine ‘conversazionale’, come BPER e Banco Mediolanum, sia player come Satispay. Inoltre, i giovani italiani ‘iperdigitalizzati’ usano ancora il denaro contante (1 su 2) e la carta di credito (43%) seguita da PayPal (42%). Le app come Apple Pay o Samsung Pay convincono solo un giovane su 5.

Il passaparola è la prima fonte di informazione

Quindi, come farsi conoscere dai giovanissimi? Il passaparola, fisico e digitale, di genitori e amici è la prima fonte di informazione. La conoscenza del sistema di influenza è quindi centrale per intercettarli.
I mezzi da cui attendono comunicazione sono prevalentemente online, ma non necessariamente social, che piacciono ma non discriminano per categoria merceologica. Quanto ai contenuti di comunicazione attesi invece devono mostrare il vantaggio economico e mostrare quali risultati si possono ottenere
In altre parole, non dimentichiamo che sono una generazione pragmatica e razionale, più di quanto agli adulti, più emotivi e impulsivi, piace ammettere.