Optoprim è un’azienda con sede a Monza, nota per le sue capacità nell’ambito tecnologico e delle lavorazioni laser in particolare, nonché della fotonica. Tali tecnologie possono essere applicate ad esempio a settori quali quello industriale, ma non solo. Da oltre vent’anni questa importante realtà del settore offre supporto ai propri clienti e li aiuta ad individuare i componenti e gli strumenti migliori in grado di consentire loro di migliorare la qualità della produzione nonché di velocizzarla.

Innovazione e soluzioni sempre nuove

Alla base di tale successo e supremazia nel settore vi sono e continui studi e perfezionamenti che vengono continuamente apportati nell’apposito laboratorio, il quale vanta un gran numero di macchinari che consentono di sperimentare sempre nuove soluzioni o affinare quelle esistenti così da sviluppare e migliorare ogni giorno tali tecnologie, rispondendo in maniera sempre più idonea al richieste dei clienti.

All’interno del sito ufficiale Optoprim è possibile visionare una completa gamma di laser, spettrometri, componentistica optomeccanica e ottica nonchè strumenti che servono per la diagnostica di sorgenti luminose, tra l’altro.

Uno strumento che trova applicazione in ogni ambito

Tali soluzioni trovano dunque applicazione in ambito scientifico, industriale, medico e militare. Dal mercato aerospaziale a quello dell’automazione, passando per il settore energetico e quello estetico, tali soluzioni riescono a rendere più semplice ed efficace il lavoro negli ambiti più svariati e soprattutto consentire di ottenere in maniera più rapida gli effetti che precedentemente richiedevano operazioni più lunghe e complesse. Da qui dunque vi è il continuo ricorso ai laser industriali da parte delle realtà produttive più svariate, con notevoli benefici da ogni punto di vista non ultimo quello relativo ai costi di manodopera.

Sono stati selezionati i migliori fornitori in tutto il mondo, in base alla qualità dei loro prodotti e la capacità di innovare, il che è importantissimo per consentire ogni giorno a ciascun utilizzatore dei suddetti dispositivi di poter disporre della tecnologia più avanzata in grado di rappresentare un reale valore per l’ambito in cui opera.

Arriva la bella stagione, e sopratutto in un momento come questo le catenarie stanno diventando un oggetto di alto interesse sia per i privati, che vogliono abbellire il proprio giardino, e sia i locali pubblici, ristoranti e bar in primis, che avranno probabilmente la necessità, nei mesi a venire, di sfruttare gli spazi esterni. Le catenarie consentono di coprire ampie metrature e sono estremamente flessibili, oltre che dare un aspetto festoso ed originale al proprio patio, terrazzo, portico o spazio esterno in generale.

Interessanti sono le soluzioni fai da te, che consentono di scegliere:

  • metratura del cavo elettrico
  • colore
  • posizionamento della lampadine
  • colore lampadine

Si può quindi spaziare da un bianco elegante ad un effetto multicolore, ed uno dei grandi vantaggi di questa soluzione (contrariamente a quanto accade, ad esempio, per le luci che utilizziamo per addobbare l’albero di Natale) è quello del funzionamento indipendente di ciascuna lampadina: se una non funziona, le altre continuano ad illuminarsi

E che dire poi delle tipiche lampadine con filamento a vista, che danno quel tocco di vintage? Ultimamente sono molto apprezzate, con il loro stile retro ma anche elegante e raffinato, per una soluzione di illuminazione low cost fai da te che ti consente di risparmiare davvero molto e, al tempo stesso, riuscire a distribuire in modo uniforme e puntuale l’illuminazione del tuo ambiente esterno.

Le catenarie ad uso esterno devono avere il requisito indispensabile di resistere alla sospensione, e pertanto devono essere dotate di cavo in PVC antistrappo resistente, ed agli agenti atmosferici: occhio quindi alla certificazione IP65, che mette al riparo da eventuali danni dovuti all’esposizione al sole, alla pioggia o, in caso di installazione in località vicine al mare, alla salsedine.

