La tecnologia è ovunque, ma non senza conseguenze. Viviamo immersi nella tecnologia, tra smartphone, social network e connessioni costanti. Se da un lato questi strumenti semplificano la vita, dall’altro stanno generando nuove forme di disagio, soprattutto nei più giovani.
Due episodi recenti lo confermano: un adolescente ricoverato per una forte crisi da astinenza da smartphone e una bambina che ha compiuto un gesto estremo dopo che le era stato tolto il cellulare. Segnali che non possono essere ignorati.
Una risposta concreta: il decalogo per la salute digitale
Per affrontare il fenomeno crescente della dipendenza tecnologica tra bambini e adolescenti, l’Intergruppo Parlamentare Prevenzione e Riduzione del Rischio, guidato dall’onorevole Gian Antonio Girelli, ha organizzato un incontro pubblico con esperti del settore. L’obiettivo: promuovere una cultura dell’uso consapevole del digitale, a partire da un decalogo rivolto a genitori ed educatori. Ecco i dieci suggerimenti chiave:
- Dare il buon esempio: i bambini imitano gli adulti, che devono mostrare equilibrio nell’uso degli strumenti digitali.
- Impostare regole precise: stabilire insieme ai figli limiti di tempo e zone “libere” dalla tecnologia in casa.
- Favorire esperienze offline: sport, gioco, lettura e creatività sono essenziali per uno sviluppo armonioso.
- Non usare i dispositivi come pacificatori: evitare di calmare i bambini con schermi, ma aiutarli a comprendere le emozioni.
- Proteggere i momenti di relazione: niente tecnologia durante pasti, sonno e conversazioni familiari.
- Adattare l’uso all’età: no a schermi sotto i 2 anni, accompagnamento attivo fino ai 12, niente social prima di quell’età.
- Non anticipare i tempi: l’uso precoce dei social può compromettere l’equilibrio emotivo e relazionale.
- Essere presenti online: conoscere ciò che i figli guardano e utilizzano, dialogare con loro su contenuti e app.
- Riconoscere segnali critici: irritabilità, isolamento, ossessione per lo smartphone richiedono attenzione e supporto.
- Collaborare come comunità educativa: scuola, famiglia e istituzioni devono agire insieme per una crescita digitale responsabile.
L’allarme degli specialisti
Il professor Giuseppe Ducci, direttore della Salute Mentale della ASL Roma 1, ha spiegato che la cosiddetta “dipendenza da schermo” è solo il sintomo di un problema più ampio: la crisi della relazione educativa. “Oggi, già nei primi mesi di vita, vediamo madri distratte dal cellulare mentre allattano, e questo compromette la formazione del legame affettivo”, ha detto Ducci. Con l’arrivo dell’adolescenza, il rischio cresce, perché la connessione digitale prende il posto del contatto umano.
Una generazione in difficoltà
Dopo la pandemia, la situazione è peggiorata: la perdita dei contesti educativi e sociali ha reso i ragazzi più vulnerabili. Nella sola unità di salute mentale per giovani della ASL Roma 1, i casi seguiti sono più che raddoppiati in quattro anni. Disturbi alimentari, autolesionismo, isolamento sociale e ansia sono in aumento. “Non è lo smartphone in sé il colpevole – ha sottolineato Ducci – ma il contesto familiare, affettivo e relazionale che lo circonda”.
Educare oggi per prevenire domani
Secondo l’onorevole Girelli, è urgente avviare un percorso condiviso: “Educare all’uso corretto della tecnologia non è più facoltativo. Dobbiamo agire in anticipo, senza demonizzare, ma anche senza minimizzare i rischi”.
Il decalogo rappresenta un primo passo per costruire una consapevolezza diffusa, capace di restituire equilibrio tra digitale e vita reale.
