Gen Z e denaro: il rapporto con il mondo finanziario

In uno studio condotto in 5 Paesi, Italia, UK, Francia, Germania e Spagna Eumetra ha analizzato il rapporto della Gen Z con il mondo finanziario. E ha scoperto forti differenze sia all’interno della Gen Z stessa sia tra Paese e Paese. Nel rapporto con la scolarizzazione e il lavoro, ad esempio, italiani e spagnoli studiano a lungo e ottengono titoli di studio mediamente più alti, ma il loro accesso al lavoro full time è risibile: 11% per gli italiani contro 31% in UK, 35% in Germania e 28% in Francia.
Anche l’accesso al reddito è diverso: solo il 4% degli italiani e il 6% degli spagnoli dichiara di accedere a più di 1.500 euro al mese, a fronte del 28% in UK e 20% in Germania.

Opportunità e fattori di rischio

Ma come possono collocarsi le banche in tale contesto? Ci sono elementi di opportunità e fattori di rischio. Tra le opportunità, i giovanissimi tendono a risparmiare perché hanno, o dichiarano di avere, una progettualità di vita. Quanto ai rischi, i giovanissimi dichiarano di non conoscere particolarmente bene il settore bancario. La ‘consapevole ignoranza’ implica un ruolo di maggior rilevanza della cerchia di influenzatori (famiglia, amici…), che risultano più ‘influenti’ in Italia, Spagna e Francia, dove meno del 30% dichiara di essere autonomo nell’acquisto di prodotti finanziari. Al contrario, tedeschi e inglesi mostrano maggiore indipendenza.

Gli acquisti finanziari sono influenzati dai genitori

Di fatto, gli acquisti finanziari dei giovani sono influenzati dai genitori. Inoltre, i giovanissimi italiani ammettono di conoscere poco i brand, e 4 su 10 dichiarano di essere a conoscenza di 3 big player come Unicredit, Intesa Sanpaolo e Poste. Tra i brand su cui i giovani dichiarano meno ignoranza fanno capolino sia banche con una spiccata immagine ‘conversazionale’, come BPER e Banco Mediolanum, sia player come Satispay. Inoltre, i giovani italiani ‘iperdigitalizzati’ usano ancora il denaro contante (1 su 2) e la carta di credito (43%) seguita da PayPal (42%). Le app come Apple Pay o Samsung Pay convincono solo un giovane su 5.

Il passaparola è la prima fonte di informazione

Quindi, come farsi conoscere dai giovanissimi? Il passaparola, fisico e digitale, di genitori e amici è la prima fonte di informazione. La conoscenza del sistema di influenza è quindi centrale per intercettarli.
I mezzi da cui attendono comunicazione sono prevalentemente online, ma non necessariamente social, che piacciono ma non discriminano per categoria merceologica. Quanto ai contenuti di comunicazione attesi invece devono mostrare il vantaggio economico e mostrare quali risultati si possono ottenere
In altre parole, non dimentichiamo che sono una generazione pragmatica e razionale, più di quanto agli adulti, più emotivi e impulsivi, piace ammettere.