All’interno di uffici e studi professionali di ogni tipo, vi è solitamente una sala d’attesa dove gli utenti sono invitati ad attendere il proprio turno. Considerando che l’attesa di ciascuno può durare pochi minuti così come un’ora o più, è bene fare in modo da rendere questo lasso di tempo il più possibile piacevole e confortevole. Offrire a tutti la possibilità di potersi dissetare è già un buon inizio, in quanto l’acqua può dare sollievo soprattutto nelle giornate afose o in tutte quelle occasioni in cui si avverte la necessità di bere. L’ufficio che decide di erogare questo servizio deve necessariamente tenere a mente i costi al litro dell’acqua (quella dei boccioni costa molto di più di quella di rubinetto) e la qualità della stessa. Non sempre però, preferire la soluzione più economica comporta necessariamente il dover rinunciare alla qualità, al contrario. È ad esempio questo il caso dei distributori d’acqua per ufficio proposti da IWM, che ha rivoluzionato il settore.

Grazie a questo dispenser di ultima generazione infatti, è possibile prelevare direttamente dalla rete idrica l’acqua da bere e trattarla opportunamente grazie al sistema ad osmosi inversa di cui è dotato. L’acqua sarà dunque ancora più salutare e pura dopo il trattamento, con il grande vantaggio di avere il costo basso che tutti sappiamo (l’acqua di rubinetto è decisamente più economica di quella in bottiglia o dei boccioni), ma non solo. Gli innovativi distributori d’acqua IWM consentono anche di personalizzare l’acqua in base ai propri gusti per quel che riguarda la temperatura, il che è davvero eccezionale, così come il poterla bere gasata e magari accompagnata da qualche cubetto di ghiaccio. È una soluzione sempre più adottata all’interno di uffici di ogni tipo, sia per la sua convenienza che per l’assoluta tranquillità del sapere che sarà la stessa IWM ad occuparsi degli interventi di manutenzione periodica.

Quando si decide di cambiare la cucina di casa si va sempre un pò in confusione perché non è mai semplice scegliere qualcosa semplicemente provando ad immaginare come possa inserirsi nel contesto di casa. Una bella cucina componibile, moderna e dal design ricercato, è abbastanza semplice da riconoscere ma non è detto che possa riempire perfettamente gli spazi all’interno dei nostri locali e godere di quella luce necessaria a mettere in evidenza ogni sfumatura. Questi sono i dubbi che solitamente interessano chi decide di rinnovare questo ambiente così importante di casa, ed è naturale nutrire dei dubbi o voler essere assolutamente sicuri trattandosi di un acquisto importante del quale non è possibile pentirsi. Pedrazzini Arreda risolve ogni dubbio o perplessità grazie a tutta una serie di servizi efficienti e all’avanguardia offerti alla propria clientela. Un team di progettisti aiuterà il cliente nell’individuare la soluzione più adatta, sulla base delle esigenze specifiche e degli spazi a disposizione.

Inoltre, grazie ad appositi software di settore, saranno realizzate delle fedeli anteprime tridimensionali in grado di aiutare il cliente a farsi una precisa idea di quello che sarà l’effetto finale una volta installata la nuova cucina. Individuata la soluzione perfetta, un team di falegnami ed installatori si occuperà fisicamente di mettere in posa la vostra nuova cucina, avendo cura di completare gli allacci idrici ed elettrici per consegnarvi una cucina già pronta da vivere. Pedrazzini Arreda opera da oltre 60 anni nel settore della vendita cucine Milano e conosce perfettamente le esigenze dei propri clienti, ed opera ogni giorno nell’ottica di offrire un servizio sempre migliore. Questo è il motivo per cui questa realtà

è considerato un punto di riferimento in Lombardia. Puoi visitare direttamente lo showroom sito in Via Leone Tolstoi 81 a San Giuliano Milanese oppure contattare il recapito telefonico 0298491249  per qualsiasi tipo di richiesta o informazioni.

Secondo i dati provvisori Istat a settembre il numero di occupati in Italia risulta sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente, confermando la flessione dei disoccupati registrata ad agosto e il calo degli inattivi. La sostanziale stabilità dell’occupazione (+6mila unità) è sintesi fra l’aumento osservato tra le donne, i dipendenti a tempo indeterminato e gli over50, e la diminuzione tra gli indipendenti e i 25-34enni. Nel complesso, quindi, il tasso di occupazione a settembre sale al 58,2%, lo 0,1% in più rispetto al mese precedente.

