Over50 e fashion retail: la moda è un dialogo con il tempo

I Re-Styler, vivono lo stile come gesto identitario, piacere quotidiano e ponte tra memoria e contemporaneità. Sono gli over50, che a differenza delle generazioni più giovani non si limitano a “seguire la moda”, ma la reinterpretano piegandola al proprio vissuto e trasformandola in un linguaggio personale.

Da questa consapevolezza nasce la ricerca ‘Re-Styler – non chiamateli boomer’, la seconda edizione dell’Osservatorio Moda e Generazioni che esplora abitudini, valori e comportamenti di consumo dei 50-65enni, ed è condotta per McArthurGlen.
Dietro l’etichetta anagrafica si nasconde quindi una generazione viva, curiosa, sofisticata e moderna, che non vede nella moda un semplice guardaroba da aggiornare, ma un dialogo con il tempo.

Lo stile è unicità

La generazione degli over50 ha saputo reinventarsi nel tempo, costruendo un rapporto personale e profondo con la moda. È una generazione che ha un legame profondo e storicizzato con la moda, ma che pone un’attenzione particolare alla contemporaneità e alla trasformazione. Per molti di loro, lo stile è unicità ricercata con interesse. Capi e accessori non sono solo oggetti, ma custodi di memorie. Il lusso si traduce in qualità dei tessuti, cura dei dettagli ed esclusività vissuta con naturalezza.

Rispetto alle generazioni più giovani i Re-Styler amano scegliere i capi con cura, attribuendo un’importanza fondamentale alla qualità (44%). Spesso preferiscono i negozi fisici (49%), dove ritrovano l’interazione umana, e l’esperienza sensoriale gratifica l’acquisto. 

Il guardaroba come spazio emotivo

Per i Re-Styler la moda va oltre l’aspetto estetico: è gusto (52%), identità (41%), benessere (41%).
È un modo per raccontarsi, per restare al passo con i tempi e per prendersi cura di sé. Il guardaroba diventa uno spazio emotivo, dove convivono capi amati e nuovi desideri, e dove la scelta di cosa indossare è un atto di consapevolezza.

D’altro canto, il 42% dichiara di possedere più abiti del necessario, un dato più alto rispetto alle generazioni più giovani (22% GenZ, 31% Millennials), mostrando l’accumulo nel tempo come risultato di una connessione radicata con i propri capi. Una persona su tre però dichiara di essere incline al decluttering, soprattutto tra le donne.

Il lusso è sinonimo di qualità

Anche i Re-Styler prestano attenzione all’aspetto della sostenibilità (55%) e all’etica della produzione (63%), ma solo il 15% è disposto a spendere di più per inseguire le tendenze.
Il lusso, per loro, è qualità di tessuti e dettagli (55%), eleganza (40%), unicità (28%). È uno stile che dura nel tempo (36%) e racconta una storia. 

I richiami agli anni ’70/’80/’90 suscitano emozioni positive (49%) e diventano fonte di ispirazione, nonostante permanga la consapevolezza che spesso si tratta di marketing (44%).
Pur presenti sui social, traggono ispirazione soprattutto da vetrine (53%), siti dei brand, pubblicità e riviste (16%).
Instagram e Facebook sono i social più stimolanti (41%), ma il loro ruolo è meno centrale rispetto ai più giovani. I contenuti digitali dei brand vengono seguiti con interesse, ma anche spirito critico.