Lavoro: a settembre mancano candidati per 227mila assunzioni 

A delineare lo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal: a settembre salgono a 227mila le assunzioni per cui le imprese dichiarano difficoltà di reperimento. Le cause prevalenti si confermano la “mancanza di candidati” (27,8%) e la “preparazione inadeguata” (11,9%), e il mismatch riguarda soprattutto gli operai specializzati (56,8%), i conduttori di impianti fissi e mobili e le professioni tecniche (47%).  Le figure di più difficile reperimento sono Meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori (65,8%), Artigiani e operai specializzati nelle costruzioni (65,6%), ma anche tecnici in campo ingegneristico (64,1%), tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (59,9%), tecnici della salute (54,5%), specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (53,3%) e ingegneri (46,5%).

Nord-Est più in difficoltà

A incontrare le maggiori difficoltà di reperimento sono le imprese delle regioni del Nord-Est, dove sono difficili da reperire il 49% delle figure ricercate, seguite da NordOvest (43%), Centro (42,1%), Sud e Isole (39,3%). Secondo Excelsior sono 524mila i lavoratori ricercati dalle imprese per il mese di settembre, 2mila in meno (-0,4%) rispetto a quanto programmato un anno fa. In frenata il comparto manifatturiero (-13,6%, 15mila posti in meno rispetto a settembre 2021) e soprattutto il commercio (-30,0%, -25mila). Su queste dinamiche sta incidendo il continuo rialzo dei costi dell’energia e delle materie prime, con i relativi effetti su inflazione e consumi. Per quanto riguarda il trimestre settembre-novembre 2022, le assunzioni previste superano di poco 1,4milioni, -3,0% rispetto al 2021.

Quasi un’assunzione su tre riguarda i giovani

La difficoltà di reperimento interessa il 43,3% delle assunzioni programmate (+7% rispetto a settembre 2021), quando il mismatch tra domanda e offerta era pari al 36,4% dei profili ricercati. Quasi un’assunzione su tre (31,7%) riguarda giovani fino a 29 anni d’età. Continua però l’andamento positivo delle costruzioni: 57mila le entrate programmate nel mese (+37,3% annuo), e 154mila per il trimestre settembre-novembre (+30,4%). Sono negative invece le previsioni per la maggior parte dei comparti manifatturieri, che stanno programmando 99mila entrate nel mese e 275mila nel trimestre, con una flessione tendenziale rispettivamente del -13,6% e -13,4%.

Frenata per Industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature

Tra i settori in frenata, soprattutto le Industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature (-31,8% annuo e -31,2% nel trimestre), le Industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (-27,4%, -25,6%), le Industrie meccaniche ed elettroniche (-18,2%, -19,9%) e le Industrie della carta, cartotecnica e stampa (-11,4%, -14,6%). Sono invece 368mila i contratti di lavoro programmati dalle imprese dei servizi (-0,5% su settembre 2021), e oltre 976mila quelli previsti per il trimestre (-3,7% sull’analogo trimestre del 2021).
Il dato negativo è imputabile soprattutto alla contrazione del commercio (-30% e -33,0%), seguito dai servizi media e comunicazione (-5,4% e -2,0%).