Il tasso di inattività resta invariato al 35,5%

La flessione del numero di persone in cerca di lavoro (-0,9%, pari a -22 mila unità) coinvolge gli uomini e gli under 50, mentre tra le donne e gli ultra 50enni si osserva una leggera crescita. Il tasso di disoccupazione scende poi al 9,6% (-0,1 punti) e tra i giovani al 29,7% (-1,7 punti).

Anche il numero di inattivi risulta in lieve diminuzione (-0,1%, pari a -15 mila unità): tale andamento è frutto del calo tra le donne e gli over35, non completamente compensato dall’aumento osservato tra gli uomini e gli under35.

Il tasso di inattività resta invariato al 35,5%.

Terzo trimestre 2020, +113 mila occupati

Nel terzo trimestre 2020 il livello di occupazione è superiore dello 0,5% a quello del trimestre precedente, registrando un aumento di +113 mila unità.

Nel trimestre crescono però anche le persone in cerca di occupazione (+18,1%, pari a +379 mila) e calano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-3,7% pari a -521mila unità). Le ripetute flessioni congiunturali registrate tra marzo e giugno 2020 hanno fatto sì che, anche nel mese di settembre 2020, l’occupazione continui a essere più bassa di quella registrata nello stesso mese del 2019 (-1,7% pari a -387mila unità). La diminuzione coinvolge uomini e donne di qualsiasi età, dipendenti (-281mila) e autonomi (-107mila), con l’unica eccezione degli over50, tra i quali gli occupati crescono di 194mila unità, soprattutto per effetto della componente demografica.

In un anno il tasso di occupazione scende dello 0,9%

A settembre 2020 le ore pro capite effettivamente lavorate, calcolate sul complesso degli occupati, sono pari a 34,8, un livello di 0,7 ore inferiore a quello registrato a settembre 2019, e la differenza si riduce a 0,4 ore per i dipendenti. In un anno però il tasso di occupazione scende di 0,9 punti percentuali, anche se nell’arco dei dodici mesi diminuiscono le persone in cerca di lavoro (-2,3%, pari a -59mila unità), e aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+2,5%, pari a +333 mila).

Il terzo trimestre dell’anno si chiude con molte incognite. Miglioramenti produttivi e tentativi di recupero continuano a essere disomogenei, sia a livello settoriale sia territoriale. Le famiglie mantengono atteggiamenti ambivalenti nei confronti del consumo, tra voglia di ritorno alla vita “normale” e paura per il futuro sanitario ed economico. Secondo l’Indicatore Consumi Confcommercio, nel confronto annuo agosto si conferma ancora in territorio negativo, seppure in miglioramento rispetto a luglio. Il ritorno di alcune funzioni di consumo in territorio positivo non deve però illudere sulla possibilità di un recupero dei volumi. Tanto che nel mese la situazione è drammatica, soprattutto per i servizi ricreativi (-61,6%), gli alberghi (-35%) e i pubblici esercizi (-26%). Il ritorno sui livelli precedenti la pandemia appare quindi lontano, in modo più evidente per le funzioni legate al tempo libero, ai trasporti e al turismo, per il quale un andamento meno disastroso ad agosto ha solo attenuato il calo pregresso.

A breve termine le prospettive continuano a essere molto incerte

Le prospettive a breve continuano a essere molto incerte, sia per i rischi di una recrudescenza della pandemia a livello mondiale sia per gli effetti sulle imprese e il lavoro. I modesti recuperi congiunturali rilevati a luglio sul versante dell’occupazione non possono far trascurare la progressiva riduzione di imprenditori nel settore dei servizi, sintomo della mancata riapertura di molte imprese, le cui conseguenze sul lavoro dipendente potrebbero diventare evidenti nei mesi autunnali, attenuando il recupero della domanda interna. Inoltre, permane la questione della ridotta mobilità internazionale, elemento che induce a guardare con prudenza alla possibilità di un completo recupero della filiera turistica, soprattutto per la componente extra-UE.

