Better Leaders of Tomorrow: le caratteristiche chiave della leadership futura

Come deve evolvere il modello di leadership? Il 100% dei manager identifica la capacità di gestire situazioni impreviste come la priorità assoluta per i leader di domani, mentre il 91% degli studenti riconosce che la sfida più urgente sarà costruire un equilibrio sostenibile tra automazione e relazioni umane.
Navigare l’incertezza, infatti, non significa solo saper gestire le crisi, ma prendere decisioni anche in assenza di punti di riferimento stabili, integrando dati, intuito e capacità di lettura del contesto.

Emerge dal white paper “Better Leaders of Tomorrow”, della Rome Business School in collaborazione con Buono & Partners. Lo studio analizza le traiettorie evolutive della leadership per accompagnare organizzazioni e imprese verso una nuova cultura manageriale basata su tre aree tematiche, Purpose Driven Networking, Navigare l’incertezza, Gestione della workforce ibrida.

Purpose Driven Networking: allineare manager e collaboratori

Quanto al Purpose Driven Networking, raccoglie un consenso trasversale (4,75 manager, 4,66 studenti), confermando che le reti professionali fondate su senso condiviso e fiducia sono considerate un pilastro della leadership capace di generare appartenenza.

Quando il purpose è formalizzato e vissuto all’interno dell’organizzazione diventa un riferimento stabile che allinea leadership e collaboratori, facilita le scelte strategiche e consolida la fiducia.
Ma il principio alla base di una leadership guidata da profitto ed etica è il People First. Essere CEO significa anche questo, custodire i valori in cui si crede, dare continuità al purpose e renderlo concreto ogni giorno.

Non basta “essere” leader, bisogna “diventarlo” ogni giorno

La leadership di oggi viene percepita come una combinazione di curiosità e agilità, spirito imprenditoriale e attenzione al benessere psicologico, un insieme di qualità ritenute indispensabili per affrontare un mondo in cui la tecnologia emerge come terreno di tensione e opportunità.
“Oggi non basta più ‘essere’ leader, ma serve ‘diventarlo’ ogni giorno, adattandosi ai cambiamenti con consapevolezza, empatia e visione sistemica”, afferma Benedetto Buono di Buono & Partners.

L’adattabilità diventa il valore guida: imparare a imparare, investire in upskilling e reskilling saranno elementi decisivi per interpretare un mondo in rapido cambiamento. Al tempo stesso, servono leader capaci di integrare tecnologia e sensibilità umana, ripensando processi, relazioni e modelli organizzativi per valorizzare la coesistenza tra persone e innovazione.

Workforce ibrida e Intelligenza artificiale

Non solo, la gestione della workforce ibrida si è distinta come un tema centrale, ma se i manager le hanno attribuito una media di 4,5, evidenziando una maggiore varietà di punti di vista, per gli studenti è risultata l’area più rilevante in assoluto, con un punteggio medio più alto (4,72).

Il lavoro ibrido, infatti, è oggi preferito da oltre l’83% dei lavoratori a livello globale e già adottato in forma strutturata dal 44% dei lavoratori dell’Unione Europea.
In parallelo, l’AI non si limita più a supportare processi, diventa un vero e proprio co-attore nei contesti lavorativi, capace di aumentare la produttività e amplificare il potenziale umano. Anche nei ruoli tradizionalmente più esposti all’automazione.