A spingere gli acquisti degli stranieri durante il peridio dei saldi invernali è soprattutto il Made in Italy. I grandi marchi dell’alta moda italiana restano la prima scelta per il 57,7% dei turisti, in crescita del 2,1% rispetto al 2025.
In aumento però anche l’interesse per i prodotti artigianali locali, scelti dal 23,8% degli acquirenti, segnale di una domanda sempre più orientata verso identità, autenticità e qualità del territorio.
Ed è Firenze a dominare lo shopping turistico, con il 42% dei visitatori attratti dai negozi della città. Ma quando si guarda allo scontrino medio, il primato passa a Milano, dove ogni turista spende mediamente 184 euro.
Questi alcuni dati sull’impatto dei flussi turistici sui saldi emersi da un focus Confcommercio – Format Research.
Milano seconda poi Napoli e Roma
Sono dati che evidenziano un’alta propensione all’acquisto lungo le direttrici centrali e nei distretti moda della città, sostenuti da un mix di boutique, marchi internazionali e offerta locale.
Milano infatti è seconda per il turismo dello shopping (38%), Napoli terza (35,8%) e Roma quarta (33,8%).
Per quanto riguarda lo scontrino medio, a Milano seguono Firenze, con 168 euro, Roma, con 162, e Napoli, che chiude la classifica con una spesa più contenuta, pari a 110 euro.
Roma si conferma, invece, la meta più attrattiva per la clientela internazionale. Il 34% dei turisti nei negozi arriva infatti dall’estero, seguita da Milano (32%), Napoli (21%) e Firenze (19%).
Dal leisure al “bleisure” il turismo sostiene i negozi
“Per quasi sei negozi su dieci le vendite sono in linea o migliori rispetto allo stesso periodo del 2025 – commenta Giulio Felloni, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio -. I risultati più performanti si concentrano nelle città e nelle aree a forte vocazione turistica, dove l’effetto shopping tourism si è fatto sentire in modo evidente. Turismo e saldi si confermano un binomio vincente, ulteriormente rafforzato dal turismo business legato alle grandi fiere e agli eventi internazionali della moda, come Pitti, Milano Unica e la fashion week milanese. Un turismo, quindi, che evolve da quello leisure d’inizio anno a quello ‘bleisure’, capace di coniugare lavoro e svago, che continua a sostenere i consumi nei negozi fisici”, riporta Ansa.
ll binomio tra griffe e manifattura locale alimenta una domanda ibrida
Il baricentro resta comunque il turista domestico ed europeo di prossimità, con ricadute diffuse su vie commerciali e negozi fisici.
Lo shopping tourism agisce quindi da moltiplicatore dei consumi, con risultati più evidenti nelle aree ad alta densità turistica, dove la frequenza d’ingresso si traduce in volumi costanti per la rete retail.
Inoltre, riferisce Assodigitale.it, il posizionamento dell’offerta, il peso dei brand di fascia alta e il calendario di fiere ed eventi internazionali sostengono il ticket medio, anche in periodo di saldi.
Il binomio tra griffe e manifattura autoctona alimenta poi una domanda ibrida, dove lusso internazionale e autenticità locale convivono sostenendo i saldi e stabilizzando i flussi in città a forte vocazione turistica.