Per alcuni segmenti si comincia a intravedere il ritorno della domanda

Nel confronto con lo stesso mese del 2019 ad agosto 2020, per alcuni segmenti, concentrati prevalentemente tra i beni, si comincia a intravedere il ritorno della domanda in territorio positivo. Va anche sottolineato come il confronto su base annua sia stato, in alcuni casi, condizionato da fattori eccezionali quali la differente tempistica dello svolgimento dei tradizionali saldi. Per quanto riguarda, ad esempio, le autovetture, l’incremento a due cifre riflette, oltre alla preferenza delle famiglie verso forme di mobilità individuale, il massiccio ricorso agli incentivi. Non va trascurato anche il fatto che agosto è storicamente il mese con il più basso numero d’immatricolazioni, situazione che quest’anno, viste le particolari condizioni, si è modificata.

Le tendenze dei prezzi al consumo

Più lento e difficile risulta invece il recupero sul versante della domanda per i servizi (-23,3% nel confronto annuo). In particolare per i segmenti legati direttamente e indirettamente al turismo (trasporto aereo, musei, ecc.). Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di settembre 2020 l’Indicatore Consumi Confcommercio stima una riduzione dello 0,2% in termini congiunturali. e dello 0,1% nel confronto con lo stesso mese del 2019.

Il Superbonus al 110% introdotto dal Decreto Rilancio per favorire e agevolare gli interventi in ambito di efficienza energetica sta influenzando le scelte di investimento degli italiani. Tre italiani su 4 hanno deciso di investire in servizi per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione, e rispetto al 2019, le richieste sono il 17% in più, per un budget che può raggiungere i 26.970 euro a famiglia. Il Superbonus ha determinato inoltre anche una crescita importante della domanda di professionisti impiegati in questo settore. ProntoTrends, l’Osservatorio di ProntoPro sull’evoluzione e le tendenze nel mercato dei servizi, rileva un interesse più moderato per la domotica, categoria di servizi richiesta da 1 italiano su 10, e intesa soprattutto come automazione dei cancelli di accesso alla propria casa. La sicurezza raccoglie invece il 20% delle richieste relative all’ammodernamento del proprio immobile, focalizzate soprattutto sull’installazione di porte blindate.
Gli interventi per migliorare l’efficienza energetica

Alcuni italiani si stanno rivolgendo ai professionisti del settore per una consulenza in merito alle migliorie da apportare alla propria abitazione per accedere alle agevolazioni del Superbonus 110%. Per gli italiani efficientamento energetico fa rima soprattutto con un buon isolamento della propria casa, grazie all’installazione di finestre di qualità, un servizio richiesto, per questa categoria di interventi, da 1 persona su 2. In grande crescita l’installazione di pannelli solari, servizio che fa registrare un aumento di domanda rispetto allo scorso anno del 19%. Il terzo intervento più richiesto per migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione è la realizzazione di un nuovo tetto, seguito dal rifacimento delle facciate.

Quanto costano gli interventi?
Sommando il costo medio di ognuno dei 5 servizi più richiesti per questa categoria, l’efficientamento energetico della propria abitazione può richiedere un investimento a famiglia fino a 26.970 euro. L’intervento su una singola facciata di circa 50 mq può costare infatti in media 840 euro, e comprende la pulizia della facciata, il rifacimento dell’intonaco, e altri interventi relativi a problematiche murali non strutturali. L’installazione di un impianto fotovoltaico da 3kw può richiedere invece un investimento fino a 5.500 euro, mentre il rifacimento del tetto per migliorarne le prestazioni di isolamento termico ha un costo che si aggira in media intorno ai 18.000 euro per una superficie di 100 metri quadrati.

In Lombardia i costi sono maggiori

L’installazione di nuove finestre che garantiscano un migliore isolamento della casa può richiedere un investimento di 2500 euro, un prezzo calcolato su tre finestre di buona qualità con struttura mista in legno e alluminio. E la consulenza di un esperto in riqualificazione energetica si aggira in media su una spesa di 130 euro. I preventivi raccolti su ProntoPro mostrano che la Lombardia è la regione in cui questo tipo di migliorie ha un costo maggiore, i prezzi possono raggiungere un +24% rispetto alla media nazionale. In Calabria invece si trovano le tariffe più vantaggiose, che possono risultare anche dimezzate rispetto alla media italiana.

Il fatturato dell’industria a maggio recupera, e segna un deciso incremento rispetto al mese precedente. Secondo le stime Istat, al netto dei fattori stagionali, l’aumento infatti è del 41,9%, Anche gli ordinativi destagionalizzati a maggio registrano un balzo congiunturale del 42,2%, che segue la caduta del 31,6% rilevata in corrispondenza del mese precedente,

Su base trimestrale invece l’Istat rileva un calo del 36,3%. Stessa dinamica per il fatturato, che nella media del trimestre marzo-maggio vede l’indice complessivo diminuire del 33,0% rispetto alla media del trimestre precedente.

Aumenti per il mercato interno e per quello estero

La dinamica congiunturale del fatturato riflette aumenti su entrambi i mercati, ovvero +45,7% il mercato interno e +35,2% quello estero. In maniera analoga, l’incremento congiunturale degli ordinativi risente di un più ampio incremento delle commesse provenienti dal mercato interno (+55,9%) rispetto a quelle provenienti dall’estero (+26,2%). Gli indici destagionalizzati del fatturato mostrano aumenti congiunturali diffusi in tutti i raggruppamenti principali di industrie. I beni strumentali segnano un incremento del 61,1%, i beni intermedi del 42,1%, l’energia del 34,1% e i beni di consumo del 30,0%.

A livello tendenziale tutti i settori del manufatturiero registrano variazioni negative

In termini tendenziali, e corretto per gli effetti del calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 22 di maggio 2019), il fatturato totale diminuisce del 25,9%, con cali di ampiezza simile nei due mercati, -25,8% il mercato interno e -26,2% quello estero. Con riferimento al comparto manufatturiero, tutti i settori registrano variazioni negative. Le flessioni sono meno marcate per il settore farmaceutico (-5,1%) e per quello alimentare (-5,8%), molto più ampie nei rimanenti: dall’industria della gomma (-19,9%) fino ai risultati dell’industria dei mezzi di trasporto (-43,7%) e delle raffinerie di petrolio (-53,0%).

Cali meno marcati nelle industrie farmaceutica, del legno e della carta

In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi diminuisce del 34,7% (-34,4% quello interno e -35,2% quello estero), mostrando riduzioni in tutti i settori. I cali meno marcati si registrano nelle industrie farmaceutica (-10,8%) e del legno e della carta (-27,3%), mentre i peggiori risultati si rilevano nei settori tessile e dell’abbigliamento (-46,5%) e dei mezzi di trasporto (-48,3%).

Nel corso della fase di rilevazione dei dati per il mese di maggio non vi è stata alcuna riduzione del tasso di risposta delle imprese a causa dell’emergenza sanitaria. L’Istat conferma però che sono state messe in atto azioni in fase di elaborazione dei dati per gestire in modo adeguato le variazioni eccezionali presenti in questo periodo.

All’ottimismo dello scrittore e psicologo Adam Grant, che dalle pagine dell’Economist si dice convinto che dopo la pandemia boss e company faranno scelte più etiche, si contrappongono i manuali di auto aiuto per dipendenti vessati dai capi. Fra questi, il nuovo Capi, colleghi, carriere. Questi sconosciuti, scritto dall’esperto di finanza Marco Morelli e del fumettista Lelio Bonaccorso. Il testo di Morelli spiega che i capi non sono tutti uguali, e ne tratteggia 7 figure tipiche. Dal boss vulcanico all’introverso, dall’amico di tutti allo chef, ognuno ha i suoi punti di forza e debolezza, che diventano vere proprie istruzioni per l’uso.

Il boss visionario e l’arrogante

Per il boss visionario il bicchiere è sempre mezzo pieno. Guarda sempre avanti, e riesce a creare team con i quali si comporta da guida spirituale. Ma tende a essere dispersivo, soffre le regole, e rischia di mandarvi in tilt. Con lui bisogna seguire i suoi input cogliendone spunti di vera novità, e riportarlo con i piedi per terra con riflessioni ponderate, riferisce Ansa. L’arrogante, invece, non sbaglia mai. È presuntuoso e altezzoso, si sente infallibile e lascia poco spazio agli altri. E impulsivo e accetta solo pochissimi eletti tra i suoi subordinati. Come fare? L’arroganza nasconde spesso timidezza e incapacità. Mantenetevi fuori dal suo radar, attivatevi solo su sua richiesta, ma il vostro lavoro deve essere sempre impeccabile. Questa l’unica arma per contenere chi è meno capace di voi.

Il coccodrillo e l’amicone

Poco esposto, il coccodrillo sta soprattutto chiuso nella sua stanza e quando gira per le postazioni lo fa in silenzio, osservando tutto. Riaffiora all’improvviso, convoca riunioni a sorpresa in cui interroga più che condividere. Forte e tenace, non tollera e annienta chi lavora con lui. Come interagire? Schivate i colpi che potrebbero disintegrare l’autostima, state a debita distanza e agite seguendo i suoi ritmi, assimilando forza, resilienza e resistenza. L’amicone invece si presenta come alleato e confidente, ed è anche simpatico. Può sembrare superficiale, ma non lo è. Non sottovalutatelo. La sua empatia spesso nasconde il desiderio di evitare critiche. Il segreto con lui è non andarci a pranzo, ma allinearsi al suo stile comunicativo, presentando idee e proposte, o lamentele, solo nei momenti non formali.

Agonista, chef stellato, o incapace?

L’agonista primeggia in tutto. Esige ordine, disciplina e metodo. Se non arriva sul podio entra in uno stato di autocommiserazione, e dubita di tutto e di tutti.

Siate reattivi e allenati, e quando dopo l’euforia è colto da delusioni dategli supporto e dettagli per programmare l’attività. Lo chef stellato si considera un vero artista, ricerca l’originalità. Convinto delle sue idee, il team deve seguire i suoi input: mai modificare gli ingredienti. Però è anche un capo riconoscente, e se avete cucinato bene, vi valorizzerà. Con lui mettete da parte le ambizioni, solo così potrete proporre nuove idee. E l’incapace? Il mondo ne è pieno: a qualcuno fanno comodo. Dovete solo dare una mano e sperare che cambi.

Con la quarantena i milioni di italiani costretti a casa hanno dovuto cambiare le proprie abitudini di consumo e acquisto. Se prima del Covid per fare la spesa in molti preferivano i grandi supermercati e i centri commerciali ora sono più di 8,6 milioni coloro che hanno riscoperto i piccoli negozi sotto casa. Si tratta di una delle evidenza emerse dall’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca mUp Research, in collaborazione con Norstat. Ma secondo l’indagine emerge anche il boom di donazioni e volontariato generato proprio dall’emergenza Coronavirus. Se sono quasi 1,4 milioni (3,2%) gli italiani che in qualche modo hanno aderito a enti o associazioni impegnate nell’emergenza il 14,8% (6.500.000) si è offerto di fare la spesa al posto di anziani o persone in difficoltà.

Negozi di quartiere vs grandi supermercati

Più in particolare, è il 19,7% degli italiani (pari a 8.655.000 persone) ad avere modificato le proprie abitudini di acquisto scegliendo i market sotto casa anziché i centri commerciali o i grandi supermercati. Questo, soprattutto i residenti nei grandi comuni (23,6% fra chi vive nelle città con oltre 250.000 abitanti), al Sud e le Isole (24%), e con età compresa tra i 55 e i 64 anni (24,3%). Quasi un intervistato su 5, il 18,3% (pari a più di 8 milioni), ha cercato di sostenere i negozi del proprio quartiere attraverso le consegne a domicilio, percentuale che sale al 24% fra coloro di età superiore a 54 anni. Ovvero una fetta della popolazione corrispondente a poco meno di 3.150.000 persone.

Boom di donazioni e volontariato

L’indagine ha messo in evidenza come durante la quarantena gli italiani si siano dedicati a sostenere chi era in difficoltà, e lo abbiano fatto in modi diversi, tramite donazioni o volontariato.

Il 17% (7.450.000 individui circa) invece ha contribuito economicamente a raccolte fondi promosse da enti pubblici o soggetti privati, mente il 13,6% (5.945.000) ha donato cibo o beni di prima necessità direttamente alle persone in difficoltà. In particolare, a fare la spesa per chi si è trovato in difficoltà sono state soprattutto le donne (17,9% vs 11,6% uomini) e gli appartenenti alla fascia di età 45-54 anni (18,3%).
Mettere a disposizione le competenze professionali

Il 10,5% (più di 4,6 milioni di individui) ha invece dichiarato di aver contribuito a rendere più leggera la situazione mettendo a disposizione le proprie competenze personali o professionali. In particolare, i liberi professionisti, di cui il 16,4% ha offerto le proprie competenze, ovviamente a distanza. E c’è chi ha fatto ripetizioni via chat, idraulici che hanno guidato via web chi aveva bisogno di riparare rubinetti, o elettricisti che sono riusciti a risolvere piccoli e grandi problemi tramite videochiamata.

Con l’isolamento necessario a limitare la propagazione del Coronavirus gli italiani si sono lanciati sui supermercati online. Uno studio a cura di SpesaRossa.it, la piattaforma per la spesa locale online dei piccoli negozi di quartiere, fa emergere la crescita dell’e-commerce dei prodotti alimentari e di largo consumo a un livello inaspettato fino a febbraio. 

“Il mercato dell’e-commerce alimentare e dei prodotti di consumo ha raggiunto in 30 giorni un livello di maturità tale per cui cambieranno radicalmente le abitudini dei consumatori – commenta Ivan Laffranchi, fondatore di SpesaRossa.it -. La grande distribuzione e i negozianti locali stanno per affrontare una rivoluzione senza precedenti e dovranno cambiare le loro strategie se vogliono sopravvivere”.

Le piattaforme di supermercati online crescono in modo differente 

Secondo lo studio le piattaforme di supermercati online crescono in modo differente in funzione del traffico dei mesi precedenti. Sul fronte della crescita vince Supermercato24, con un +1.230% di traffico, mentre dal punto di vista del numero di visite Esselunga vince con Esselunga.it e Esselungaacasa.it, rispettivamente con quasi 9 milioni di visite e 7 milioni di visite. La ricerca ha poi analizzato il traffico di utenti, i tempi di permanenza sui siti, le pagine viste e il bounce rate, ovvero la frequenza di rimbalzo che consente di valutare l’aspettativa del visitatore.

Supermercato24 ed Esselunga campioni di visite

Più in dettaglio, Supermercato24, re indiscusso della crescita, passa da 320.000 visite di febbraio a 4.3 milioni di marzo, con una crescita dell’oltre 1000%, un tempo medio di permanenza sul sito di 6 minuti e un bounce rate di poco più del 40% (41.4%). Esselungaacasa.it, con +621% a marzo rispetto a febbraio, raccoglie 7 milioni di visite, una frequenza di rimbalzo molto bassa (21.93%) e una sessione di visita media di 12 minuti e 30 secondi. Esselunga vince anche con il suo sito istituzionale esselunga.it, che registra quasi 9 milioni di visite a marzo (8.900.000 visite), con un bounce rate decisamente più alto (46.23%) di esselungaacasa.it, a dimostrazione che una migliore user experience e profilazione degli utenti permette di abbattere la frequenza di rimbalzo.

Piemonte, Sardegna e Lombardia le regioni più attive

Dal punto di vista della geolocalizzazione degli utenti per la ricerca tramite ‘spesa online’ le regioni più attive sono Piemonte, Sardegna e Lombardia.

In ogni caso, Carrefour.it segna un +136%, e passa da 1,4 milioni di visite di febbraio a 3.250.000 visite di marzo, una percentuale di rimbalzo del 49.64% e oltre 7 minuti di permanenza media sul sito. Conad.it invece segna un + 218%, e registra quasi 4 milioni di visitatori a marzo, con un bounce rate del 37%. E-coop.it passa da 480.000 utenti di febbraio a 1,5 milioni di utenti a marzo, e un bounce rate di oltre 50%, la frequenza di rimbalzo più alta tra i siti analizzati.

Sul fronte del commercio di prossimità Spesarossa.it registra nelle prime 2 settimane di attività 20.000 visite con centinaia di ordini a destinazione di macellai, gastronomie, ambulanti e vivai.